BANGKOK IN VOLO





Bangkok ti si appiccica addosso come l'umidità che la avvolge.
Non ti lascia più,
non te la vuoi scrollare di dosso.
Non lo vuoi fare.

Io non voglio farlo.
Mi ha travolto,
rovesciato e rialzato talmente in fretta da non aver avuto tempo.
Il tempo.
Bisognerebbe a volte fermarlo, per poterlo toccare con mano,
ma inesorabilmente ci scivola via,
lo rincorriamo nella fretta.

Fermiamoci.

Un viaggio è fatto per partire e fermarsi.
trovare per un periodo più o meno lungo un luogo, 
una casa,
un'anima.

Bangkok ha un odore acre,
ha un profumo intenso,
ha la capacità di mescolare essenze 
in uno spazio breve,
lungo le vie,
in mezzo al traffico,
incanalato in un vicolo stretto e buio.

Bangkok ha la luce del sole che scotta e rigenera,
ha la pioggia incessante,
che scroscia e lava,
che solleva e bagna,
e tu vorresti alzare il volto verso quelle gocce e farti travolgere,
rivestire, 
mentre tutto il resto è isolato e ovattato.

Bangkok ha il sapore delle spezie, della frutta,
del calore e del ghiaccio.
Unisce il dolce ed il salato,
il piccante e l'insipido.
Crea un vortice di gusti, che vorresti non abbandonare mai.

Bangkok ha la confusione di un mercato 
e i sorrisi delle persone, 
ha un fiume in cui navigare e lasciar scorrere i pensieri.
Ha l'oro dei Templi, e l'immensità della storia,
ha la capacità di farti innamorare,
ha il potere di legarti, intrappolarti.


[Pensieri scritti su un aereo al ritorno di un viaggio che mi ha fatto conoscere persone speciali, che mi ha mostrato una città per me lontana in ogni senso, ma che ora ha un posto d'onore nella mia valigia dei ricordi...]






1 commento:

  1. Mi è sembrato di esserci, grazie per questo viaggio senza biglietto

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