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IL CASTELLO DI TINTAGEL, TRA LEGGENDE E MAGIA IN CORNOVAGLIA.

by 9:54 PM



Spesso mi viene chiesto cosa assolutamente non si deve perdere in Cornovaglia.
Chi decide di fare un viaggio in Cornovaglia deve mettersi scarpe comode ed essere pronto a riempirsi gli occhi e il cuore di paesaggi incredibili da esplorare.I posti da vedere sono tanti, e la natura è la protagonista, ma ad ogni domanda io rispondo sempre che nella lista dei luoghi non deve mancare il Castello di Tintagel.

Il Castello di Tintagel è stata una delle mete che mi ero segnata di fare durante il mio viaggio in quella terra fatta di brughiere e spiagge infinite, e si è rivelato essere incredibilmente bello.



Cos'è Tintagel?
Se siete appassionati della saga di Re Artù e delle gesta dei Cavalieri della Tavola Rotonda sapete di cosa sto parlando, ma anche se non lo siete, il posto merita di essere visitato e conosciuto e si sa mai che vi innamorerete anche voi delle gesta dei cavalieri: perché un luogo di così rara bellezza mista a magia non è facile da trovare.
Il Castello di Tintagel si trova sulla costa Atlantica della regione, nella omonima cittadina, ed è considerato, ancora oggi, il luogo di nascita di Artù, proprio quel famoso Artù che nel cartone Disney chiamano Semola e che ha estratto la spada dalla roccia.
I primi scavi risalgono ai primi anni del '900 e hanno affermato l'esistenza del sito sin  dall'epoca romano-britannica.




Recentemente sono stati fatti dei ritrovamenti, delle incisioni che hanno confermato Tintagel come importante crocevia commerciale tra l'Atlantico e il Mediterraneo.
Io sono fan di Re Artù e non posso che promuovere questo posto incorniciato da scogliere meravigliose e perfette.

La leggenda (una delle tante...) narra che il Re Uther Pendragon si innamorò di Igraine, la moglie del Duca di Cornovaglia che abitava a Tintagel. La situazione era complicata, quindi il grande Merlino con la sua magia fece assumere le sembianze del Duca al Re Uther che in quel modo poté entrare nel castello e nella camera della Regina... da quell'ingannevole incontro, si narra venne al mondo il Re di Camelot.

Del Castello rimangono solo delle rovine, ma credetemi quando vi scrivo che quelle rovine hanno un fascino senza tempo, e che non faccio fatica a definirlo uno dei posti più belli che ho visitato, uno di quei posti che lasciano spazio all'immaginazione che riporta indietro negli anni, in quel tempo in cui Merlino pensava alla magia nelle grotte che ancora esistono e si possono vedere sotto la scogliera a picco sul mare.

A Tintagel si cammina, e non poco, se volete visitare il sito in ogni angolo possibile. Ci sono alcuni tratti un po' esposti, ma con un po' di attenzione è tutto fattibile, anche con bambini che ne rimarranno estasiati. Il mio al tempo aveva cinque anni e un braccio ingessato, ma gli è piaciuto talmente tanto che ancora oggi ne parla innamorato.








Vi consiglio di visitare il sito la mattina sul presto per evitare di trovare troppa gente; meglio se in una giornata di sole, ma anche in caso di tempo grigio l'atmosfera è sicuramente suggestiva! Io sono stata fortunata e il sole mi ha accompagnata nella mia visita.
L'ingresso è a pagamento, ma ci sono stata qualche anno fa, quindi meglio se controllate nel sito ufficiale i costi.







La storia di Tintagel si estende per circa 2000 anni ed è ancora immersa nel mistero. Ciò che è noto fornisce una base per la leggenda di Artù. Tuttavia, quando la foschia si muove vorticando attraverso la grotta di Merlino, è facile vedere come il mito sia sopravvissuto fino ad oggi...


BUDE, QUANDO E' UN LUOGO A SCEGLIERE TE.

by 9:37 AM




Bude non l'avevo mai sentita nominare.
A dire il vero conoscevo gran poco anche di tutta la Cornovaglia che ci sta attorno.
Immaginavo soltanto…attraverso racconti, attraverso immagini, attraverso la mia fantasia, che come quella di un bambino vedeva cavalieri valorosi, maghi e fate nascosti nelle loro grotte a leggere il destino.
Bude è stata un caso, uno di quei paesini scritti in piccolo nella cartina geografica.
Il caso è stato la risposta del B&B.
La prima che mi è arrivata di tutte le richieste inviate nella costa nord.
Cosa c'è a Bude, mi sono chiesta.
Le informazioni erano poche, le foto così e così.
Ho pensato, va beh, sarà la base per girare la regione, un posto tranquillo vista oceano.

E in quel luogo tranquillo con una finestra sul freddo mare mi sono fermata.
Perché era il posto di cui avevo bisogno in quel momento.

Posso solo dirvi che a scriverne ora mi vengono i brividi, e mi sale un nodo alla gola,
la romanticheria che mi scorre nel sangue mi fa ripensare alle alte scogliere verdi, alle onde rumorose, al silenzio assordante interrotto solo dalla natura e dalla marea che avanza.
Ci ho messo un po' a scriverne.
Sono gelosa dei posti che visito e che amo.
Ma non sono di mia proprietà e quando capisco che è arrivato il tempo, ne parlo...

Quando la prima cosa che vedi in una cittadina di mare sono i piedi scalzi per strada, i pantaloni sotto il ginocchio, la felpa col cappuccio e il cappuccio in testa, e una tavola stretta sotto il braccio, beh, pensi che quella città è un posto figo.
Può avere cento abitanti ma è figo lo stesso.
Ed io ho visto quei piedi nudi camminare verso il mare, quando al mare mancava circa un chilometro.
Quei piedi avevano uno scopo,
quei piedi sapevano la strada,
quei piedi dovevano arrivare al mare.

Bude è così,
selvaggia come il mare e le scogliere, 
maniacalmente ordinata come le casette a schiera lungo le vie e i prati perfettamente curati.
Un opposto dopo l'altro, ma del resto gli opposti si attraggono.
Il vento che sferza dal mare, a volte è così forte da confonderti i pensieri, o forse è solo gentile che te li spazza via.
E' grigia e fredda, le nuvole la amano e raramente la lasciano sola.
Ma dona un calore che è inestimabile.
Il calore dell'infinito quando guardi l'orizzonte,
il calore di un tramonto che infuoca e divampa all'improvviso.
E così come è arrivato se ne va, e lascia in bocca un qualcosa di sospeso, che giorno dopo giorno cerchi di completare...ma è difficile.
Ogni giorno a Bude è diverso.
Ogni giorno non l'ho perso di vista perché il mare lì a pochi passi da me mi chiamava.
Allora mi sedevo sulla sabbia umida e osservavo.
Sentivo il rumore delle onde che copriva le poche voci attorno.

Non so se avete mai osservato i surfisti.
Io li ho osservati a Bude, come in altri posti.
Li ho osservati perché per loro surfare è uno stile di vita...
Prendono la loro tavola, a piedi nudi avanzano verso il mare e non guardano in faccia nessuno, hanno un obiettivo, non si distraggono,
lo vogliono raggiungere.
L'attesa è la loro arma migliore.
Il saper aspettare.
Il saper aspettare l'onda giusta.
Non importa il tempo che ci si mette.
A loro non importa, hanno imparato a pazientare, ad aspettare.
A volte arriva, ed è uno spettacolo per chi li guarda,
posso solo lontanamente immaginare quello che loro provano.
Questa è una lezione di vita ragazzi.

Li sentite i brividi?

Ad una cera ora l'aria diventa ancora più frizzante a Bude, puoi lasciarti il mare alle spalle o semplicemente costeggiarlo lungo le scogliere, calpestando la soffice erba intrisa di salsedine.
Niente in questi frangenti è lasciato al caso, tutto, ma proprio tutto quello che è attorno regala un senso, al viaggio, alla vita.
Ci si accorge che a volte basta poco, basta un niente.
Basta un tramonto da respirare a pieni polmoni mentre il vento sferza il viso e i capelli indisciplinati prendono il sopravvento.
Basta un sole che si corica a dormire e infiamma un cielo che fino a poco prima aveva nuvole basse.
Basta una meta, scelta a caso, della quale non sono riuscita a liberarmi.
Mi ci sono fermata, mi ha scelto.

Non mi sono liberata di lei neanche ora che sono a casa.








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