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VENEZIA, DUE FILM E DUE LIBRI AMBIENTATI IN CITTÀ

by 3:32 PM



Di Venezia mi piace sempre scrivere. 
Sarà per la vicinanza e per il fatto che posso raggiungerla in breve tempo, beh io di lei sono sempre innamorata, e per questo mi piace cercare di trasmettere questo amore ai miei lettori.
Non è una città facile, eh, in particolare a causa del turismo di massa, ma io continuo a perdermi tra le calli e a scoprire angoli nuovi, che emozionano.
E c'è chi ne è totalmente inebriato come me, e chi nutre sentimenti contrastanti, proprio perché troppe persone affollano ogni giorno le strade principali.
È una città che ha così tante cose da raccontare, ha un passato sontuoso da conoscere e poi nonostante la confusione si riesce sempre a trovare la pace ed il silenzio tra le sue calli meno battute.
In un articolo che ho letto del magazine di Expedia Discover potete trovare tutti i luoghi da non perdere per la vostra prima visita in città, e vi giuro che non sarà difficile innamorarvi.
Di Venezia ho parlato molto, ma oggi lo voglio fare in modo diverso.
Ve la racconto attraverso due film e due libri ambientati nella splendida città, così, se non potete raggiungerla sempre quando ne avete voglia, avete la possibilità di farle una visitina attraverso le pagine o le immagini.

Film ambientati a Venezia

Venezia, la luna e tu -  I due gondolieri
Questo per me è il film per eccellenza ambientato nella splendida città. Diretto da Dino Risi con protagonisti Alberto Sordi e Nino Manfredi. Il film è del 1958, quindi non esattamente dei giorni nostri, ma credo che non mi stancherei mai di vederlo. Da piccola, ricordo, lo guardavo con mia nonna nella sua cucina, mentre sulla stufa a legna qualche zuppa bolliva. Per me, veneta doc, era divertente guardare un film in cui molte frasi erano dette in dialetto. 
Bepi, è un gondoliere fidanzato con la bellissima Nina. Ma è un fidanzato un po' birbante, visto che ama anche tutte le turiste che a Venezia salgono sulla sua gondola. Di questo Nina è gelosa, tanto da far promettere a Bepi di far salire solo vecchiette in gondola, ma per un equivoco succede il contrario e Nina furiosa, per farlo ingelosire, torna dal suo vecchio fidanzato, Toni.
Eh eh, non vi dico altro. Guardatelo se non lo avete ancora fatto, è divertente, e vedrete una Venezia lontana da quello che è oggi, probabilmente più autentica di adesso.




Dieci Inverni
Dal 1999 per dieci anni il film racconta dieci momenti casuali con protagonisti Silvestro e Camilla, che si sono conosciuti per caso su un vaporetto a Venezia.
Una Venezia marginale, non quella che noi tutti conosciamo, ma fatta di isole nascoste, di laguna e di quella nebbia che d'inverno si insinua nelle ossa. 
E' l'inizio di un amore, non convenzionale, un amore nato con il freddo che richiede dieci lunghi anni per consolidarsi e riscoprirsi tale.
Paure, tensione, desiderio sono presenti nei dieci spezzoni, ma tutto scorre perfetto, calmo come l'acqua in laguna...
E' uno dei film che piacciono a me, quelli non scontati da un amore sdolcinato di lucchetti e promesse. Se qualcosa nasce dalla lentezza, in un inverno, anzi in dieci inverni, "scaldarsi" non è poi così scontato.




Libri ambientati a Venezia

Vetro di Giuseppe Furno
Una Venezia del 1569, buia, cupa pronta per il conflitto con l'Impero Ottomano. Tutto brucia, le polveriere dell'Arsenale sono esplose mettendo in ginocchio la città tra feriti e morti. Andrea Loredan, figlio del doge, avvocato, si mette dalla parte di chi non ha più nulla. E mentre soccorre i feriti, una frase lo colpisce, un indizio, il primo tassello ricco di mistero che lo porterà a vivere una storia di spionaggio e di terrore. 
Una Venezia nascosta, tra segreti che si nascondono nell'arte, nei libri e nel vetro. E anche un pizzico dei Colli Euganei che amo tanto.
Un libro da divorare, che nasconde una città che noi non avremo mai il piacere di conoscere: l'arte del vetro, della navigazione, degli usi e costumi che sono andati persi nel tempo.




Q di Luther Blissett
Il primo grande successo di Wu Ming, all'epoca Luther Blissett, si ambienta in parte a Venezia, al tempo dell'Inquisizione e della tensione tra la libertina Repubblica Venezia e lo Stato Pontificio. Il protagonista, che conduce una lunga lotta contro gli eccessi del Papa e dei suoi vassalli, si ritrova profugo a Venezia, dopo aver attraversato mezza Europa; e proprio qui trova l'ambiente adatto per diffondere le sue idee e pubblicare un libro che riporti ad una fede piu' genuina. Viene voglia di perdersi nel Fondaco dei Tedeschi e di aspettare l'alba contemplando la laguna immobile dall'Isola di San Michele in una mattina nebbiosa.





Ci sono circa 700 film ambientati a Venezia, o che comunque hanno alcune scene girate in laguna, lo sapevate? Sono tantissimi, molti dei quali non ho mai sentito nominare. Parecchi però sono passati davanti ai miei occhi al cinema o nel calore di casa mia sotto coperte invernali.
Alcuni fanno ridere, altri piangere e io sono la campionessa delle lacrime cinematografiche: mi commuovo immedesimandomi talmente che a volte faccio fatica a tornare alla realtà. Ma credo che sia questo il bello...


Per i libri non c'è una classifica catalogata, ma gli scrittori che hanno raccontato di Venezia sono stati tutti rapiti dal suo fascino e dalla seduzione architettonica di una città nata tra acqua e terra, dove i canali si insinuano tra le storie reali e quelle romanzate.
Una città senza tempo, che scorre tra le calme acque di un libro.
Quando viaggiare non è possibile, lo fanno gli scrittori per noi, mentre la loro penna intrisa di poesia, rende reale in nostro vagare tra personaggi inventati in un luogo reale.
Ci si innamora, è inevitabile.




Post scritto in collaborazione con Expedia.


UN GIORNO A VENEZIA, TI PORTO DOVE NON SEI MAI STATO

by 12:56 PM




Venezia è sempre un buon motivo per alzarsi dal divano ed uscire di casa.
Lo è anche per prenotare un volo o un treno o per decidere di tirare fuori la macchina dal garage e passare una giornata in una delle città più belle al mondo.
Sono di parte lo so, ma resta comunque una meta che amo profondamente. Vuoi per la vicinanza da casa mia, vuoi per la laguna che mi chiama spesso, per me Venezia resta sempre un posto dove tornare.

Mi fa sentire bene, soprattutto quando mi defilo dal traffico dei turisti che percorrono le strade più battute.
Venezia è bella perché ci si può perdere girando in una calle a caso e magicamente questa scelta porta a conoscere luoghi inaspettati.

Oggi vi porto a fare una passeggiata lontana dal flusso di gente, per trovare un po' di silenzio e nuovi scorci, abbracciare una libreria che amerete per tutta la vita e gustarvi dei cicchetti in un posto insolito...siete pronti?

Che vi muoviate in macchina, in treno o in aereo il punto di partenza resta sempre la stazione ferroviaria. 
"Venezia Santa Lucia, Stazione di Venezia Santa Lucia!" Chissà come lo urlava il capotreno una volta. Penso spesso a come doveva essere la meravigliosa città lagunare cinquant'anni fa.

Vi lascio una mappina così non vi perdete!



Lasciatevi alle spalle la stazione e andate in direzione nord nel Sestiere di Cannaregio fino al Ponte delle Guglie. Qui girate a sinistra e proseguite verso il quartiere del ghetto, dove, ai tempi della repubblica veneta, erano obbligati a vivere tutti gli ebrei veneziani.
Una piccola comunità ebrea vive ancora all'interno di questa quartiere. Amo scoprire piccoli negozi di artigianato, il panificio con i prodotti ebraici, e, passando in silenzio, ascoltare le preghiere che fluttuano nell'aria; se si è fortunati si può assistere a qualche tradizionale rito nella piazza principale. 
Si può visitare il Museo Ebraico con pochi euro e capire la storia della nascita del ghetto e di come è iniziata la persecuzione degli Ebrei...





Da qui proseguite verso l'ospedale della città, passando dalle Fondamenta Nove fino ad arrivare alle Fondamenta dei Mendicanti. Vi consiglio di entrare proprio nell'ospedale SS. Giovanni e Paolo, ma non per farvi visitare. Qui aperta al pubblico c'è la Farmacia storica ed il Museo di Anatomia.
Dalla seconda metà del settecento nell'ospedale civile di Venezia vengono conservati i reperti anatomopatologici, arricchendo così un magazzino che poi è diventato un museo tutt'ora visitabile e consultabile. Il Museo è dedicato ad Andrea Vesalio, un anatonomo Fiammingo che ha lavorato per anni nella città di Venezia, dove ha scritto molti libri che raccontavano le sue idee innovative...che ancora oggi vengono letti. C'è poi la Farmacia Storica, che si trova vicino al Museo, interamente in stile ottocentesco.

Ora proseguite in direzione calle Santa Maria, e vicino al Rio della Tetta troverete una delle librerie più belle al mondo:la Libreria Acqua Alta. Ne ho già parlato e ne parlerò ancora in questo sito, perchè è un luogo che tutti devono vedere almeno una volta nella vita...beh anche due! Il profumo della carta mescolato a quello dell'acqua salmastra vi avvolgerà in un turbine di libri dalla testa ai piedi, dentro ad una gondola o impilati uno sopra l'altro fino al soffitto. Una porta si apre sul canale, un'altra su un giardinetto dove si possono scalare, indovinate un po'...dei libri!
E non sarà difficile scorgere un bel gatto sornione nascosto tra gli scaffali...

Ormai credo via sia venuta un po' di fame. Ritornate verso Cannaregio, passando per Rio Terà e fermatevi per un bianco e qualche cicchetto al Timon. Se siete fortunati e non c'è molta gente, potrete gustarvi vino e specialità locali comodamente seduti su una barca ormeggiata di fronte al locale...mica male eh!



Il tour è finito.
Sono circa cinque chilometri, fattibilissimo per tutti anche per chi ha bambini e si può fare in mezza giornata. Ovvio che se ci si ferma ad ogni angolo a fotografare (e ve lo consiglio) la mezza giornata diventerà intera.
Poi fatemi sapere se vi è piaciuto!


Informazioni Utili
Se a Venezia ci andate in treno, dovete solo tenere d'occhio gli orari per non rischiare di restare bloccati in laguna (che poi tanto male non è).
Se andate in macchina, conviene parcheggiare a Mestre e poi prendere il bus o il tram fino a Venezia; oppure arrivare a piazzale Roma e parcheggiare in uno dei grandi parcheggi a silos. Non sono economici ma sono in centro città. Io di solito uso il Garage San Marco se arrivo dopo le cinque, così posso usufruire della tariffa ridotta.
Se venite in aereo, gli aeroporti di arrivo sono due. Dal Marco Polo partono bus frequenti che portano a Mestre o a Venezia, mentre dall'aeroporto di Treviso c'è un bus della compagnia Terravision che vi porterà in quaranta minuti a Venezia con tariffe davvero interessanti.
Ora non avete più scuse per non venire a Venezia.


Articolo scritto in collaborazione con Terravision


















LA VENEZIA ORIENTALE, UN LITORALE TUTTO DA SCOPRIRE

by 9:01 AM


Ah Venezia, città dell'amore, dove le strade sono fatte d'acqua e le macchine non hanno le ruote ma galleggiano brulicanti di turisti.
Venezia sempre da scoprire e da amare, perché, lo sapete no?,
di Venezia ci si può solo innamorare...
Ma c'è una Venezia poco conosciuta che si estende sulla costa est del mare Adriatico, è la Venezia Orientale, fatta di piccoli paesi che si affacciano sul mare, casette colorate per farle riconoscere ai pescatori, percorsi lungo la laguna che ha un fascino unico.

Caorle
La adoro, sono di parte lo so, ma è una cittadina che mi è rimasta nel cuore, una piccola Venezia, tutta colorata, dove il passato è ancora presente tra i piccoli vicoli intrisi di storie, passioni e lavoro. E' bello perdersi tra il mare e la laguna attorno i luoghi che anno affascinato uno scrittore unico: Hemingway.
Proprio lui in queste acque nascosto tra i canneti cacciava, e pensava alla trama del suo libro "Di là dal fiume e tra gli alberi".
Il porto è incastonato nel piccolo centro storico, un gioiellino reso pedonale, ideale per passeggiate al calar del sole!
Camminate fino alla Chiesa della Madonna dell'Angelo, la chiesa più cara agli abitanti della cittadina, perché protettrice dei pescatori: leggenda narra che nel 1727 durante l'inondazione, benché ci fossero le porte della chiesa aperte non entrò una goccia d'acqua... 

Centro storico di Caorle


Cavallino Treporti
Viene chiamato anche "terra di mezzo" perché si trova tra Punta Sabbioni e Jesolo al quale è collegato da un ponte. 
Un posto delizioso dove incontrare natura e arte. Il comune pone molta attenzione alle ricchezze culturali, naturali e del paesaggio.
La sua laguna incanta e rapisce. Il profumo di mare inebria mentre puoi andare alla scoperta di scorci e piccoli borghi dove sembra che il tempo si sia fermato.
I suoi specchi d'acqua al tramonto sono una vera romanticheria...la laguna assieme a Venezia è stata dichiarata patrimonio dell'UNESCO.
Non stupitevi di incontrare fenicotteri, aironi e molte altre specie di uccelli migratori.

Bibione
E' una destinazione turistica molto popolare tra gli Italiani, ma anche tra i turisti provenienti da Austria, Germania ed Est Europa.
Una lingua di terra riscaldata dal sole e bagnata dalle acque del mare e della laguna. Chilometri di spiagge di sabbia e nell'interno verdeggianti pinete profumate! Molte le attività da fare sia in mare, come vela, windsurf e pesca, a terra, come passeggiate, e dei gran giri in bicicletta!
Tutto il necessario per divertirsi, spiagge dedicate ad ogni esigenza, ed ora anche un faro che è stato restaurato ed è visitabile in tutto il suo splendore!

Jesolo
La laguna è protagonista anche in questo territorio interamente da scoprire.
Una città divisa in due, quella storica chiamata appunto Jesolo e quella prettamente turistica denominata Lido di Jesolo. Quindici chilometri di sabbia dorata lo rende uno dei litorali più conosciuti, non solo in Italia ma anche all'estero. Una città viva non solo nel periodo estivo ma durante tutto l'anno con manifestazioni culturali ed enogastronomiche e concerti. Poi c'è una pineta dove rilassarsi e un territorio rurale attraversato dai fiumi Piave e Sile, ideale per passeggiate a piedi e in bicicletta.

Lio Maggiore

Quando mi chiedono consigli per visitare la Venezia Orientale, dico sempre di atterrare a Venezia, godersi la città e perdersi tra le calli, e poi di scoprire anche i dintorni perché la laguna può regalare delle emozioni uniche!
Ovviamente non a piedi, consiglio il noleggio auto Thrifty, affidabile e parsimonioso...
Ora non avete più scuse.
Fate la valigia!




VENEZIA CON BAMBINI, UN FINE SETTIMANA PERFETTO

by 12:35 PM



Venezia è la città che meno si adatta a dei bambini...

Siete sicuri di questo?

Io dico di no, ma è una frase che molto spesso mi sento dire dai genitori.

Quello che invece mi sento dire dai bambini è: 

Venezia è una città dove le strade sono i canali e dove le macchine sono le barche.

Mi sembra un buon motivo per portarci un bambino che dite?


Ma io ve ne do altri 5


Il museo di storia naturale.
Si trova a Fondaco dei Turchi, a quindici minuti circa, di cammino ovviamente, dalla Stazione dei treni. Il museo è nato grazie al materiale raccolto durante la vita di un nobile veneziano, che in vita metteva a disposizione la sua casa per gli studiosi; il nobile ha pensato poi di lasciare il suo palazzo e tutto il contenuto in eredità alla città perché se ne facesse un luogo da visitare. Oggi il museo inizia con la ricostruzione completa di un gigantesco dinosauro, dal grande effetto scenico. Poi si prosegue passando dai fossili, alle collezioni e ricostruzioni di animali, alle postazioni interattive per spiegare l'evoluzione della vita. Il tutto in un palazzo magnifico affacciato sul Canal Grande con uno splendido giardino dove poter fare merenda!


I laboratori del museo Guggenheim
Chi l'ha detto che il Guggenheim è solo un museo per grandi?
Ma figuriamoci, i bambini hanno il dono dell'interpretazione delle opere d'arte, e questo museo può fare al caso loro.
La domenica mentre gli adulti si fanno la loro visita tra gli artisti, i bambini, di età compresa dai 4 ai 10 anni possono fare dei laboratori gratuiti. Un modo per introdurre i piccoli artisti all'arte moderna e contemporanea in modo del tutto divertente. Ogni attività comincia con l'incontro con un'opera esposta nel museo per poi continuare in laboratorio per sprigionare la vena artistica. Il mio piccolo l'ha provata, e gira ancora per casa la sua splendida opera d'arte!




Un giro in barca tra i canali con il Gruppo Remiero Tre Archi
Complice una mia amica che voga alla veneta in questa remiera, ho potuto conoscere questo mondo nuovo, a partire dalla rimessa per le barche fino alla dedizione e alla passione che si cela dietro a questa attività.
C'è da perderci la testa dentro la rimessa, tutte le barche hanno nomi e caratteristiche diverse: la Caorlina, il Sandolo, il Pupparino, la Gondola e poi altre ancora. Un bambino può solo divertirsi in un ambiente così. Far scendere la barca dal suo "scaffale" e posizionarla sotto una specie di gru per metterla in acqua è già un'avventura...e poi? Poi si sale a bordo e, mentre i professionisti vogano e si allenano, un bambino può guardare Venezia da un nuovo, diverso ed entusiasmante punto di vista...se poi gli dà pure un remo in mano, la giornata sarà segnata come una delle più belle trascorse.
Quando il giro finisce si torna alla remiera, si ritira su la barca e la si pulisce, tutti i passeggeri lo fanno: un rito molto bello, il prendersi cura di qualcosa, mai scontato, che fa crescere anche gli animi più piccoli.



Visitare il Lido di Venezia
Da Venezia al Lido, passa il tempo di un giro in traghetto, che fa sempre piacere, perché un giro in barca per un bambino è sempre bello e perché finalmente ci si può anche riposare dopo tanto camminare per campi e calli! Un'isola lunga 12 km, con una spiaggia lunghissima, che a settembre è sede del festival del cinema, cosa che non interessa ovviamente ai bambini. A loro può invece interessare il piccolo paesino di Malamocco, che, quasi una piccola e tranquilla Venezia, incanta con i suoi campi e colori. Vi consiglio di farci visita a luglio quando la sagra del pesce prende il sopravvento e non puoi fare a meno di sederti con vista laguna, mangiare un scartosso de pesse fritto, mentre il brusio della gente, i bambini che ballano e cantano e le lucine accese a festa creano un'atmosfera senza pari.




Visitare la Libreria Acqua Alta, e comprare qualche libro
Se non siete mai stati alla Libreria Acqua Alta, dovete ritornare subito a Venezia! Ma subito! Rapisce grandi e bambini, ammalia con il suo odore di salsedine e il tempo, che pare essersi fermato, in silenzio, mentre fuori l'acqua scorre lentamente, solcata da gondole che leggere lasciano una scia...
Cartoline, libri, libretti, disegni, stampe, fumetti senza anno e senza età abitano questo luogo che affascina solo a sentirlo nominare. Un bambino si incanterà a sfogliare, toccare, curiosare e chiedere. Perché gli stimoli sono sempre i benvenuti a qualsiasi età.
E poi quell'angolino, appena fuori sul retro che farà innamorare ogni persona adulta e giocare qualsiasi bambino.
Una scala, una vera scala, fatta di libri, dove salire e scendere.
Una metafora per la vita...




E dove dormire con i bambini?

Non è sempre facile trovare una sistemazione adatta a nuclei familiari, soprattutto in laguna. Io ci vado spesso anche in giornata, ma non tutti hanno la fortuna di avere una città così bella a portata di mano...anche se un mio sogno è di dormirci e svegliarmi poi all'alba per vederla vuota! Un'ottima soluzione sono gli Hotel a Venezia della catena Best Western, dislocati in varie posizioni nel capoluogo, in modo da adattarsi alle vostre esigenze.

E ora non vi resta che partire, Venezia, che sia la prima o la ventesima volta che la vedete, è sempre una meraviglia...


VIVOVENETIA, ESPERIENZE DA VIVERE

by 10:00 PM




Vi siete mai chiesti come sarebbe Venezia lontana dai percorsi turistici, dove la marea di gente si incanala in strette calli seguendo la massa?
Io me lo sono chiesta molte volte, ed ho scoperto che Venezia non è solo Rialto e Piazza San Marco, senza togliere la bellezza unica di questi luoghi.

Ci si può perdere, prendere una strada e trovarsi in una piazza deserta, dove il turista non ha ancora piantato la bandierina,
ci si può fermare a guardare la laguna dove dei palazzi colorati si specchiano,
ci si può fermare a bere un caffè mentre la gente fuori lavora e cammina nella loro città...

Ma non sono solo i luoghi a rendere una città diversa, da vedere con occhi nuovi.
Ci sono anche le esperienze,
quelle che rendono un luogo desideroso di essere visto
e vissuto.
Vivovenetia crea esperienze uniche.
Ho trascorso un pomeriggio all'inaugurazione di questo nuovo portale che potrà farvi vivere emozioni nuove in una città ancora tutta da scoprire.

Nel campo della Madonna dell'Orto ho conosciuto Caroline e Sebastian che hanno dato vita ad un'associazione che si chiama Painting in Venice, un'accademia di pittura in plein air.
"L'arte è lo sguardo ordinato."
L'obiettivo è quello di insegnare il mestiere fin dai primi fondamenti e di aiutare a carpire l'emozione del "fatto a mano".
E a parere mio Venezia è unica e perfetta per essere dipinta!


In Campo dei Mori ho conosciuto la realtà della Bottega del Tintoretto. Antico atelier dove il grande artista operava è ora un laboratorio di incisione tradizionale, litografia, acquarello e altre forme artistiche.
Laboratorio con tutte le carte in regola per affascinare e riportare alla luce esperienze che si sono perse per strada nel corso degli anni con l'arrivo dell'era moderna. 
Ammirevole invece la passione che continua ad esserci tra le mani di questi artigiani che, sporche d'inchiostro, riportano a galla opere uniche.
Ammirevole il tempo che dedicano a chi vuole imparare questo mestiere...



Il Forcolaio matto è un giovane artigiano Veneziano che costruisce le forcole.
La forcola (la parte in legno dove poggia il remo nelle gondole) esiste solo a Venezia ed è un lavoro fatto a mano su misura del gondoliere.
Un lavoro di maestria a cui dedicare tempo e ingegno.
A Venezia ci sono quattrocentotrentatré licenze di gondole e una forcola dura circa quindici/vent'anni prima di usurarsi...se non è passione questa!
All'interno della bottega Piero, da bravo maestro, insegna l'arte del legno a chi vuole impararla.

Nella Serigrafia Fallani hai la possibilità di stamparti con la tecnica serigrafica borse e magliette. Si organizzano workshop individuali e per famiglie in modo che anche piccoli artisti possano imparare i trucchi del mestiere e mettere le mani in pasta...in questo caso nel colore!
Da una stampa può nascere un'opera d'arte...



Sono poi salita su un'imbarcazione ibrida della cooperativa per l'educazione all'ecosostenibilità Il Sestante di Venezia che mi ha portato da Fondamenta Nove verso la darsena Grande dell'Arsenale per ammirare un tramonto incredibile in compagnia di un buon prosecco veneto.
Il luogo in cui l'imbarcazione si ferma è surreale. 
Sorto nel dodicesimo secolo, l'arsenale è stata la maggiore fabbrica navale al mondo.
Ora è un posto che mi attira come una calamita, vicino sorge la biennale, e dalla barca si possono vedere alcune opere esterne.
L'aperitivo mi ha conquistata, cullandomi sulle calme acque della laguna...



VivoVenetia vi mette in contatto con queste esperienze meravigliose, per farvi vivere una Venezia fuori dai soliti canoni turistici!
Non solo per turisti, potete far parte di queste realtà, anche se abitate a Venezia!
Questo e molto altro su www.vivovenetia.com



VENEZIA, GOLDONI: UN ARLECCHINO E DUE PADRONI

by 2:59 PM





Venezia è Venezia.
Non c'è altro da aggiungere, anche se in realtà parlare di lei mi fa sempre andare in brodo di giuggiole.
E quando ci torno e ritorno, mi immergo in quell'atmosfera che solo nella città senza strade riesco a respirare...
C'è il profumo di salsedine che travolge,
lo sciabordio dell'acqua, le gondole in movimento che scivolano sui canali quasi fossero di velluto impalpabile,
le gondole ferme, ormeggiate con quei teli blu, in risalto nel nero della notte,
in contrasto con l'azzurro del giorno.

Qualche giorno fa ho avuto la fortuna di partecipare ad un'esperienza unica proprio in questa Venezia che amo incondizionatamente.
Ho potuto emozionarmi ad uno spettacolo teatrale, al Teatro Goldoni.

Arlecchino, il servitore di due padroni, basato proprio su una commedia del grande scrittore Veneziano.

Le luci si spengono, si alza il sipario.

La figlia di Pantalone de' Bisognosi, un mercante Veneziano, si sta per sposare con Silvio, il figlio del Dottor Lombardi, perché il promesso e non amato sposo, un certo Federigo Rasponi è morto in una rissa per mano di Florindo Aretusi innamorato della sorella del povero deceduto.
Beautiful fa un baffo a questo intrigo di coppie e passioni....
La faccenda si complica con l'arrivo a Venezia della sorella di Federigo Rasponi, Beatrice che, travestita, finge di essere il fratello ancora vivo...per cercare in realtà il suo amato Florindo, fuggito a Venezia.
Potete quindi immaginare il caos che accade quando tutto sembra sistemato per i giovani sposi.
Arlecchino, furbo e maldestro servitore accetta il doppio incarico, all'insaputa di tutti, di servire i suoi due nuovi padroni (Federigo cioè Beatrice e Florindo) arrivati in città.

Come proseguirà l'avventura? Tra risate e frasi in pieno dialetto veneziano, la commedia assume un tono emozionale: duelli, baci, passione, gioia e pianti.
Come in un bel film sono rimasta incollata al palco.



Ma l'unica a divertirsi non sono stata io!
Per una serie di eventi, anche il mio piccolo viaggiatore era presente a teatro.
Un po' rassegnata al fatto che si sarebbe addormentato sulla poltrona e che avrei dovuto trascinarlo con un carretto per riportarlo alla macchina, mi sono dovuta ricredere!
Si è divertito tantissimo, le sue risate mi hanno fatto comprendere ancora una volta che i bambini possono divertirsi anche in un'esperienza che si pensa possa essere per adulti.
Ha capito la storia, certo con qualche domanda ogni tanto, ma ha capito il senso e vi assicuro che l'intreccio di personaggi non era facile.
Ha adorato arlecchino, quel buffo e divertente personaggio che tanto si avvicina ai bambini.
Dovrò riportarlo a teatro e ascoltarlo ancora ridere!


Informazioni:

Il Teatro stabile del Veneto si raggiunge in una trentina di minuti da Piazzale Roma e dalla Stazione, all'andata cercate di non perdervi o rischierete di arrivare in ritardo allo spettacolo! Al ritorno avete il permesso di farlo, e vi piacerà un sacco.
Visitate la pagina FB di Goldoni Experience, e poi ovviamente venite a Venezia!
La Rappresentazione Teatrale di Arlecchino, il servitore dei due padroni, è terminata, ma molte altri eventi vi aspettano! 




MY SLOW VENICE

by 8:26 AM




Ah Venezia!
A solo pronunciarne il nome mi scappa un sorriso.
Amo Venezia, di un sentimento puro, di quelli che fanno star bene.
Perché ogni volta che la vedo sono felice.
Ogni volta che ci torno sto bene.
Già da quando il treno attraversa la laguna sono felice.

E poi quando arrivo l'odore di salsedine e di mare mi scoppia in faccia, quasi a darmi il benvenuto.
Come si fa a non amarla, che abbia i turisti che ti calpestano, che non ci sia nessuno, lei è bella, ma bella veramente.

L'ultima volta ci sono stata grazie ad un workshop di fotografia organizzato dai ragazzi di Slowmotion.
My slow Venice, questo il titolo del corso, e la dice lunga.
Una Venezia assaporata lentamente con al collo una macchina fotografica pronta a scattare.
Sembra facile vero?
Sembra.

La lezione di teoria mi insegna a rapportarmi con la fotografia in modo diverso. A non scattare sempre e comunque, ma a soffermarmi, a studiare, a cogliere.
Atti che dimentichiamo spesso con una reflex in mano, perché, presi dall'impulsività, scattiamo a raffica foto che non hanno nulla da dire.
E come spiega Roberto, il fondatore di Slowmotion " La fotografia è uno strumento per comprendere il mondo e se stessi, per condividere e raccontare storie vere".

Niente di più vero e sincero.
Tutto da mettere in atto.
Dobbiamo raccontare una storia, e la storia deve avere un filo conduttore.
Chi poi andrà a leggerla dovrà capirne il senso.
Per questo non è facile, ma è estremamente affascinante provarci.

Scendo in campo e la prima regola è stata: perdersi!
Beh, facile perdersi a Venezia, ma la osservo con occhi nuovi e con una lentezza inusuale alla quale non sono abituata.

Mi perdo dopo il ponte delle Guglie. 
Letteralmente perdo il resto del gruppo.
E cammino, senza una meta e senza uno scopo ben preciso, se non quello di studiare, di cercare, di vedere cose nuove, volti accesi, barche lasciare la scia.

Il compito per l'indomani è pressoché lo stesso.

Ma a Venezia c'è la festa di San Marco, quindi vi lascio immaginare i fiumi di persone che popolano la città.
Ma tutto si può fare, anche perdersi di nuovo e intrufolarsi in calli e sottoporteghi pieni di desolazione, scontrarsi con persone del luogo che borbottano qualcosa contro i turisti.
Io con lo zainetto, e la macchina fotografica al collo.
Una perfetta turista, anche se non lo ero.
Presa in causa dall'apparenza.

Passi veloci, gente che parla il bel dialetto.
Musica da una finestra, rende l'atmosfera più soave.

Io continuo a camminare, anche se i piedi dentro a scarpe sbagliate cominciano a farmi male.
Non mi importa.
Passo accanto a porte scrostate, a muri che hanno avuto tempi migliori, a panchine vuote dove fermarsi a riposare.
In tutto questo scatto.
Scatto poco, scelgo valuto.
Questa cosa non l'avevo mai fatta.
Questa cosa mi piace.

Un laboratorio artigianale con la porta aperta si lascia guardare.
Due signori all'interno mi invitano ad entrare.
La vera Venezia, i veri Veneziani impegnati in un lavoro manuale: il restauro.
L’odore di vernice impregna le narici, quasi brucia.
Ma gli occhi svelti cercano la mano di quell'artista che con un pennello e la sua maestria sistema una cornice con foglie d’oro.
Lentamente, anche lui.

Esco.
Alzo la testa al cielo per scorgere un aereo che sta atterrando, per vedere la signora che stende i panni, per intravedere un uomo che a petto nudo fuma una sigaretta appoggiato al davanzale.

Queste sono fotografie.
L'attimo in cui le vedo.
L'attimo in cui le scatto.

Ecco Venezia, sotto una veste nuova, sotto consapevolezze nuove.
Le mie.

Non si finisce mai di imparare.
Che frase scontata, ma pur sempre vera.
Non diventerò una fotografa, ma di sicuro guarderò il mio soggetto con occhi diversi!


E ora prendete la vostra macchina fotografica, qualunque sia, e divertitevi!




PERCORSI NELLA VENEZIA ORIENTALE

by 10:29 AM




Scoprirò una Venezia nuova, una Venezia insolita da raccontare, fatta di canali e paesi poco conosciuti, in una terra che un poco sento anche mia!
Imparerò a conoscerla attraverso escursioni in barca e in bicicletta, attraverso le persone che la vivono e soprattutto la amano!
Jesolo, Il Cavallino e Caorle molti le conoscono per il loro essere "mare" d'estate, con le spiagge chilometriche e gli stabilimenti affollati.
Beh, scoprirò che non si finisce di conoscere un luogo se prima non lo si è visitato nel migliore dei modi possibili.
Il tour si chiama "Percorsi nella Venezia Orientale", e si occuperà di far conoscere a tutti (anche a chi certe meraviglie ce le ha sotto casa come me) un nuovo modo di vivere, assaporare e gustare la laguna di Venezia.

Ci saranno cantine da visitare e vini da degustare, 
Mulini da scoprire ed escursioni da provare,
Gite in bragozzo fino ad arrivare alla casa di caccia frequentata da Hemingway (eh mica la sapevo questa!).
Gite in bicicletta+barca che si chiamano Pontoon Boat (altra cosa nuova che ho imparato) in laguna,
visite a musei e piccoli paesi e relax alle terme!
Ah dimenticavo...ci saranno delle prove pratiche sportive... forse hanno inventato uno sport adatto ai pigri!

Sono molto curiosa, ed emozionata. 
Curiosa nel vedere posti nuovi vicino a casa,
emozionata perché la propria terra non si finisce mai di conoscerla.

Ed io sostenitrice delle "meraviglie sotto casa" vi porterò con me...

Vi aspetto questo fine settimana e oltre sui miei canali social


Questa è invece la pagina dell'evento I'VE Percorsi nella Venezia Orientale 


TRA PONTI E CALLI...PERDERSI A VENEZIA

by 5:19 PM
In un freddo pomeriggio invernale cosa c'è di meglio se non prendere un po di freddo pungente per fotografare Venezia?...niente di meglio direi!
Così con un treno regionale, che forse il lattaio lo supera senza tanti sforzi, arrivo nella città degli innamorati???..chissà perché poi proprio degli innamorati...forse per l'aria di tranquilla ed emozionante che affiora, dal susseguirsi di ponti e calli, dove perdersi è d'obbligo, dove le acque riflettono le coppie che navigano in una gondola baldanzosa di essere la protagonista della laguna, dove giovani amanti si fanno fotografare davanti al ponte dei Sospiri, che di sospiri d'amore ha gran poco visto l'uso per il quale è stato costruito.
Adoro Venezia, perché ogni volta che ci torno è diversa, ogni volta che ci torno riesco a scorgere qualcosa di nuovo che la volta precedente mi era sfuggito.  
I colori delle case e delle barche si fondono specchiandosi nell'acqua che ha visto passare anni di storia e di passione.
Ogni tanto una panchina, per riposare e per guardare da un altro punto di vista quello che la città costruita sull'acqua ha da dirmi...Veneziani di fretta che sanno come muoversi tra un ponte e l'altro e turisti in difficoltà decisionale sulla strada da prendere con una cartina in mano, o per i più technology victims un I-phon..che non sempre risolve i loro dubbi.
Non sento il freddo, la Nikon sempre in mano in attesa come un surfista  della grande onda. 
Venezia si fa fotografare anche con il freddo e con un cielo terso, e perdersi in lei in buona compagnia non ha prezzo!















....ogni tanto fotografano anche me.. Beh quasi !!!



GRAND TOUR D'ITALIA CON GOOGLE, CELEBRARE IL PASSATO PER DEFINIRE IL FUTURO

by 9:35 PM



Sono stata a Venezia.
Ancora. Del resto come negarmi ad un'anima così nobile?

Ci sono stata con il Sig. Google, non potevo certo rifiutare questo elegante invito...
Con un traghetto ho solcato le acque salate di una calma laguna che mi ha portato in un luogo ricco di storia e fascino: l'Arsenale.
Sapete tutti cos'è, no?
Per chi non lo sapesse, l'Arsenale è il cantiere dove i Veneziani costruivano le navi. Tutto è iniziato nel 1104 e ora continua ad essere un'officina sotto diverse spoglie, accogliendo artisti di tutto il mondo alla Biennale.

All'arsenale mi aspettava il progetto Grand Tour d'Italia, un viaggio virtuale tra alcuni dei tesori artistici che possiamo trovare in Italia, il cui scopo è di celebrare il passato per definire il futuro. A Venezia, Palermo, Siena e Roma, sarà possibile intraprendere un tour digitale su Google Arts & Culture tra le bellezze culturali italiane, rivivere tradizioni senza tempo, guardare da vicino capolavori ad altissima risoluzione e scoprire innovazioni, che hanno cambiato per sempre il mondo in cui viviamo... 

Oggi è facile pensare ad un viaggio e farlo, il low cost è alla portata di tutti, ma se andiamo indietro con gli anni, non di qualche anno, ma facciamo un salto di circa trecento anni indietro, visitare opere d'arte in città lontane era alla portata di pochi. Oggi invece la scoperta di tesori culturali e delle tradizioni del nostro Paese viene rappresentata attraverso la tecnologia di Google e dei suoi partner culturali che hanno voluto rendere possibile questo progetto sul suolo italiano, alla portata di tutti.


Si può intraprendere un viaggio digitale su Google Arts & Culture tra molti dei più bei tesori italiani, per rivivere emozioni senza tempo, guardare da vicino i capolavori e scoprire innovazioni che hanno trasformato radicalmente il mondo moderno...

Quasi una magia...

Provate ad immaginare a come deve essere bello immergersi nell'atmosfera del Redentore, fino a scoprirne le origini e la sua storia, con un semplice visore (o scatola fotografica senza rullino come la chiamo io...), il Google Cardboard, che permette di vivere la magia della festa e dei suoi fuochi d'artificio in un'esperienza a trecentosessanta gradi.
Oppure fare un salto tra le opere del Canaletto per scoprire che i suoi capolavori sono ancora studiati per capire il fenomeno dell'acqua alta a Venezia.  
Non ci sono più segreti sulla toponomastica e sulle imbarcazioni tradizionali e si può perfino assaporare (per ora virtualmente) l'enogastronomia veneta.

Amit Sood durante la conferenza stampa ha raccontato il suo progetto. Eh sì, è lui il creatore che ha avuto questa geniale idea! Lui è il direttore del Google Cultural Institute, ma è anche una persona speciale che spiega con amore e passione la sua creatura, e l'importanza che questa può avere per la vita culturale e artistica dei nostri giorni.

Quattro città, sette Cardboard tour, venticinque video, ventuno Tour con street view, trentotto mostre digitali, più di milletrecento immagini, fotografie, video e documenti in lingua italiana e inglese provenienti dalle istituzioni partner del progetto come l' Istituto Luce Cinecittà, la National Gallery of Art di Washington DC, il J. Paul Getty Museum e il Life Photo Collection per scoprire curiosità, storie legate alla cultura e all'intrattenimento, alla scienza, allo sviluppo urbano e alle innovazioni...questo e molto di più è il Grand Tour d'Italia.


L'Italia nel mondo è famosa non solo per la grande cultura che possiamo vantare, ma anche per l'arte, la musica e il buon cibo. I nostri capolavori del passato hanno modellato il presente in cui viviamo e devono continuare ad essere fonte di ispirazione per il futuro.


Pronti per questo viaggio virtuale?





Questa invece è una Venezia reale vista dal traghetto, che non dovete smettere mai di scoprire...



DAMIEN HIRST A VENEZIA

by 9:41 AM


C'è sempre un buon motivo per andare a Venezia, lo dico spesso.
Ma è anche vero che io sono sempre un po' di parte.
Ci abito vicino e poi suscita in me un fascino irresistibile.

Il motivo della mia ultima visita a Venezia, è legato all'arte.
Ho fatto visita ad un artista che mi ha sempre incuriosito, un po' contraddittorio e provocante.
Di chi sto parlando?
Ma di Damien Hirst.

Chi è Damien Hirst?
Un artista senz'ombra di dubbio che attrae con la sua forza nel rappresentare.
Lo stesso che ha realizzato opere come corpi di animali imbalsamati o messi in formaldeide, per esempio il famoso squalo tigre.
Penserete "bleah che schifo", e in effetti ai più sensibili potrebbe creare disturbo, ma ricordiamoci che è un artista e ha il suo modo di esprimersi.
Pensate mai a come è nata un'opera? Per me sta alla base del significato dell'opera stessa. Spesso ci si sofferma velocemente davanti ad una statua, ad un quadro, ad una fotografia, pensando che non significhi nulla, che è brutta, o peggio ancora "una cosa così mio nipote di cinque anni la fa meglio".
Noi non possiamo entrare nella testa di un artista, e aggiungo per fortuna, ma possiamo imparare a conoscerlo leggendo la sua storia e capendo come si lega alle sue espressioni artistiche.
Quindi a volte, non sempre eh, si può trovare il significato anche per uno squalo inscatolato.

Damien Hirst a Venezia ha fatto una personale in due musei: a Punta della Dogana e a Palazzo Grassi con un unico filo conduttore, una leggenda che ha voluto raccontare fino a renderla reale.
Treasures from the Wreck of the Unbelievable.
Questo il nome del suo progetto per il quale ha lavorato diversi anni.
Lui si è creato una leggenda e ha creato i personaggi, rendendo il tutto reale al visitatore.
La mostra racconta il naufragio di un'antica nave, l'Apistos, e lui cosa fa? Ne inventa ed espone il carico ritrovato sul fondo del mare, un po' rovinato, un po' genialmente riprodotto con pezzi di conchiglie a rendere le opere e la leggenda che ci gira attorno ancora più reale. Questo carico di opere era una collezione che apparteneva al liberto Aulus Calidius Amotan, ed era destinata ad un tempio in oriente dedicato al Dio Sole. 
Hirst l'ha ripescata e ne ha fatto una mostra.
Vi ho fatto un po' di confusione vero? La realtà in questa mostra si mescola alla fervida e geniale fantasia di Hirst...
Alla fine vi ritroverete a pensare che è tutto vero, ma sarà quello che voleva trasmettere veramente il grande artista?

Non vi svelo altro, ma vi invito ad andarla a vedere.
Se ci andate di sabato, potete visitarla assieme ad una bravissima guida, Giulia, che vi racconterà con splendida enfasi la storia dell'Apistos e resterete letteralmente incantati dalla cura per i dettagli, dai personaggi rappresentati, e dalla maestosità di alcune opere.

Informazioni Utili
La mostra di Damien Hirst sarà esposta a Punta della Dogana e a Palazzo Grassi fino al 3 dicembre.
Ogni sabato pomeriggio fino al 3 dicembre alle 15.00 parte una visita guidata in italiano a Punta della Dogana e alle 17.00 a Palazzo Grassi. Le guide sono gratuite e vi si accede pagando il biglietto del museo. Non serve prenotare. Le visite guidate durano in media un'ora e il tempo di percorrenza da Punta della Dogana a Palazzo Grassi a piedi è di circa 15 minuti.

Per tutte le altre informazioni consultate il sito palazzograssi.it





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