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NEWPORT E LAGUNA BEACH

by 2:08 PM




Vi consiglio di  mettere come colonna sonora per questo articolo California dei Phantom Planet, e avete anche il diritto di pensare a Marissa, Ryan, Seth e Summer...

A gennaio sono volata in California, il primo viaggio dell'anno.
Sono atterrata a Los Angeles dopo un'infinità di ore tra le nuvole, turbolenze e due scali.
Ma sono arrivata in una terra in cui mancavo da troppi anni. E si sa, a volte la bellezza sta anche nel ritornare in posti già vissuti.
Ho fatto base per qualche giorno in Orange County, a trovare un paio di amici Californiani che hanno la fortuna di abitare in un posto incredibile, e poi sono partita, on the road, a vedere cose già viste, ma con occhi diversi, e a scoprirne di nuove con la curiosità di un gatto.

La contea di Orange si trova nella parte meridionale dello stato, in quella parte della California dove ci sono gli Studios Disney per farvi capire, parco che nemmeno questa volta, per scelta, ho visitato.
Irvine, il centro nevralgico della contea, mi ha ospitata qualche giorno e mi ha fatto vedere la perfezione di piccoli quartieri e grandi vie. Il quartiere dei miei amici sembrava uscito dal film The Truman Show, perfetto, strade pulite, cassette della posta allineate all'inizio della strada, uccellini di sottofondo a creare atmosfera e prati tagliati giusti al millimetro. Una mattina mentre uscivo di casa ho visto un giardiniere con l'Ipad in mano che gestiva l'impianto di irrigazione del quartiere...con l'Ipad... ho reso l'idea?

Ma l'Oceano Pacifico a due passi dalla città è stato il richiamo più forte e vivo. 
A circa dieci miglia da Irvine si trova Newport Beach, che definire località di mare mi sembra un poco riduttivo, diciamo pure che è un posto impeccabile, nessun difetto trovato, se non quello di non potermi permettere una casa vista oceano per il costo leggermente troppo alto rispetto alle mie possibilità: troppi zeri da contare!!!
Cosa fare a Newport Beach?
Beh, semplicemente viverla, questa è la cosa che vi consiglio, con calma, passeggiando tra le vie dove case favolose si fanno abbracciare dalla brezza marina, non solo per invidiarle (hahha) ma anche per vedere i gusti a volte bizzarri, altre volte molto kitch con cui sono state costruite. Spiagge infinite, sabbia fine dove stendersi o sedersi per ammirare l'infinito o qualche baldo surfista che casualmente fa acrobazie proprio davanti a te, o per leggere un buon libro col sottofondo di oceano e gabbiani che fa sempre bene al cuore.





Newport Beach abbraccia la penisola Balboa dove vicino al molo potete trovare la flotta da pesca Dory, fondata nel 1891. Dal molo si può scegliere di dirigersi verso nord ad Huntington Beach o verso sud allo splendido Pier e alla sua struttura tutta da fotografare!






Il Balboa Fun Zone, si scopre passeggiando tra negozietti dove comprare magliette con i surfisti, che non è mai una cattiva idea, ed è adatto ai bambini viste le molte attività da fare: dalla ruota panoramica, all'uscita in barca per avvistare le balene, raggiungere Catalina Island, noleggiare biciclette o fermarsi a fare uno spuntino. 





The wedge, la spiaggia dei surfisti per eccellenza a Newport Beach, offre spettacoli unici, grazie ad onde che raggiungono anche i nove metri di altezza, ma che ovviamente io non ho visto perché l'oceano quel giorno era di un piatto da record. Probabilmente sono io a portare queste calme, visto che la stessa cosa mi era successa anche in Portogallo...
Fatto sta che con le onde o senza, questa spiaggia è di una bellezza pura, vera, senza ombrelloni, selvaggia, che profuma di mare, di vento e amore: un luogo che è stata una scoperta, una piacevole scoperta.



Altro luogo carinissimo che voglio segnalarvi è un parco giochi sulla spiaggia. Non il solito parchetto sia chiaro eh, ma perfettamente integrato in un ambiente marino, dove i bambini possono alternare il gioco sulla sabbia a piedi nudi a quello nelle aree attrezzate, funzionanti e pulite. Quasi finto tanto era perfetto.



A poche miglia da Newport c'è un'altra perla che si affaccia sull'Oceano e che è stata scenario di molti film e telefilm Americani, che io per prima ho amato. Sto parlando di Laguna Beach...ah! Questo nome fa brillare gli occhi.
Appena lasciata Newport, sulla strada verso Laguna Beach, c'è un punto panoramico dove fermarsi e... respirare: si chiama Inspiration Point. Dedicategli del tempo, quello che basta, anche se non sarà sufficiente, per sedervi su una panchina e ascoltare il suono del mare, o per vedere le onde che infrangendosi creano una sorta di nebbiolina molto suggestiva.
Lungo la strada che collega le due città si trova il Crystal Cove State Park, un tratto costiero che si snoda per cinque chilometri tra spiagge e sentieri nell'entroterra, ideale per passeggiate e ottimo set per amanti della fotografia.



Laguna Beach è nota anche come comunità degli artisti, infatti troverete molte gallerie d'arte, laboratori artistici e opere da ammirare. Undici chilometri di spiagge, canyon e scogliere litoranee fanno di questa località un posto favoloso dove passare da qualche ora a tutta la vita.



Da non perdere assolutamente Victoria Beach, preferibilmente verso il tramonto. Non è facile da trovare, e soprattutto è impossibile trovare parcheggio tra vie in pendenza e sensi unici, ma tutto il tempo perso per trovare un posto alla macchina sarà valso lo spettacolo che vi si presenterà davanti. Vicino alle scalette di accesso alla spiaggia ci sono una serie di rocce che si tuffano nel mare, camminateci sopra e passate il promontorio fino a scorgere la Torre Vittoriana risalente agli anni venti. Lì sotto si trova una piscina, non naturale ahimè, che si riempie di acqua in base alla marea e alla potenza delle onde, per dar vita ad immagini d'effetto, come questa foto che ho fatto, nel vero senso della parola, al volo!



Pensate che questo luogo è un set per "engagement shooting", infatti moltissime coppie si trovano qui con fotografi professionisti ad immortalare il loro amore tra le onde.





Eh vabbè, mi è piaciuto giocare facile con questo articolo. Non sono riuscita a trovare nessun difetto ad Orange County. Sono stata coccolata dagli amici Californiani, e ho giovato della compagnia di quelli italiani che sono partiti con me. Questo è stato il punto di partenza e fine del mio ultimo viaggio in California...tutto il resto lo scoprirete presto!




Tutte le foto (in cui non compaio :)) sono scattate da me con Nikon D750.



LE CAVE DI MARMO A CARRARA

by 7:38 AM





Per me viaggiare significa continuare a meravigliarmi... sempre.
Ed è successo ancora, un paio di settimane fa durante la mia visita a Carrara, nella splendida Toscana, più precisamente in Lunigiana.
La mia prima volta.

Ho sempre associato la città di Carrara al marmo, e come potrebbe essere il contrario? 
Il punto è però, che io non sapevo minimamente il significato che il marmo ha e ha avuto per questa città.
Il marmo, quella pietra fredda, pesante e statica, è vita.

Ho passato una giornata indimenticabile tra le cave, tra passato, presente e futuro in un tour che mi sento di consigliare a chiunque ami la nostra terra e le bellezze che ha da offrirci.
Ancora una volta sono felice di aver scoperto un pezzetto di Italia a me sconosciuto, e di potervelo raccontare, sperando sia per voi un buon consiglio da prendere in mano.

La città si trova ai piedi della Alpi Apuane, le stesse che ospitano i tre importanti bacini di estrazione del famoso marmo bianco: Colonnata, Fantiscritti e Torano. In queste tre valli da circa duemila anni viene estratto questo fantastico materiale, cosi splendido e complicato da modellare, ma allo stesso tempo di un fascino unico e senza tempo. Grandi artisti hanno visto in freddi blocchi di marmo opere di un'armoniosità emozionante. 
Un esempio? Michelangelo e la sua Pietà.

E a proposito di Michelangelo, nella galleria della cava Ravaccione c'è un murales realizzato in omaggio al grande genio, dell'artista pisano Ozmo. Su una parete di marmo di centosessanta metri quadrati è rappresentata la "Creazione di Adamo".
E' un'opera di grande impatto in una location dal fascino incredibile, nella pancia della montagna, un cantiere aperto dove operai scavano giornalmente per staccare dalla parete pezzi di marmo.
Prima di entrare ero preoccupata, soffro un po' di claustrofobia, e pensavo di trovare un posto stretto e angusto. Ma mi sbagliavo, tutto lì sotto è pensato in grande, ed è talmente affascinante che ci sarei rimasta un altro pochino.





Il mio tour alla scoperta del marmo è proseguito alla Cava Museo Fantiscritti, un vero e proprio museo a cielo aperto nel quale sono esposte statue in marmo  che rappresentano il vecchio mestiere del cavatore, con tanto di strumenti del tempo. Il nome della cava "Fantiscritti" deriva da un bassorilievo di epoca romana scolpito su una parete di roccia che raffigurava tre divinità, cioè i fanti, con incisa sotto una dedica in latino, gli scritti.









Ma non è finita qui e il mio tour tra le Alpi Apuane è proseguito in 4x4 lungo la strada delle cave.
La strada è sterrata ed è percorsa giornalmente da grandi mezzi che trasportano pezzi di marmo. Si sobbalza e ci si impolvera di quella polvere bianca che non fa male; il rumore delle seghe ad acqua che tagliano fette di quel materiale così pregiato lo si percepisce come un suono caratteristico che scandisce il tempo che passa.
Sono rimasta incantata in cima al monte, quando girandomi a destra e a sinistra ho visto i cantieri delle cave in cui scorre la vita: sembrano piccole città, mi viene in mente Minas Tirith, la città bianca del Signore Degli Anelli.
Il bianco contrasta con il mare lì in fondo, azzurro.

Il mio tour si è concluso così, nella brezza marina che incontra le montagne.
(In realtà è proseguito fino a Colonnata, ma per la descrizione delle sue prelibatezze vi aspetto in un altro articolo!)









Mi piace soffermarmi a pensare a quante storie si sono incrociate in quelle cave, dentro o fuori la montagna. Quante parole dette, quanto duro lavoro, quanta soddisfazione. Trovo difficile spiegare quello che quel posto mi ha lasciato. Da un lato c'è il duro, faticoso e a volte pericoloso lavoro, dall'altro la passione che si tramanda da generazioni, e che non si sa ancora per quanti anni sopravviverà. Voglio pensare al per sempre, un po' come le opere di un famoso Michelangelo che sceglieva accuratamente il suo pezzo di marmo, e lo faceva portare a valle per lavorarlo. Lui pensava a quello che sarebbe diventato quel pezzo geometrico, magari lo accarezzava sentendone già al tatto le curve che avrebbe scolpito.


Informazioni Utili

Dal 2 al 9 giugno ci sarà l'evento White Carrara Down Town, dove potrete destreggiarvi tra mostre, concerti (tra i quali quello di Goran Bergovic in cava il 9 giugno), percorsi culturali ed enogastronomici, spettacoli e grandi opere lungo le strade del centro cittadino.
Tutto il ricchissimo programma e le informazioni le potete trovare su whitecarraradowntown.it  , anche la visita guidata alle cave e in 4x4, al Museo dei Fantiscritti.


Post in collaborazione con White Carrara Down Town

TRAPANI, LA PROCESSIONE DEI MISTERI

by 2:10 PM



Più o meno un anno fa sono stata in Sicilia, a Trapani per le vacanze di Pasqua.
Mi era stato detto e più volte ripetuto che in quel periodo la città si preparava alla processione dei Misteri, e che non dovevo assolutamente perdermela.

Io, che con la religione ci litigo, ero un po' perplessa, vi dico la verità. 
Ma mi sono detta che le tradizioni hanno un fascino che si tramanda, e che probabilmente era vero, non dovevo perdermela.
Non sapevo come era strutturata, non mi ero informata, ero semplicemente curiosa di visitare una città nuova, in un periodo molto sentito.

Da oltre quattrocento anni, nella città siciliana la processione religiosa si svolge con grande enfasi dalle quattordici del venerdì santo al sabato santo, ininterrottamente, per ventiquattro ore.
Questo evento ha origini spagnole, infatti molte sono le analogie con la "Semana Santa".
La processione parte dalla Chiesa del Purgatorio, nella quale si preparano i misteri, ovvero la rappresentazione artistica, sotto forma di statue di legno vestite con stoffa, della passione e della morte di Cristo. Addobbi di fiori a decorare le statue che raccontano una storia che tutti noi, di educazione Cristiana, conosciamo.
Le statue sono poi posizionate su una base chiamata vara, con una tecnica particolare che ne consente una certa oscillazione durante il trasporto, per dare un'aspetto più scenografico al loro passaggio.
Il giovedì santo il via vai dalla Chiesa del Purgatorio è intenso, transenne e personale tengono a bada le persone che vogliono vedere la preparazione del rito. Si entra in silenzio, anche se il vocio a tratti è assordante, in fila indiana, lentamente. Le luci sono soffuse, c'è un odore di cera mista a incenso, quegli odori forti che sanno di antico, che ti entrano nelle narici e che riesci a ricordare a distanza di tempo.

La processione è composta da venti gruppi sacri, venti statue decorate, che rappresentano la passione di Cristo: ogni gruppo è affidato ad una categoria per esempio il gruppo di apertura, quello della separazione, è del ceto degli orefici, il gruppo della deposizione invece è affidato a quello dei sarti e tappezzieri.

I venti gruppi percorrono per un giorno intero senza sosta le vie della città; ogni gruppo è portato in spalla da circa dieci uomini chiamati massari che si fermano ogni tanto per riposare le spalle e per scambiarsi di turno. L'intera processione è guidata dalla musica e dal suono di un tamburo che scandisce ogni movimento.
Per me è difficile descrivere questo evento, non per la forte emozione religiosa che può trasmettere, quanto per la passione, nel vero senso del termine che i partecipanti mostrano.
Ci credono fortemente, i volti sofferenti dei portantini ne sono una palpabile testimonianza; il ritmo, l'oscillazione, il tempo battuto, le pause e tutto quello che avvolge di mistero la processione è qualcosa di talmente forte da essere sentito come vibrazione costante.
Di notte nelle vie ormai buie di Trapani, in lontananza si riesce a sentire il lamento, che non ti fa chiudere occhio, ma ti spinge ad alzarti, uscire dal balcone o scendere in strada per cercare quel suono, quella fatica, quel battito che una volta all'anno sconvolge gli animi.
Come il mio che, ruvido verso certi argomenti, ha lasciato spazio all'emozione.

Non serve aggiungere altro.
Vorrei farvi ascoltare il suono di quelle ore, ma è qualcosa di troppo intimo, che vi consiglio di vivere un giorno nella vostra vita.
Vi lascio solo qualche foto che ho scattato in silenzio...






















SAPORI DAL VENETO, LA FOCACCIA PASQUALE

by 3:04 PM






Io sono una pasticciona in cucina.
So cucinare eh, non confondo il sale con lo zucchero, impasto pizze, ma soprattutto amo fare i dolci.
Alcuni sono esperimenti che fortunatamente non hanno mai ucciso nessuno, altri sono presi passo passo da uno dei milioni di libri di ricette che ho in casa.
Capita però che non sempre tutte le ciambelle mi riescano col buco, cioè faccio disastri culinari: il lievito non ha lievitato, apro il forno e la torta si sgonfia, mi si brucicchia la parte sotto o sopra del dolce.
Sembra una cosa buffa, ma vi assicuro che non lo è se il dolce non riesce, e le uova in frigo sono finite e gli ospiti sono in arrivo.

In questi giorni sto pensando a cosa portare al pranzo pasquale da mia mamma, che per farvi capire... sta già facendo la spesa per l'occasione.
Mia madre è una super cuoca, cucina ancora con la stufa a legna, e mescola sapori incredibili, raccoglie le erbette dai campi, confeziona marmellate...insomma per me andare a mangiare da lei è sempre una festa.
Io sono l'addetta al dolce, un po' perché nessuno lo vuole fare, un po' perché ogni tanto qualcuno me ne esce veramente bene.
Responsabilità e ansia da prestazione!


In questi giorni però ho scoperto un dolce che nasce nella mia regione, nella storica azienda Fraccaro nata nel 1932 come panificio a Castelfranco Veneto in provincia di Treviso, e poi cresciuta con la passione per i dolci, focacce e panettoni.
Tutto viene ancora fatto con ingredienti genuini in modo artigianale, utilizzando per i prodotti il lievito madre che rende i dolci più digeribili, fragranti, soffici e profumati.
Lo immaginate il profumo di buono che aleggia nell'aria in questa azienda?
Ho avuto il piacere di assaggiare la Focaccia, quella che noi veneti chiamiamo "fugassa" un tipico dolce pasquale della cucina povera di origini Veronesi, e devo dire che tutte le caratteristiche sopra dette si sono a me rivelate e confermate aprendo la confezione.
Ingredienti semplici, uova burro e zucchero che amalgamati alla farina e al lievito hanno dato in passato come ai giorni nostri origine ad un dolce dal sapore unico.


Che dite la porto al pranzo Pasquale da mia mamma?
E la produzione non finisce con la Pasqua, ma viene prodotta durante tutto l'anno, direi che mi ha conquistata!



Post scritto in collaborazione con Fraccaro Spumadoro






EL NIDO, PARADISO IN TERRA

by 7:28 AM



El Nido si trova nell'isola di Palawan a sud ovest di Manila.
Una lunga striscia di terra, con spiagge di sabbia bianca, barriere coralline, lagune e speroni verdi che si innalzano dal mare.

Definendola in modo più romantico, direi che si potrebbe pensarla come un'idea di paradiso in terra. 

Dopo essere stata con la mia amica Milena sul Vulcano Pinatubo, ci siamo diretti verso quest'isola tanto decantata.

Ho smesso di partire con aspettative alte quando visito posti nuovi. Le foto che si trovano su internet potrebbero essere ritoccate, enfatizzate, così decido di rimanere nell'ignoranza per stupirmi come una bambina al primo arcobaleno.
Non esagero, non serve farlo, fino ad ora per me, El Nido, è il luogo più bello che abbia mai visto. 

Per raggiungere l'Isola di Palawan da Manila, da dove siamo partiti, ci sono diverse possibilità più o meno economiche, più o meno veloci.
Abbiamo scartato la barca perché i quindici giorni di viaggio a disposizione non ci sarebbero bastati, ma se avete molto tempo e non soffrite il mal di mare è una soluzione molto economica.
Abbiamo scartato pure il volo che da Manila atterra a Porto Princesa a metà dell'isola, perché poi avremmo dovuto prendere un bus e farci altre 6 ore (che sarebbero potute diventare il doppio) in bus.
Abbiamo optato quindi per il Volo diretto da Manila a El Nido con la Air Swift (splendida compagnia e non eccessivamente cara) che in un'ora scarsa, con un aereo ad elica minuscolo, ci ha portato a destinazione. Un volo super piacevole nonostante io avessi fatto testamento prima di salire a bordo!


El Nido è un paese precario, costruito sulla speranza che non arrivi un altro tifone troppo presto a distruggere la casa appena ricostruita. Le case sono e rimangono fragili, così risulterà più facile e meno oneroso ricostruirle.
Ma è comunque un paese vivo e sorridente che negli ultimi dieci anni si è aperto completamente al turismo, sua principale fonte di sostentamento, per fortuna o purtroppo, con tutte le conseguenza, sia positive che negative.
La cittadina si infanga con la pioggia presente pressoché tutto l'anno, in alcuni periodi più abbondante di altri, e i bambini scalzi giocano nelle pozze, sorridendo di quella ingenuità che solo loro possono avere. Non hanno molto, ma non si tirano indietro per condividerlo con te.
E i Filippini sono l'esempio da seguire, perché sono in grado di rialzarsi sempre, dopo ogni catastrofe naturale, che sia un terremoto o un uragano.

Il mercato di El Nido è uno spaccato di vita, un'immersione sulla terra ferma, un avvicinarsi ad un popolo che si impara ad amare già dal primo sguardo.
Piedi scalzi, motorini e tricicli dai colori fluorescenti e fiammanti, il banco del pesce stanco dalla pesca mattutina, quello dei mango e della frutta che profuma di fresco, quello della frutta secca, delle stoffe floreali che vorrebbero finire tutte nella mia valigia.
Ho nuotato tra la gente, tra la loro quotidianità. Ho avuto la fortuna di entrare per pochi attimi nella loro vita e imparare che per essere felici, a volte basta poco. Basta una battuta di pesca andata bene, un mango donato, o semplicemente la gioia di capire che delle cose futili possiamo veramente fare a meno.












A El Nido siamo stati quattro giorni e abbiamo pernottato in piccoli bungalow, senza lode e senza infamia, sulla spiaggia al Telesfora Beach Cottages, a cinque minuti di triciclo dal centro di El Nido. Anche se le stanze non erano super accessoriate, il bagno era più piccolo di una cabina telefonica e la colazione non molto varia, ci siamo trovati benissimo. 
Che mi importa del bagno minuscolo se posso cenare a piedi nudi sulla sabbia? 






Per le gite giornaliere, mica vorrete far nulla tutto il giorno eh, ci siamo affidati all'organizzazione del Telesfora Beach cottages, che propone come tutti gli altri Hotel di El Nido e dintorni, le gite A-B-C-D (nomi terribili e privi di fantasia), escursioni pre-confezionate di un giorno alla scoperta dei luoghi più nascosti, ma spesso anche più turistici dell'arcipelago. Queste uscite comprendono il pranzo in barca, o su una spiaggia, snorkeling, kayak e tuffi per tutti i gusti in un mare da sogno.
Noi abbiamo fatto i tour A e C. In linea di massima le destinazioni sono già definite, ma in base al flusso maggiore o minore di turisti (ahimè!), i marinai potrebbero cambiare rotta per spiagge più deserte. Devo dire che non abbiamo mai trovato grossi affollamenti, abbiamo sempre fatto i tour con la barca tipica Filippina, la bangka, che tiene un numero piccolo di persone, ma ci sono barche molto turistiche che arrivano nelle lagune con orde di persone, musica a palla e confusione varia. Sono intollerante lo so, ma certe situazioni rovinano il momento, la magia, la bellezza di un luogo che va visitato in silenzio, ascoltando il suono del mare, lo sciabordio dell'acqua, le risate dei bambini. 

Il tour A tocca le famose small lagoon da visitare in kayak, big lagoon, secret Island, Shimizu Island, mentre il tour C, fatto il giorno dopo, ci ha portati ad ammirare Hidden Beach, una spiaggia di cui non ricordo il nome, ripiego direi splendido per sfuggire ai turisti e ai mosquitos, e Helicopter Island.

Paradisi in cui ci è permesso sostare per qualche ora. Acque trasparenti, calde e invitanti. Pesci da sfiorare, sabbie di talco da calpestare, pranzi con una vista che è difficile dimenticare e il colpo di fulmine, quello che scatta all'istante, non si preannuncia, arriva e basta, e non puoi che farti travolgere.
Le foto parlano da sole, non aggiungo altro.














 Informazioni utili:

- L'Air Swift, compagnia aerea che non conoscevo, si è rivelata un'ottima soluzione. Oltre ad averci dato in aeroporto a Manila il lunch box nella sala d'attesa, ci hanno fatto un upgrade in una lounge mentre attendevamo il nostro volo.

- Il Telesfora Beach Cottage [con 100 € in totale a persona] ci ha offerto per 3 giorni il transfer da e per l'aeroporto, i due tour, il pernottamento, la colazione e la cena in spiaggia (pioggia permettendo) a gusto loro, cioè quello che c'era c'era e devo dire che è sempre stato tutto molto buono. 
Noi abbiamo usufruito anche del servizio di lavanderia.
In realtà offriva [gratis eh :)] anche dei tramonti ineguagliabili.

- I tour comprendevano il pranzo. Durante queste gite vi consiglio di portarvi, oltre ai teli mare, costumi, cappelli e creme solari, anche uno zaino impermeabile, perché oltre ad esserci degli acquazzoni improvvisi è facile che ci sia da fare qualche metro in acqua dalla barca alla spiaggia quando si scende per visitarla, e se vi cade in mare lo zaino...siete fritti! Io non ce l'avevo, e l'ho comprato lì per pochi pesos. C'è ovviamente anche la possibilità di noleggiare pinne e boccaglio per la giornata, sia per bambini che per adulti.

- Per spostarsi il mezzo più economico è il triciclo che può trasportare fino a tre adulti, o due adulti e due bambini, o la moto da prendere a noleggio o con autista tipo taxi.













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