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AQUARDENS, LE TERME DI VERONA...CON SORPRESA PER VOI!




"...Questa è la storia delle acque che sgorgano dalla profondità del suolo per donare a tutti noi la loro calda magia, tesoro della natura..."


Amate anche voi le terme?
Quella sensazione meravigliosa di entrare in acque dalla temperatura ideale anche se fuori fa freschino?

Un po' di giorni fa ho avuto il piacere di passare una giornata all'Aquardens, le terme di Verona.
Nel contesto meraviglioso della Valpolicella, l'Aquardens si trova appena fuori Verona, luogo ideale per tuffarsi lontano dallo stress e dal caos cittadino e rigenerarsi per qualche ora tra piscine, spa e relax allo stato puro.

Un parco termale adatto a tutti, anche ai piccini, caratteristica da non sottovalutare, visto che nella zona termale dei vicini Colli Euganei, alcune piscine scoraggiano l'accesso ai piccoli ospiti facendo pagare loro cifre intere.
Qui no, qui i piccoli sono i benvenuti e possono usufruire di un'area attrezzata tutta per loro!

Per i più grandicelli invece c'è l'imbarazzo della scelta su cosa fare.
Non scherzo, il parco termale è talmente grande e ricco di piscine, grotte e cascate che a fatica in un giorno si riescono a provare tutte.
L'acqua delle terme è salso-bromo-iodica, alla temperatura perfetta; sgorga pura a 47°C da una profondità di 130 metri, e le caratteristiche terapeutiche uniscono i benefici della balneoterapia e quelli di piacere come l'idromassaggio, la musicromoterapia, in parole povere relax totale per star bene con la mente ed il corpo.



Aperto 365 giorni l'anno.
Sì, avete capito bene, ogni giorno dell'anno può essere quello giusto per passare una splendida giornata o qualche ora tra emozioni e sensazioni.
La grotta salina con le proprietà depurative, detossinanti e drenanti del sale;
la grotta dell'armonia; il percorso Kneipp dove camminare in vasche di acqua calda e fredda; i grandi laghi termali; il river, un fiume con acqua corrente dove lasciarsi andare ...

E se vi dico wellness?
Io ripenso al massaggio rigenerante che mani sapienti hanno fatto alla mia schiena. Non so voi, ma io per un massaggio farei carte false!
Oli essenziali, candele accese, e mani che scivolano sulla pelle e sulle tensioni nervose tese dallo stress, dai pensieri, dalla postura.

Da quest'anno c'è anche una novità al parco: la sauna con i rituali Augfuss.
L'Augfuss è un rituale tipico dei paesi nordici, durante i quali si versa del ghiaccio con essenze aromatiche sulle pietre della stufa in modo da formare molto vapore. Poi una persona addetta a questo trattamento con l'aiuto di un telo indirizza il calore verso le persone comodamente sedute.
Calore e profumo si mescoleranno e vi si riverseranno addosso.
Io, ve lo confesso non sono durata molto, dopo tre minuti, non sopportavo più il calore, ma per chi ama le saune è un'esperienza davvero unica!
In tutto dura una quindicina di minuti e mi hanno assicurato che è molto 
rigenerante! 






Io ci ritornerò presto, e a voi piacerebbe provare queste esperienze nel parco termale più grande d'Italia?

Per voi miei cari viaggiatori Aquardens regala un ingresso omaggio! Cliccate nella foto qui sotto, stampate e compilate il modulo da presentare alle casse.
Per ogni ingresso intero ce ne sarà uno in omaggio. I bambini pagheranno la tariffa in vigore.
Il buono ha validità dal 22 agosto al 7 ottobre 2016 dal lunedì al venerdì e non c'è limite di uso, si può utilizzare più volte (esclusi ponti e festività).

 Aquardens coupon

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IL PRIMO ON THE ROAD NON SI SCORDA MAI: INGHILTERRA E SCOZIA






Pensavo al mio primo on the road.

C'e sempre un primo on the road nella storia di un viaggiatore.
Magari il vostro è stato negli Stati Uniti, o in Australia, o in qualsiasi altro paese.
Il mio è stato a spasso tra Inghilterra e Scozia.
L'idea probabilmente era nata dai voli economici che la gentile Ryan Air stava vendendo, e io da brava squattrinata non mi sono lasciata sfuggire l'opportunità!
Venezia-Stansted.
Mi ricordo che all'aeroporto di Treviso sono stata ferma quasi due ore in aereo, perché un aereo precedente aveva in qualche modo lesionato la pista e serviva tempo per sistemarla.
Ovviamente questo ritardo ha creato disagi; infatti arrivata a destino, la macchina prenotata on line non era più disponibile perché era stata già assegnata a qualcun altro...
Poco male, a parte un'altra lunga attesa, la mia compagna di viaggio sarebbe stata una carinissima Clio con tettuccio apribile!
Un bell'affare in un paese dove ad agosto piove un giorno sì e l'altro pure!
Proprio così! La Gran Bretagna non è esattamente un'isola in cui il sole splende tutti i giorni, ma vi assicuro che quando splende tutto assume un aspetto incredibile.
Niente programmi, solo la prima notte prenotata, e poi via alla scoperta, lasciando un po' tutto, come nel mio stile, al caso...

Dieci giorni, in un paese di cui ci si innamora a prima vista. Perché anche se piove, se la nebbia sale all'improvviso, se la colazione dopo qualche giorno non va più giù, tu continui ad amarlo incondizionatamente.

Lasciato l'aeroporto, un susseguirsi di paesini e città mi hanno accolta, alcuni con qualche sorpresa, altri un po' meno.
In alcuni mi sono fermata a dormire, in altri ci sono stata di passaggio, ma mi hanno lasciato comunque un segno, un ricordo che ancora porto nella memoria, nitido e forte.




Lincoln
Ok, passa che la macchina era stata data a qualcun altro per il ritardo aereo, ma anche il B&B? In realtà il proprietario aveva perso o non so cosa la prenotazione, e dopo il panico iniziale mi ha trovato una splendida sistemazione da un suo vicino. Tutto è bene quel che finisce bene! 
La piccola cittadina inglese dà il nome a tutta la contea (Contea...Baggins...scusate) di Lincolnshire.
Da non perdere la cattedrale con le sue grandi torri che risale al XIII secolo, e il castello che è di origina Normanna, un castello in Gran Bretagna non si nega a nessuno, ricordate che ne incontrerete molti e non potrete fare a meno di fermarvi ad ammirarli e, se possibile, di visitarli!


York

Di York ricordo scoiattoli lungo le mura della città, e l'immagine di me stessa che leggo la guida seduta accanto ad un lampione sotto la cattedrale! Mi è piaciuta tanto, con quella sua aria inglese e un pizzico di pioggia fine fine. Ho alloggiato in un B&B che aveva bambole e pagliacci con il volto di ceramica sparsi per la casa. Devo essere sincera, erano inquietanti e la padrona di casa era truccata come loro, con rossetto rosso e le guance ancora di più. Anche qui stanza e bagno in comune con moquette in pieno British style.
La città medioevale, perfettamente conservata, merita assolutamente una visita lungo il vostro viaggio....
A York c'è anche un carinissimo museo sui Vichinghi. Il Jorvik Viking si trova in centro città ed è quasi una giostra che guida il visitatore alla scoperta di storie e curiosità sul mondo vichingo, e anche sugli odori che aleggiavano nell'aria in quel periodo.


Angelo del nord
Solo il nome mi fa sobbalzare, misto tra leggende celtiche e "fresco" romanticismo. In realtà è una statua che si incontra percorrendo la strada verso i borders creata da un'artista inglese. Un angelo in acciaio di dimensioni enormi alto 20 metri e con un'apertura alare di 54 metri. Impressionante, non scherzo.
Fermatevi, scendete e andate a vederlo da vicino. Originale, spettacolare. Posizionato in mezzo alla natura, sembra spiccare il volo.... 





Alnwick
Se dico Alnwick penso ad Harry Potter! Nessun libro parla di questa località, ma alcune scene di due film del maghetto sono state girate proprio qui. Infatti ne "La pietra filosofale" e "La camera dei Segreti" il castello è stato usato per filmare le scene in esterno di Hogwarts. Ci si può entrare e ovviamente non è l'unica cosa da vedere ad Alnwick: tra musei, castelli in buono stato e non, pub e il mare c'è da scoprire una zona meravigliosa. 




Vallo di Adriano
Vi avviso, se cercate di raggiungere il vallo di Adriano, mettetevi l'animo in pace, non lo troverete. Sarà più facile andare a caso e poi all'improvviso andarci a sbattere. Diciamo che le indicazioni stradali non erano il massimo, e al tempo viaggiavo con una cartina di quelle di carta, avete presente?
In ogni caso io mi aspettavo un muro di solide e alte dimensioni, quasi immaginandomi battaglie che lì attorno si erano combattute (ho pensato in grande). In realtà, della grande fortificazione fatta costruire dall'Imperatore Adriano è rimasta una buona testimonianza, ma ovviamente non dove cercavo io, e mi sono accontentata di alcuni resti.
Suvvia è stato bello lo stesso!


Holy Island o Isola Santa

Un'isola tidale di una bellezza selvaggia e unica. Un'isola quindi soggetta al fenomeno delle maree, un po' come Mont Saint Michel, ma secondo me molto più bella e molto meno turistica. In realtà il suo nome originale era Lindsfarne, ma poi una battaglia molto sanguinosa avvenuta con i vichinghi ha trasformato il nome in isola santa...
Un luogo quasi magico, dove i tetti delle case sono barche rovesciate e dove il profumo del mare portato dal vento incessante racconta di storie e leggende.
Mi raccomando controllate gli orari della marea per non restare prigionieri del mare.




Kelso
Kelso si trova nella parte scozzese dei borders (i borders costituiscono l'area di confine tra Inghilterra e Scozia). Sorge lungo il fiume Tweed, quello che dà il nome a quel bellissimo tessuto di lana tipico della Scozia; proprio lungo le sue sponde ho comprato una coperta che ancora, dopo anni e lavaggi, uso e adoro!
In centro città, in uno di quei meravigliosi e perfetti giardini con l'erba sempre perfettamente perfetta ho assistito ad un matrimonio in pieno stile scozzese con tanto di kilt per lo sposo!
Da vedere l'abbazia, la Smailhom tower, i pub e i giardini; non tralasciate le passeggiate all'aria aperta, che anche con la pioggia fanno sempre bene! 





Melrose
Questo piccolo e carinissimo paesino Scozzese è molto famoso per la sua spettacolare Abbazia (e anche per essere il posto dove è nato il rugby a 7).
Tutto attorno natura e tanto verde e ancora tanto verde e natura, e fish and chips da mangiare nella carta di giornale.
Le rovine dell'abbazia vi faranno perdere la cognizione del tempo, sarete catapultato nel Medioevo, quando i monaci cistercensi l'hanno fondata.

Edimburgo
Per prima cosa, non pretendete di trovare un alloggio ad Edimburgo in agosto se non avete prenotato mesi prima, soprattutto durante il festival internazionale degli artisti. No, non pretendetelo.
Edimburgo non si descrive in poche righe, ma è indubbio che sia una città da scoprire in ogni angolo, con calma e pazienza, quella che purtroppo durante l'on the road non ho potuto avere. Il festival aveva invaso le vie, e per quanto spettacolare fosse mi ha precluso molte delle cose che volevo fare.
Per avere una vista sulla città salite a Calton Hill, beh e se poi avete letto One Day, avrà tutto più senso!

Stirling
Nemmeno a Stirling è stato facile trovare un alloggio, ma alla fine qualcosa si trova sempre, anche se si trattava di una casa di facili costumi, che però aveva una camera disponibile... l'alternativa era dormire in macchina! Era sera, faceva freddo ed era tardi, un letto andava più che bene mentre nel locale di sotto non so bene cosa si facesse, o meglio lo so ma non importa. Beh, volete sapere una cosa, in quel "postaccio" che poi si è rivelato meglio del previsto ho fatto la mia migliore colazione inglese con vista sulle verdi colline! Mai essere prevenuti.
Quindi a Stirling cosa si deve vedere? Ovviamente il museo nazionale della città che racconta la storia di un personaggio abbastanza famoso di nome Wallace. Non sapete chi sia? E se vi dico BraveHeart con Mel Gibson?
Proprio a Stirling si era combattuta la prima guerra di indipendenza scozzese, e William Wallace sconfisse l'esercito inglese.




Highlands
Natura allo stato puro, colline che si incrociano, colore verde, ma di un verde che sembra quasi finto, corsi d'acqua, ruscelli, aria pura e fresca: benvenuti nelle Higlands.
Una regione montuosa che passa attraverso la Scozia da est ad ovest. Poca popolazione, meglio così, per godere appieno di un paesaggio unico nel suo genere. Se ci passate in un giorno piovoso, vi prego, aspettatene uno di sole, e quello che vedrete resterà indelebile nella vostra memoria!
La zona è estesa e anche qui poche righe non bastano per descrivere tutto quello che c'è da vedere, ma consiglio almeno una capatina ad Inverness a cercare il mostro di Lochness e una al castello di Eliean Donan per annusare un poco l'atmosfera da ultimo immortale...vi assicuro però, che c'è molto di più!




Fort Williams
Da una parte il Ben Nevis e dall'altra una miriade di isole: punto di partenza per molte escursioni dai paesaggi mozzafiato immersi nella cultura celtica.
Molte sono le gite da fare sulla montagna, ma di notevole interesse è anche quella alla distilleria di whisky. Per gli amanti del vizio come me verrete catapultati tra gli effluvi di questo nettare che viene distillato con l'acqua che scende dal Ben Nevis dal quale il liquore locale prende il nome. Fate spazio in valigia e portatevi a casa un souvenir che purtroppo non durerà nel tempo, ma vi farà sicuramente felici!

Skye Island
Da Fort Williams si raggiunge attraversando un panoramico ponte. L'ho visitata in giornata, attraversando quell'unica strada che passa tra montagne e lungo coste frastagliate con qualche indicazione in gaelico e tante vacche highlander che si fermano in mezzo alla strada e tu non puoi far niente se non aspettare che si spostino o che la gentile signora della macchina dietro più abituata di te a queste incursioni scenda e vada a spaventare il pelosone con uno "sho sho" ...e l'animale con la pigrizia che sembra la mia in una domenica pomeriggio sul divano, lentamente muove le zampe e va a brucare sul ciglio della strada. Adoro queste cose, ma è anche vero che se la signora non fosse scesa di sicuro sarei ancora in macchina ad aspettare...





Carlisle
Ci sono città in cui ci si ferma senza un preciso perché, sono di passaggio tra un luogo e l'altro, e sono particolari, e anche nel loro anonimato hanno una storia da raccontare. Il proprietario del B&B che mi ha ospitato era il fratello gemello di Antony Hopkins con le braccia costellate di tatuaggi del mondo compresa una grande ancora, mi piaceva.
Per il resto vi dico la verità, come sempre del resto...non mi ricordo un bel niente di questa cittadina...

Lake District
Collego la parola Lake District ad un film che mi sta molto a cuore: Viaggio in Inghilterra con un Antony Hopkins nei panni dello scrittore Lewis, creatore delle cronache di Narnia. Il film non è ambientato nel Lake district, solo una scena lo è: e mi è bastata per innamorarmene. Associo luoghi a libri e a film, eternamente e romanticamente, anche se lo nego quasi sempre. Mi piace l'idea di esserci stata, solo di passaggio, di aver visto laghi avvolti da nebbia che poi si è tramutata in pioggia lasciando un poco di malinconia nell'aria, nei pensieri, nel tragitto...

Grantham
Chi non ha mai sentito parlare di Grantham? Io per esempio, non ne sapevo l'esistenza prima di capitarci molto per caso, dopo che la delusione causata da Nottingham mi ha fatto allungare la strada verso la contea di Lincolnshire.
Invasata di Robin Hood pensavo di trovare la foresta di Sherwood, ma penso di averla voluta intercettare dal lato sbagliato e quindi non ho potuto incontrare nè Fra' Tac nè Little John, una sconfitta! Però ho scoperto che Grantham è stata la città natale della Lady di Ferro, Margaret Tatcher e ha visto un Isaac Newton studente fare l'esperimento della mela! 

Stamford
A Stamford ho assaporato il sole che non mi scaldava da qualche giorno. Ho camminato a piedi nudi sull'erba più soffice del mondo ed ho guardata stesa su di essa un cielo azzurro tempestato di nuvole dalle forme più strane. Vicino, delle papere starnazzavano tra il fiume e la terra felici almeno quanto me.
La città si trova a metà strada tra Londra e York e conserva quell'aria da tredicesimo secolo.




Cambridge
E a Cambridge vuoi non passarci prima del ritorno? Una giornata non è sufficiente purtroppo, ma è meravigliosamente bella per lasciarci un buon proposito di ritornare. Non l'ho ancora fatto, ma ci spero ancora!
Sede di una delle università più antiche del mondo, nel mezzo ci scorre il fiume Cam sul quale si svolgono le famose gare di canottaggio. Strade acciottolate, verdi parchi, la vita universitaria e pub deliziosi dove perdersi in una pinta di birra... 

E poi di nuovo a Stansted, dove il cerchio si chiude.
Scrivendo di questo viaggio, riguardando le foto che avevo raccolto in un album,
già, un album di carta, pieno di foto scattate con una reflex analogica e stampate su carta fotografica, mi è presa una nostalgica voglia di rivivere quei luoghi, così lontani e cosi vicini.
Un viaggio passato, in un soffio, come tutti i viaggi vissuti intensamente.


[Chiedo scusa per la poca nitidezza delle foto, ma alcune, come vi dicevo, sono analogiche...ma che importa? La bellezza dei ricordi....]


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BARCELLONA IN UN GIORNO, COSA VEDERE.




L'anno scorso, ad agosto ho passato una settimana a Minorca con la mia amica Milly di Bimbi e viaggi.
Una settimana fatta di mare, sole e di piedini che non volevano più uscire dall'acqua alla scoperta di spiagge poco conosciute .
Quelli dei nostri piccoli viaggiatori!
Avevamo preso un volo con scalo, perché il diretto da Bologna e da Venezia per l'isola delle Baleari ancora non c'era.
Abbiamo quindi volato su Barcellona: lo scalo all'andata è stato di un paio d'ore, ma al ritorno ne avevamo ben 10.
E con dieci ora di scalo vuoi restare in aeroporto?
Direi di no, quindi abbiamo deciso di passare una giornata nella città del sole, dei colori e delle tapas.
Portarci dietro il trolley per tutta la città non ci sembrava una grandiosa idea, quindi abbiamo lasciato le valigie in Aeroporto, nell'unico deposito disponibile, poco economico, per non dire troppo caro, ma del resto l'unica soluzione per girare leggeri.

C'è un pullman, l'Aerobus, che parte sia dal Terminal 1 che dal 2 e in circa venti minuti porta in Piazza Catalunya, in centro. I biglietti si possono fare on line o direttamente sul mezzo, il costo è di circa 10 euro a/r.

Ed eccoci a Barcellona, città che io adoro, che mi dona calore e sempre emozioni!
E finalmente anche il mio piccolo viaggiatore, in parte, l'ha conosciuta.



Piazza Catalunya è praticamente il cuore della città e proprio da qui è iniziato il nostro breve tour. Un punto di incontro dei cittadini e un punto di passaggio per tutti i visitatori, la piazza è anche teatro di manifestazioni e intrattenimenti sia per adulti che per bambini. D'obbligo scattare delle foto alle fontane!
Se poi vi mettete al centro della piazza sul pavimento troverete una grande rosa dei venti da dove potrete spaziare con lo sguardo tutto attorno.

Abbiamo imboccato poi la Rambla (o Ramblas, in realtà sono sei a susseguirsi) che parte praticamente da Piazza Catalunya e arriva fino alla statua di Cristoforo Colombo, lasciandoci andare allo spirito del passeggio, a questo rito che rende questa strada affollata a qualsiasi ora del giorno. Qui potete trovare qualsiasi cosa: i vecchietti sulle panchine che si scambiano chiacchiere, i venditori di souvenir e calamite, gli artisti di strada che animano i passanti, i mimi che immobili sembrano statue di pietra e così via.
Di sicuro ha un fascino difficile da trovare altrove, diciamo che è molto folkloristica, oltre ad essere molto turistica.



Dal lunedì al sabato vi consiglierei di mangiare verso l'ora di pranzo, un panino alla Boqueria, il mercato coperto più famoso della città: colori, profumi e la vera vita...peccato che alla domenica sia chiuso e quindi per pranzo, se potete, defilatevi in qualche vietta laterale, o provate uno dei molti localini che ci sono sulle ramblas, sperando non sia troppo turistico e per questo a rischio fregatura. Noi ne abbiamo trovato uno abbastanza buono per delle Tapas, ma ahimè non ricordo il nome, perdonatemi!

Dopo pranzo con la pancia bella piena dove andare? Abbiamo optato per la Sagrada Familia.
Troppo impegnativa per un bambino? Assolutamente no, visto che ancora oggi mi descrive particolari che gli sono rimasti impressi.
Un consiglio, prenotate la visita on line o rischiate di fare una fila molto lunga sotto il sole!
Non prendo quasi mai le audio guide, ma questa volta ho preferito conoscere tutti i segreti dell'opera che amo di più del grande artista Gaudì. La cosa bella è che le guide non sono solo per gli adulti, ma c'è il formato per i bambini, anche in lingua italiana, che passo dopo passo raccontano la storia dell'artista e della sua incompiuta opera come fosse una favola. Direi che il risultato è stato perfetto!
I colori che filtrano dalle vetrate, gli aneddoti, gli angoli da scoprire...in tutto questo è trascorsa una bella fetta di tempo, che quasi quasi è diventata l'ora per tornare in aeroporto. 

Ci siamo concessi qualcosa di fresco in un bar e poi via in piazza Catalunya per riprendere il nostro aerobus che ci avrebbe portato direttamente in aeroporto.



Ho visto poco, pochissimo, questa volta, della città.
Ci sono ancora molte cose da far conoscere a D.
Di sicuro ci ritorneremo, per portarlo nuovamente a respirare quell'aria mista tra storia ed arte, tra salsedine e natura che solo Barcellona ha.
A differenza di Minorca, molti sono i voli per Barcellona che giornalmente partono dai principali aeroporti italiani, per fare un fine settimana, o per la prima tappa di un percorso che vi porterà in giro per la Spagna.
Non pensate sia una buona idea?















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L'ISOLA D'ELBA IN BARCA A VELA, ESPERIENZA DA VIVERE.




Si è sospesi, costantemente sospesi in un mare che pare senza fine
tra un rollio e un beccheggio,
con la pelle arsa dal sole, e la salsedine che si insinua 
nelle pieghe della vita, per risanarle.

La bellezza.

Non mi ero mai accorta di quanto fosse bello il mare vissuto appieno da una barca.
Non mi ero mai accorta di quanto fosse bella un'isola vista dall'altra sponda...quella del mare.

Una nuova esperienza per me che in barca ci sono stata per brevi gite di qualche ora.
La sensazione è quasi la stessa.
Quasi.
Vivere in barca, far parte dell'equipaggio, dona un sapore nuovo ed una consapevolezza nuova.

Non solo si naviga, in una barca si vive.
Si dorme,
si mangia,
ci si diverte (punto da non sottovalutare).

L'isola d'Elba, il suo mare e la bellissima Vagabonda mi hanno accolta assieme ad un gruppo di amici per farmi scoprire le bellezze che un mare condivide con una barca a vela.
Quasi più nessun segreto (qualcuno mi sarà sicuramente sfuggito) per me, neofita di ormeggi, "cazzate" di randa e vento nei capelli.
Sconsigliata a chi ama i grandi spazi, o a chi in vacanza si porta dietro l'armadio.
In barca a vela tutto quello che è inutile lo devi gettare dalla barca, o meglio ancora lasciarlo a casa.
Ed è vero, quasi una lezione di vita, per alleggerire il bagaglio non solo dei vestiti, ma anche dalla sensazione di pesantezza che a volte ci si porta appresso.
Lo spazio è piccolo, ed è da condividere con gli altri ospiti. Non si può imbrattare di cose inutili quando basta veramente poco...
La coordinazione è d'obbligo, tutti sono essenziali, tutti collaborano per tenere in ordine la barca, per preparare il pranzo, per spiegare le vele, per ridere con un bicchiere di vino in mano mentre un tramonto incendia di emozioni.



La sera ci si ferma nel porto, e poco importa se soffia un vento che ti sembra di essere la protagonista della "Tempesta perfetta" e non riesci a dormire perché pensi di essere andata alla deriva (e invece sei saldamente legata e in sicurezza nella darsena, grazie ad un super skipper!).
Sono tutte sensazioni che hanno cominciato a far parte di me, e quasi quasi, quando si doveva scendere per una passeggiata o per la cena, mi sentivo a disagio e mi dispiaceva abbandonare quel costante movimento che mi cullava.

Poi ci sono le storie, le esperienze di chi ha già navigato, i racconti di uno skipper che ha visto mari e onde, e gestirli è il suo mestiere oltre che la sua passione.
Poi ci sono io che prendo in mano il timone, e agitata come non mai, inizio ad immaginare che porterò alla deriva tutto l'equipaggio...
E invece no, mi rilasso, mentre il vento mi passa accanto, mentre mi si spiega di poggiare e orzare, di fissare sempre un punto all'orizzonte... e la barca va, scivola via che è una bellezza tra paesaggi che mi fanno amare ancora una volta in più la mia Italia.
Pensando che di meraviglie dietro casa ne abbiamo tante, basta scoprirle e farle scoprire...



Grazie a Giada Pappalardo per la foto


L'esperienza in barca a vela ho avuto modo di farla grazie a Bluewago e il suo modo meraviglioso di vivere il mare.
Grazie anche a Visit Elba ho potuto scoprire l'isola nei suoi angoli più nascosti....e ve li svelerò presto!







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BELLARIA-IGEA MARINA, IL RITORNO. DAL DIARIO DEL PICCOLO VIAGGIATORE



Quando mi è stato chiesto di tornare a Bellaria e a Igea Marina subito ho ricordato quanto mi sono divertito l’anno scorso e ho pensato che tornare sarebbe stato ancora divertente e che magari avrei potuto rivedere le persone simpatiche che avevo conosciuto e Lillo, andare in barca e mangiare la piadina.Quando sono arrivato è stato troppo forte. La camera che ci hanno dato all’Hotel Bolognese aveva un letto veramente giga, non ne ho mai visto uno grande così. Ci stavano almeno 6 persone. E sopra il letto c’erano i sette nani, anzi no, erano sei, perché il settimo ero io. Non ho guardato però quale fosse quello che mancava.




E la seconda sorpresa è stata vedere sul letto un giornalino con le fotto del mio viaggio in Romagna dell’anno scorso in cui c’ero pure io. Ho cominciato a saltellare dicendo “sono sul giornale di Lillo!! Sono sul giornale di Lillo!!”, e a pensare che l’avrei fatto vedere a tutti i miei compagni di classe, perché loro sul giornale non ci sono mai finiti.





I giorni successivi ho fatto tantissime cose: ho giocato con tanti bambini, ho mangiato piadine con la nutella, ho rivisto i dinosauri del Parco del Gelso, ho fatto dei giri con il trenino della città, ma ci sono tre cose che mi sono piaciute più delle altre.

Giocare in spiaggia durante la mareggiata. 
Un giorno ad un certo punto si è alzato il vento e prima di cena siamo andati in spiaggia. Non c’era nessuno e il mare stava bagnando le prime file degli ombrelloni. C’era una luce strana e tante onde. C’erano anche i surfisti con l’aquilone e con la vela che si divertivano un mondo. Io non sono capace di andare sul surf, e allora mi sono messo a correre tra gli ombrelloni.





Preparare una piadina e un cassone.
Dopo un bellissimo giro in trenino siamo arrivati ad una fattoria dove abbiamo visitato i campi di lavanda, e abbiamo visto gli animali. Poi siamo entrati in una grande stanza e ci hanno dato un grembiule, un mattarello, un tagliere e gli ingredienti per preparare la piadina! Io ci avevo provato anche l’anno scorso, ma non era riuscita proprio bene. Quest’anno invece è venuta fuori benissimo, grazie anche all'aiuto della signora Alba Rosa. Ho fatto anche un cassone, che è una piadina ripiena, e poi li ho anche mangiati!






Salire sul Carro dei Pirati al Carnevale. 
Il Carnevale di solito è a Febbraio, ma a Bellaria e Igea Marina lo fanno anche in Giugno. Ho pensato che sarebbe stato molto strano andare al Carnevale, ma poi l’idea mi è piaciuta subito quando salito sul carro dei pirati, con una bandana e un cinturone. Abbiamo passato tutta la sera a girare per la città lanciando caramelle e coriandoli ai bambini fermi lungo le strade. Una festa bellissima tutta musica e colori. 
Anche quest’anno mi sono divertito a Bellaria e Igea Marina: faccio sempre tante cose divertenti oltre che andare al mare. E poi alla fine ho pure incontrato Lillo, ed è stato bello perché l’anno scorso non l’avevo mica incontrato per davvero!!!





NDR. Il post è una raccolta delle idee del piccolo viaggiatore. Certo, i tempi dei verbi e i congiuntivi sono stati un po’ aggiustati… 
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NAVE DE VERO IN JAZZ, RITMO ED EMOZIONI



Chi di voi non ha mai ascoltato della musica Jazz?

Una musica che trascina, emoziona, manda in estasi.
Nomi come Louis Amstrong, Thelonius Monk, Glenn Miller e Ella Fitzgerald vi dicono niente?

Mentre scrivo di solito lo ascolto, comunica energia, una forza che mi entra dentro e vibra.
Esagero? Non credo...

Il jazz è nato in Louisiana nel diciannovesimo secolo, e sapete qual è stata la sua grande caratteristica? L'improvvisazione!

Libertà di espressione, riconosciuta come il genere musicale simbolo degli schiavi di colore che in quegli anni lavoravano nelle piantagioni di cotone nel sud degli Stati Uniti.

Dischi in vinile girano in casa di appassionati di Jazz, che quasi le gambe non riescono a star ferme e fremono al ritmo di una musica che entra in circolo nel sangue e fa faville anche in un corpo stanco e pigro.

Le emozioni che dà questo tipo di musica sono incredibilmente più forti quando la si ascolta dal vivo, dalle mani e dal fiato di grandi artisti che portano avanti con passione note che leggere si librano nell'aria.

Tra gli appuntamenti in zona Veneto alla Nave de Vero, a Marghera, il Jazz è di casa nel mese di luglio.
Ogni venerdì la Nave sarà trasformata nel più grande Jazz Club del Veneto.

Venerdì 15 Hiromi, pianista e compositrice Giapponese, emozionerà il pubblico con la sua energia creativa e la capacità di evocare atmosfere uniche.
Porterà con sé, per l'occasione il Trio Project, e il suo nuovo album Spark.

Il 22 luglio ci saranno Karima & Dado Moroni Trio, che animeranno la serata con brani in una raffinata chiave Jazz. Capolavori pronti ad incantare una platea con la voce unica dell'artista Italo-Algerina.

La terza edizione di "Nave de Vero in Jazz", avrà la sua serata conclusiva venerdì 29 luglio con una particolare serata in chiave gitana con Tomatito...

Pronti per il ritmo abbinato all'emozione?

Informazioni utili.

La Nave de Vero si trova a Marghera, a pochi chilometri da Venezia.
Tutte le serate sono ad ingresso libero e iniziano alle ore 21.30; è inoltre possibile prenotare un tavolo con consumazione a 10 euro a persona per godersi la serata comodi, rilassati e in prima fila!
Le prenotazioni vanno fatte al sito navedevero.it









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VENEZIA CON BAMBINI, UN FINE SETTIMANA PERFETTO






Venezia è la città che meno si adatta a dei bambini...

Siete sicuri di questo?
Io dico di no, ma è una frase che molto spesso mi sento dire dai genitori.

Quello che invece mi sento dire dai bambini è: 
Venezia è una città dove le strade sono i canali e dove le macchine sono le barche.

Mi sembra un buon motivo per portarci un bambino che dite?

Ma io ve ne do altri 5

Il museo di storia naturale.
Si trova a Fondaco dei Turchi, a quindici minuti circa, di cammino ovviamente, dalla Stazione dei treni. Il museo è nato grazie al materiale raccolto durante la vita di un nobile veneziano, che in vita metteva a disposizione la sua casa per gli studiosi; il nobile ha pensato poi di lasciare il suo palazzo e tutto il contenuto in eredità alla città perché se ne facesse un luogo da visitare. Oggi il museo inizia con la ricostruzione completa di un gigantesco dinosauro, dal grande effetto scenico. Poi si prosegue passando dai fossili, alle collezioni e ricostruzioni di animali, alle postazioni interattive per spiegare l'evoluzione della vita. Il tutto in un palazzo magnifico affacciato sul Canal Grande con uno splendido giardino dove poter fare merenda!


I laboratori del museo Guggenheim
Chi l'ha detto che il Guggenheim è solo un museo per grandi?
Ma figuriamoci, i bambini hanno il dono dell'interpretazione delle opere d'arte, e questo museo può fare al caso loro.
La domenica mentre gli adulti si fanno la loro visita tra gli artisti, i bambini, di età compresa dai 4 ai 10 anni possono fare dei laboratori gratuiti. Un modo per introdurre i piccoli artisti all'arte moderna e contemporanea in modo del tutto divertente. Ogni attività comincia con l'incontro con un'opera esposta nel museo per poi continuare in laboratorio per sprigionare la vena artistica. Il mio piccolo l'ha provata, e gira ancora per casa la sua splendida opera d'arte!




Un giro in barca tra i canali con il Gruppo Remiero Tre Archi
Complice una mia amica che voga alla veneta in questa remiera, ho potuto conoscere questo mondo nuovo, a partire dalla rimessa per le barche fino alla dedizione e alla passione che si cela dietro a questa attività.
C'è da perderci la testa dentro la rimessa, tutte le barche hanno nomi e caratteristiche diverse: la Caorlina, il Sandolo, il Pupparino, la Gondola e poi altre ancora. Un bambino può solo divertirsi in un ambiente così. Far scendere la barca dal suo "scaffale" e posizionarla sotto una specie di gru per metterla in acqua è già un'avventura...e poi? Poi si sale a bordo e, mentre i professionisti vogano e si allenano, un bambino può guardare Venezia da un nuovo, diverso ed entusiasmante punto di vista...se poi gli dà pure un remo in mano, la giornata sarà segnata come una delle più belle trascorse.
Quando il giro finisce si torna alla remiera, si ritira su la barca e la si pulisce, tutti i passeggeri lo fanno: un rito molto bello, il prendersi cura di qualcosa, mai scontato, che fa crescere anche gli animi più piccoli.



Visitare il Lido di Venezia
Da Venezia al Lido, passa il tempo di un giro in traghetto, che fa sempre piacere, perché un giro in barca per un bambino è sempre bello e perché finalmente ci si può anche riposare dopo tanto camminare per campi e calli! Un'isola lunga 12 km, con una spiaggia lunghissima, che a settembre è sede del festival del cinema, cosa che non interessa ovviamente ai bambini. A loro può invece interessare il piccolo paesino di Malamocco, che, quasi una piccola e tranquilla Venezia, incanta con i suoi campi e colori. Vi consiglio di farci visita a luglio quando la sagra del pesce prende il sopravvento e non puoi fare a meno di sederti con vista laguna, mangiare un scartosso de pesse fritto, mentre il brusio della gente, i bambini che ballano e cantano e le lucine accese a festa creano un'atmosfera senza pari.




Visitare la Libreria Acqua Alta, e comprare qualche libro
Se non siete mai stati alla Libreria Acqua Alta, dovete ritornare subito a Venezia! Ma subito! Rapisce grandi e bambini, ammalia con il suo odore di salsedine e il tempo, che pare essersi fermato, in silenzio, mentre fuori l'acqua scorre lentamente, solcata da gondole che leggere lasciano una scia...
Cartoline, libri, libretti, disegni, stampe, fumetti senza anno e senza età abitano questo luogo che affascina solo a sentirlo nominare. Un bambino si incanterà a sfogliare, toccare, curiosare e chiedere. Perché gli stimoli sono sempre i benvenuti a qualsiasi età.
E poi quell'angolino, appena fuori sul retro che farà innamorare ogni persona adulta e giocare qualsiasi bambino.
Una scala, una vera scala, fatta di libri, dove salire e scendere.
Una metafora per la vita...




E dove dormire con i bambini?
Non è sempre facile trovare una sistemazione adatta a nuclei familiari, soprattutto in laguna. Io ci vado spesso anche in giornata, ma non tutti hanno la fortuna di avere una città così bella a portata di mano...anche se un mio sogno è di dormirci e svegliarmi poi all'alba per vederla vuota! Un'ottima soluzione sono gli Hotel a Venezia della catena Best Western, dislocati in varie posizioni nel capoluogo, in modo da adattarsi alle vostre esigenze.

E ora non vi resta che partire, Venezia, che sia la prima o la ventesima volta che la vedete, è sempre una meraviglia...

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VIAGGI SOSPESI





Ho due viaggi in sospeso...

No, non sto per partire, non domani.
Ho due viaggi in sospeso con voi, da raccontare con foto, informazioni ed emozioni.

Due viaggi importanti che ho fatto qualche mese fa.
Sì, certo un pochino ve li ho raccontati nei miei canali social, ma non è la stessa cosa.

Un motivo c'è, purtroppo o per fortuna, se non ne ho scritto finora.
Il motivo in questione si chiama gelosia.

Lo so è una cosa strastupida che una viaggiatrice incallita possa essere gelosa dei propri viaggi...ma è così.

Mi capita quando questi hanno avuto su di me un impatto che non mi aspettavo, viaggi che non solo mi hanno regalato mete indescrivibili, ma che mi hanno fatto conoscere persone speciali o che mi hanno cambiato la visione di alcune cose.

Il primo è stato a Bangkok, a novembre.
Una settimana intensa sotto ogni punto di vista.
Una settimana in cui ho finalmente conosciuto di persona Andrea. Non lo conoscete? Molto male, andate a leggerlo qui Andrea in Thailandia.
Andrea è speciale, mi ha donato il suo tempo, e ha preso per mano mio figlio per camminare assieme in una città che, vi assicuro, al primo impatto è tutto fuorché facile.
Mio figlio continua a dirmi che ha promesso ad Andrea di ritornare a Bangkok a luglio, e che, se io non posso andarci, in aereo lo posso affidare al personale di bordo che lo accompagnerà a destinazione.
E io mi commuovo...
Magari a luglio non ce la si fa...ma più avanti è una promessa!
Capite perché Andrea è speciale? Oltre al fatto di averci sopportati? 




Il secondo è stato in Argentina.
Era un mio sogno, non so neanche bene da quanti anni la sognavo, che quasi non ci credevo quando ho acquistato i biglietti.
Un viaggio impegnativo, l'Argentina mica è lunga mille chilometri, e se vuoi vederla un pochetto devi correre e volare un sacco.
Un viaggio gestito alla crinviaggio, senza molta organizzazione per la nota legge (mia) che se un posto mi piace voglio potermi fermare; è anche vero che i voli interni bisogna acquistarli in anticipo per non dover arrivare al Perito Moreno con il teletrasporto, anche se credo che quest'ultimo potrebbe evitare tutte le turbolenze che ci sono lungo la strada.
Quindici giorni non sono sufficienti per visitare tutto quello che vorreste vedere, vi avviso! Quindici giorni sono però sufficienti ad innamorarvi di più luoghi incredibili, sì, esatto incredibili....io ancora non ci credo!




Quindi miei cari lettori, poiché vi adoro con tutto il cuore, ho deciso di lasciar da parte questa stupida gelosia, e di portarvi in questi luoghi, perché come me ne sono innamorata io, potete farlo anche voi!

Grazie che ci siete...


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