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DIECI METE DA VERI PICCOLI VIAGGIATORI

by 8:41 AM


In realtà i viaggi che ho fatto con mio figlio sono ben più di dieci. Ma oggi mi va di raccontarvi quelli che mi sono venuti in mente al primo pensiero, quelli che, forse, hanno lasciato un segno in più, quelli che: "Mamma quando ci ritorniamo?"
Sono quasi dieci anni di viaggi, di emozioni. Un bimbo cresce e si responsabilizza in giro per il mondo, ne ho la certezza ormai. Ed io non posso che esserne orgogliosa.

Mauritius
Il primo lungo viaggio intercontinentale del mio piccolo viaggiatore. Un sogno in pieno inverno ritrovare il sole e il caldo quando qui in Italia l'umidità ed il freddo prendono il sopravvento. Un'isola verde, spiagge con le palme fino a riva ed un mare da cartolina. Un viaggio super rilassante e poco itinerante, se non per qualche escursione... ecco perché forse è il caso di ritornare per vedere tutto quello che ci manca, tranne le tartarughe, quelle le abbiamo anche accarezzate!



Seychelles
Mahè e La Digue, due isole dell'arcipelago delle Seychelles, nell'Oceano Indiano scoperte una con una piccola auto a noleggio e l'altra in sella ad una bici. Spiagge paradisiache, la verde vegetazione che rende unico il territorio, le piantagioni di te e i paguri che si portano a spasso la loro casetta. In viaggio poi si fanno amicizie e rincorrere i granchietti sulla sabbia può diventare un ottimo passatempo da fare in compagnia.



Maldive
Il realtà forse sono più io quella che ci vuole ritornare. Mi sono ammalata durante quel viaggio, quindi non ho vissuto completamente bene la destinazione. Eravamo a Keyodhoo, un'isola di pescatori abitata da locali e bambini dai sorrisi enormi che giocavano con il mio bimbo. Ogni giorno, in barca con il Dhoni si andava in qualche isoletta o lingua di sabbia diverse a nuotare con pesci, o semplicemente a godere dei colori che la natura in quel punto del mondo donava con amore infinito. Qui Diego ha fatto il suo primo snorkelling, e da quella volta non si è più fermato!




Bangkok
Esistono viaggi che segnano un passaggio, viaggi in cui ti accorgi che tuo figlio sta crescendo. Il viaggio che per me ha significato tutto questo è stato quello a Bangkok. Un viaggio improvviso, un'offerta imperdibile e un amico da andare a trovare. Bangkok si è rivelata una città splendida, tutta da scoprire, tra templi, musei e una cucina che non si può che amare.




Valencia
Il calore ed il colore della Spagna si riflettono anche in questa città della costa orientale. Direi che è una città a misura di bambino sotto tantissimi punti di vista: dai parchi giochi ai musei, tutto è perfetto per una vacanza di qualche giorno.
Il parco giochi di Gulliver, la città della scienza, l'oceanografico e il Bioparco, grandi mete per piccoli (e grandi) viaggiatori! 




Argentina
Quindici giorni tra Argentina e Uruguay in un "on the flight" indimenticabile sotto molti punti di vista. Purtroppo durante questo viaggio il piccolo viaggiatore si è ammalato e ci sono stati dei momenti da gestire con medici e pediatra a casa. Alla fine tutto si è risolto al meglio, era una comune influenza, solo un po' lunga; siamo comunque riusciti a vedere posti incredibili come Buenos Aires, le cascate Iguazu e la Patagonia con il suo splendido Perito Moreno.



Filippine
Uno dei viaggi più belli di sempre, ve lo sto raccontando ancora qui nel blog a quasi un anno di distanza. Un viaggio fatto con una consapevolezza diversa, quella di un bambino di nove anni che ha visto mezzo mondo, ma che ama inesorabilmente scoprire, confrontarsi, curiosare dietro l'angolo nascosto e provare cibi dai nomi impronunciabili. Un viaggio itinerante fatto di voli e barche, di nuvole e acque limpide, di giochi e momenti di riflessione per un paese diverso, sotto molti punti di vista, dal nostro. Ma che dimostra che i sorrisi dei bambini sono uguali in tutto il modo...




Tolosa
Ma se per il suo nono compleanno tuo figlio ti chiede in regalo un viaggio a Tolosa, la città dove si costruisce l'aereo più grande del mondo, che fai non lo accontenti? E così è stato, un fine settimana tra musei dell'aria, e la città dello spazio, dove tutto il tempo dedicato è stato comunque troppo poco. Tante cose da vedere e provare, giochi interattivi e missioni spaziali da studiare, aerei da scoprire, dove entrarci diventava un gioco, o forse un'idea di futuro... dice di voler fare l'ingegnere aerospaziale! Vi aggiorno tra una decina di anni!!!!



Provenza
Un viaggio alla ricerca della profumata lavanda, anche se trovarla non è stato molto facile. Siamo arrivati nel momento in cui la stavano raccogliendo ovunque, nell'aria c'era tanto profumo, ma i campi erano spennacchiati. Però poi all'improvviso eccolo lì il campo tanto agognato pronto per essere invaso e fotografato. Non solo campi di lavanda però, ma piccoli e grandi paesini da visitare, formaggi da assaggiare, gole da ammirare dall'alto, famiglie di cinghiali da avvistare lungo la strada e cavalli liberi laggiù verso la Camargue...ma questo è un altro viaggio.


California
Grandi spazi e grandi onde sulla costa che si infrangono. Un sogno la California, non solo per piccoli viaggiatori. Il nostro ultimo grande viaggio ci ha portati a gennaio oltre oceano alla scoperta di Orange County, della costa da Los Angeles a San Diego e poi ancora il Joshua Tree, il Mojave, il Nevada e la Death Valley. Un viaggio in cui le ore passate sulla strada erano ore di attesa per la meta successiva, ore curiose e piene di aspettative, come solo quelle dei bambini sanno essere.



Quando si viaggia con un bambino il tempo si dilata, le esigenze sono per i primi anni diverse, ma soprattutto, ed è una cosa che ho amato e amo tutt'ora, è la prospettiva delle cose che cambia: loro ci insegnano a guardare dove noi saremmo passati dritti, loro ci insegnano a fermarci per goderci un posto, perché la fretta di vedere tutto e subito ci è nemica.
Ci insegnano anche a non trascurare le difficoltà che si possono incontrare in un qualsiasi viaggio, come quelle che a noi sono capitate in Argentina quando il piccolo si è ammalato... 
Per questo da quasi dieci anni stipulo sempre un'assicurazione di viaggio anche per mio figlio, perché partire senza è un po' da incoscienti, e perché, come mi è purtroppo capitato, ho avuto bisogno di una copertura medica per delle spese sostenute fuori dall'Europa. Meglio partire tranquilli assieme all'entusiasmo della prossima meta.

Fateli viaggiare questi bambini.... conquisteranno il mondo!

*Post scritto in collaborazione con Intermundial*

Tutte le foto in questo articolo sono di mia proprietà.

BLUEWATER PANGLAO BEACH RESORT, RELAX NELLE FILIPPINE

by 1:52 PM




Durante il mio viaggio di quindici giorni nelle Filippine, ho dormito in vari posti, tutti caratteristici.
Alcuni un po' allo stato grezzo, altri in mezzo alla giungla.
Bungalow, hotel, resort mi piace mescolare vari stili, mi adatto a qualsiasi situazione, dal letto più scomodo del mondo alla stanza più bella e comoda.

A Panglao, una piccolissima isola collegata da un ponte alla sorella maggiore Bohol, ho soggiornato al Bluewater Beach Resort.

Qui ho trascorso gli ultimi giorni del mio splendido viaggio nelle Filippine: dopo aver preso aerei, barche e tricicli era arrivato il momento di passare un po' di tempo in totale relax e godere del meraviglioso mare e dei servizi che il resort mi aveva riservato.

Il Bluewater Panglao è un'oasi di pace e benessere perfettamente integrata con la natura circostante, e offre attività (non state a pensare ad animazione o simile eh) come uscite in barca, intrattenimento musicale tipico filippino durante la sera e momenti di gioco e scoperta per i piccoli ospiti.
Nessuna struttura che impatti il paesaggio, ma stanze immerse nel verde, con vista piscina, ampi spazi dove passeggiare, allenarsi e anche un orto da coltivare...



Le stanze
Mi è sfuggito un WOW appena ho aperto la porta a vetri per entrare nella stanza. Il motto dei Filippini è Amuna, cioè farti sentire che appartieni ad un luogo; ed è veramente questo che hanno fatto durante la mia permanenza, farmi sentire a mio agio, riuscendoci veramente bene.
La vasca è l'amore di tutte le instagramers che ne bramano una per farsi fotografare, hahha ci ho provato anch'io, ma poi ho deciso di farci solo un bagno! Devo dire che tutto era perfetto.






La cucina
Soprattutto piatti locali durante la colazione e le cene: sapori esotici realizzati con prodotti freschi locali. Il ristorante, Aplaya, che in Filippino significa mare, si trova in un ampio spazio all'aperto che si affaccia sul golfo di Bohol: un incanto per palati e vista!



Per i bambini
Un occhio di riguardo, ma diciamo pure due, ce l'hanno per i bambini, che in questo resort vengono coccolati e viziati con attività mai noiose, ma super divertenti.

Una merenda nel giardino. 
Provate ad immaginare di fare una merenda pomeridiana con Alice nel suo magnifico paese delle meraviglie, all'ombra di mango giganti, tè serviti su tazze finemente decorate, dolcetti posizionati su alzatine, cuscini colorati e fiori freschi ad adornare il tavolo. Non è la scena immaginaria di un libro, ma la reale merenda che i bambini (ma anche gli adulti) possono fare all'interno del resort. Io mi sono sentita una principessa (in costume da bagno) a gustare dolcetti, sandwich e tè speciale con la brezza marina che si insinuava tra le fronde.

Una lezione di cucina. 
L'influenza di master chef si fa sentire un po' ovunque, ma volete mettere far cucinare a dei bambini dei dolci tipici Filippini (che poi io ho assaggiato ovviamente)? Il mio Diego assieme alla sua amica Amanda si sono divertiti tantissimo a pasticciare, con mani e arnesi in pasta, sempre con la supervisione dello chef del resort. Sono stati bravissimi!

L'orto del resort. 
Il Bluewater Panglao ha un orto dove si coltivano verdura e spezie che vengono usate anche per la preparazione di alcuni piatti in cucina. Un aiuto importante lo possono dare gli ospiti, soprattutto i piccoli ospiti che con le mani nella terra piantano, trapiantano e sistemano piccole aiuole. Il divertimento è assicurato, scegliete però le ore meno calde per l'attività, per non rischiare insolazioni!

Qui un video (moooolto amatoriale) che riassume tutte le cose descritte qui sopra! 




Lo splendido viaggio è stato fatto in compagnia della mia amica Milena di 
Bimbi e Viaggi, ma mica ci siamo divertite noi eh...

Soggiorno e articolo in collaborazione con Bluewater Beach Resort Panglao

VENEZIA, DUE FILM E DUE LIBRI AMBIENTATI IN CITTÀ

by 2:32 PM



Di Venezia mi piace sempre scrivere. 
Sarà per la vicinanza e per il fatto che posso raggiungerla in breve tempo, beh io di lei sono sempre innamorata, e per questo mi piace cercare di trasmettere questo amore ai miei lettori.
Non è una città facile, eh, in particolare a causa del turismo di massa, ma io continuo a perdermi tra le calli e a scoprire angoli nuovi, che emozionano.
E c'è chi ne è totalmente inebriato come me, e chi nutre sentimenti contrastanti, proprio perché troppe persone affollano ogni giorno le strade principali.
È una città che ha così tante cose da raccontare, ha un passato sontuoso da conoscere e poi nonostante la confusione si riesce sempre a trovare la pace ed il silenzio tra le sue calli meno battute.
In un articolo che ho letto del magazine di Expedia Discover potete trovare tutti i luoghi da non perdere per la vostra prima visita in città, e vi giuro che non sarà difficile innamorarvi.
Di Venezia ho parlato molto, ma oggi lo voglio fare in modo diverso.
Ve la racconto attraverso due film e due libri ambientati nella splendida città, così, se non potete raggiungerla sempre quando ne avete voglia, avete la possibilità di farle una visitina attraverso le pagine o le immagini.

Film ambientati a Venezia

Venezia, la luna e tu -  I due gondolieri
Questo per me è il film per eccellenza ambientato nella splendida città. Diretto da Dino Risi con protagonisti Alberto Sordi e Nino Manfredi. Il film è del 1958, quindi non esattamente dei giorni nostri, ma credo che non mi stancherei mai di vederlo. Da piccola, ricordo, lo guardavo con mia nonna nella sua cucina, mentre sulla stufa a legna qualche zuppa bolliva. Per me, veneta doc, era divertente guardare un film in cui molte frasi erano dette in dialetto. 
Bepi, è un gondoliere fidanzato con la bellissima Nina. Ma è un fidanzato un po' birbante, visto che ama anche tutte le turiste che a Venezia salgono sulla sua gondola. Di questo Nina è gelosa, tanto da far promettere a Bepi di far salire solo vecchiette in gondola, ma per un equivoco succede il contrario e Nina furiosa, per farlo ingelosire, torna dal suo vecchio fidanzato, Toni.
Eh eh, non vi dico altro. Guardatelo se non lo avete ancora fatto, è divertente, e vedrete una Venezia lontana da quello che è oggi, probabilmente più autentica di adesso.




Dieci Inverni
Dal 1999 per dieci anni il film racconta dieci momenti casuali con protagonisti Silvestro e Camilla, che si sono conosciuti per caso su un vaporetto a Venezia.
Una Venezia marginale, non quella che noi tutti conosciamo, ma fatta di isole nascoste, di laguna e di quella nebbia che d'inverno si insinua nelle ossa. 
E' l'inizio di un amore, non convenzionale, un amore nato con il freddo che richiede dieci lunghi anni per consolidarsi e riscoprirsi tale.
Paure, tensione, desiderio sono presenti nei dieci spezzoni, ma tutto scorre perfetto, calmo come l'acqua in laguna...
E' uno dei film che piacciono a me, quelli non scontati da un amore sdolcinato di lucchetti e promesse. Se qualcosa nasce dalla lentezza, in un inverno, anzi in dieci inverni, "scaldarsi" non è poi così scontato.




Libri ambientati a Venezia

Vetro di Giuseppe Furno
Una Venezia del 1569, buia, cupa pronta per il conflitto con l'Impero Ottomano. Tutto brucia, le polveriere dell'Arsenale sono esplose mettendo in ginocchio la città tra feriti e morti. Andrea Loredan, figlio del doge, avvocato, si mette dalla parte di chi non ha più nulla. E mentre soccorre i feriti, una frase lo colpisce, un indizio, il primo tassello ricco di mistero che lo porterà a vivere una storia di spionaggio e di terrore. 
Una Venezia nascosta, tra segreti che si nascondono nell'arte, nei libri e nel vetro. E anche un pizzico dei Colli Euganei che amo tanto.
Un libro da divorare, che nasconde una città che noi non avremo mai il piacere di conoscere: l'arte del vetro, della navigazione, degli usi e costumi che sono andati persi nel tempo.




Q di Luther Blissett
Il primo grande successo di Wu Ming, all'epoca Luther Blissett, si ambienta in parte a Venezia, al tempo dell'Inquisizione e della tensione tra la libertina Repubblica Venezia e lo Stato Pontificio. Il protagonista, che conduce una lunga lotta contro gli eccessi del Papa e dei suoi vassalli, si ritrova profugo a Venezia, dopo aver attraversato mezza Europa; e proprio qui trova l'ambiente adatto per diffondere le sue idee e pubblicare un libro che riporti ad una fede piu' genuina. Viene voglia di perdersi nel Fondaco dei Tedeschi e di aspettare l'alba contemplando la laguna immobile dall'Isola di San Michele in una mattina nebbiosa.





Ci sono circa 700 film ambientati a Venezia, o che comunque hanno alcune scene girate in laguna, lo sapevate? Sono tantissimi, molti dei quali non ho mai sentito nominare. Parecchi però sono passati davanti ai miei occhi al cinema o nel calore di casa mia sotto coperte invernali.
Alcuni fanno ridere, altri piangere e io sono la campionessa delle lacrime cinematografiche: mi commuovo immedesimandomi talmente che a volte faccio fatica a tornare alla realtà. Ma credo che sia questo il bello...


Per i libri non c'è una classifica catalogata, ma gli scrittori che hanno raccontato di Venezia sono stati tutti rapiti dal suo fascino e dalla seduzione architettonica di una città nata tra acqua e terra, dove i canali si insinuano tra le storie reali e quelle romanzate.
Una città senza tempo, che scorre tra le calme acque di un libro.
Quando viaggiare non è possibile, lo fanno gli scrittori per noi, mentre la loro penna intrisa di poesia, rende reale in nostro vagare tra personaggi inventati in un luogo reale.
Ci si innamora, è inevitabile.




Post scritto in collaborazione con Expedia.


ARTE SELLA: NATURA E ARTE CHE SI FONDONO INSIEME

by 9:05 PM




Arte Sella per me è stata la porta d'ingresso per un mondo nuovo, sconosciuto.
Da molti anni volevo visitare questo luogo, ma come sempre i posti vicino a casa hanno il potere di farti dire: "Beh, è ad un'ora e mezza di viaggio, ci posso andare in ogni momento."
Come no... infatti si è visto.

Mia madre mi aveva raccontato con entusiasmo la sua gita, amici me ne avevano sempre parlato bene, le foto viste erano incredibili.
Ma ricordatevi questo: nessuna foto, nessun racconto eguaglierà minimamente quello che rappresenta per una persona Arte Sella.
Parlo per me ovvio, sensibile in maniera quasi assurda, che piango davanti ad un'opera d'arte.
Ma vi assicuro che il luogo che ora vi racconterò (e solo marginalmente per non influenzarvi) mi ha, per quanto poco, cambiata e resa migliore, consapevole che la natura dona e la natura toglie, con una naturalezza tale da emozionarmi ancora, a chilometri di distanza.

Arte Sella è nata da un'idea. Ma mentre molte delle idee a cui pensiamo volano via con il vento o non ci si crede abbastanza per realizzarle, questa si è concretizzata.
Un grande spazio in Val di Sella, immerso in un ambiente perfetto ha trovato il suo compito: sentire attraverso l'arte.
Così questo spazio si è popolato di opere d'arte di grandi artisti internazionali dotati di una certa sensibilità nell'intervenire in mezzo alla natura in un dialogo con la natura stessa, per proteggerla, ascoltarla e interpretarla.

Le opere che sono state create sono parte del paesaggio, lo vivono, lo abitano; tutte sono state fatte con materiali naturali o di recupero, come legno, rami e foglie, pietre e corde. Materiali che dalla terra vengono e alla terra ritorneranno. Infatti è un po' questo il senso di Arte Sella, l'opera creata sarà esposta al tempo, alla pioggia, al sole, al vento, e con il tempo si deteriorerà fino a scomparire e a ritornare quello che era in origine.

Questa cosa mi affascina non poco.

La prima opera nata è la Cattedrale Vegetale, un'icona di Arte Sella. Ha le dimensioni di una cattedrale gotica formata da tre navate ognuna delle quali ha ottanta colonne di rami intrecciati alte dodici metri. All'interno di ogni colonna è stato piantato un carpino, con la funzione di farlo crescere nel tempo per far chiudere la volta delle navate.
Un'opera di grande effetto, come tutte quelle che ho auto il piacere di vedere e toccare. 
Perché tutte le opere si possono toccare, per sentire il loro battito, la loro presenza. In alcune si può entrare; accolgono l'ospite nella loro intimità.
Le installazioni hanno un significato, una storia, un racconto da spiegare. Sono fatte in quel modo per un motivo, sono fatte di quel materiale per un altro motivo: l'artista le fa parlare con le loro forme uniche.

Potrei parlarvi ancora a lungo di questa rivelazione, ma vorrei che la andaste a vedere con i vostri occhi, che provaste la grande gioia, il sublime benessere che ho provato io.

Informazioni Utili 

Arte Sella si trova in località Val di Sella, a Borgo Valsugana. 
Nel sito potete trovare la storia e molte informazioni utili tra le quali gli eventi in programma, che includono molti concerti: artesella.it

La visita si snoda in vari percorsi, sia gratuiti che a pagamento. Io ho fatto quello che parte da Malga Costa, ed è a pagamento; qui il link con tutte le informazioni sui percorsi.

Arte Sella fa parte dei Grandi Giardini Italiani il network dei più bei giardini visitabili in Italia. Dateci un'occhiata perché ce ne sono veramente tanti, e sicuramente qualcuno è vicino a casa vostra... e magari nemmeno lo sapete!

Altre notizie su Arte Sella e i dintorni le potete trovare sul sito Visit Valsugana 

Ecco per voi qualche foto...




Cattedrale Vegetale - Giuliano Mauri -



Il vento di Sella - Antony Howe -


Il rifugio- Anton Schaller


Senza Titolo 169 - Aeneas Wilder


Forest Byoubu - Atsushi Kitagawara -



Lumaca - Alfio Bonanno -


Pietre - Francois Leiong
 



Trabucco di montagna - Arne Quinze -


Post in collaborazione con I Grandi Giardini Italiani e Visit Valsugana



NON PARTO SENZA...

by 11:04 AM
 

 Mi arrivano spesso mail in cui mi si chiede come faccio la valigia, con cosa parto, quali sono gli indispensabili per me.
Vi devo confessare una cosa però, prima di scrivere cosa mi porto in viaggio: io non so fare la valigia.

Lo so, sembra ridicolo, ma diciamo che non è uno dei miei passatempi preferiti. Con gli anni sono migliorata, ma agli inizi, e vi parlo di più di vent'anni fa portavo sempre troppe cose, la maggior parte inutili che pesavano e che alla fine riportavo a casa.
Va bene la comodità, va bene tutto, ma ad un certo punto della mia vita da viaggiatrice ho preso una decisione, una delle migliori: viaggiare leggera.
Questo non significa che io abbia imparato a portarmi il cappello abbinato alle mutande, questo mai ma, almeno per viaggi corti o al massimo di dieci giorni, parto con il bagaglio a mano.
Sembrerà impossibile ma vi assicuro che non lo è. Certo, parlo delle mete calde, è ovvio che se devo partire per il polo nord le cose cambiano un pochino.
Ma il mio credo è diventato: viaggio leggera, vado a caccia di emozioni.
Se le cose si sporcano esistono le lavanderie, se mi manca qualcosa la vado a comprare.

Quindi non vi starò ad elencare quante mutante e calzini (ho letto anche questo in giro) mi porto dietro, ma vi dirò quali sono per me le cose indispensabili in viaggio, oltre allo spazzolino da denti...ma anche quello, se lo dimentico, posso sempre reperirlo. I vestiti entrano nel trolley o nello zaino un po' a caso, nel mio stile confusione. Poi, in qualche modo, penso che riuscirò ad abbinarli (ah fashion blogger si nasce e io non la nacqui!). Ecco la mia lista.

La mia adorata e per ora insostituibile Reflex. Una Nikon D750 che amo nonostante il peso che fa dannare le mie cervicali: soffro in silenzio e continuo ad amarla. Pensate che fotografo da quando mio padre mi ha messo in mano la sua analogica circa trent'anni fa, che tra l'altro ho ancora; da allora non ho più smesso, passando dalle macchine reflex analogiche alle digitali compatte per giungere al lato oscuro della reflex digitale. Ho fatto fatica a fare il cambio dalla pellicola ai file, io sono tradizionale, penso prima di scattare, cerco l'attimo, il momento giusto, e con le analogiche c'era l'attesa ed emozione di aspettare lo sviluppo, che ora è andata totalmente persa. Però la mia post produzione prevede gran poco, lo scatto per me deve rimanere quello che il mio occhio ha visto, a parte il raddrizzare l'orizzonte, sempre, ma io ho un difetto ottico per il quale vedo dritte anche le linee storte! Quindi la D750 parte sempre con me assieme ad obiettivi, carica batterie, e attrezzi per pulirla in condizioni estreme.




Il cellulare. Addio cabine telefoniche da molti anni, lui è il mio compagno di avventura sempre presente. Suvvia sono una travel blogger, che condivide foto, che risponde a messaggi che a volte lavora con questo piccolo oggetto multifunzionale, non posso mica lasciarlo a casa...anche se qualche volta spegnerlo o dimenticarlo non farebbe così male: ci sto lavorando. Poverino sta diventando vecchio, ma ci sono affezionata anche se ormai la batteria dà segni di cedimento, quindi mi porto sempre appresso un powerbank, che non si sa mai! La cover personalizzata  e il carica batterie si possono creare con le proprie foto su GoCustomized, io ho scelto quelle del mio ultimo viaggio in California!
Ovviamente la mia è una cover personalizzata Iphone, ma ci sono moltissimi modelli adatti al tuo smartphone. 



Un Diario di viaggio, diverso per ogni viaggio, che raccolga appunti ed emozioni. Per segnarmi qualcosa da vedere prima di partire o per scrivere nomi di luoghi e ristoranti che so potrò dimenticare.
Piccolo, grande, medio, non importa, ne ho bisogno, mi rassicura. Una volta finito il viaggio mi aiuterà a scrivere i miei articoli per voi, e poi a distanza di anni è sempre bello riprenderlo in mano per consultarlo, per trovarci qualche biglietto di un museo, la carta di una caramella, uno schizzo fatto al volo. Questo che vedete è l'ultimo preso, l'ho personalizzato con le mie foto in giro per il mondo...e dietro casa. Ora mi manca il viaggio per poterlo utilizzare!




Scarpe comode. Beh in base al viaggio che organizzo, ci vogliono una o più scarpe, e visto che io cammino sempre tanto devo avere ai piedi qualcosa di comodo, che non mi faccia venire vesciche o dolori allucinanti. No tacchi nel deserto, li uso raramente anche a casa, no sneaker sui ghiacciai, mi sembra un poco azzardato, no ciabatte in montagna o su sentieri sterrati (ho visto anche questo).
Scarponi in montagna se vado a fare trekking serio, per passeggiate in quota o sentieri più battuti uso scarpe comodissime, giuro che sono un guanto morbidissimo, della Lizard Footwear, della quale ho provato anche delle ciabatte da usare in barca e al mare.



Serrai di Sottoguda, ai piedi della Marmolada



Levanto

Un libro, ma anche due. Ci sono in viaggio momenti in cui per forza di cose non puoi muoverti (aereo, bus, traghetti) e sono i momenti migliori per leggere, soprattutto per chi come me non dorme molto facilmente. Ma anche la sera prima di addormentarmi, o durante le notti sveglie per il jet lag, o nei momenti di relax (pochi a dire il vero) su una sdraio ascoltando il suono del mare. Leggo di tutto, anche se prediligo i libri di viaggio, o i romanzi per sognare. Sono anti e-book, per il semplice fatto che amo sfogliare e possedere il libro di carta, sentirne il profumo. Occupano spazio? pazienza, lascerò a casa la trousse dei trucchi!



Guida di viaggio. Beh, che fai parti senza? A dire il vero mi è successo. Io molte cose le lascio al caso, mi piace così, perdermi e ritrovarmi, chiedere consigli e boh, lasciare che il tempo scorra. Ma ovviamente per viaggi più impegnativi la mia Lonely Planet viene con me, è successo che l'ho persa in viaggio, poco male sarà servita ad un altro viaggiatore! Anche le guide dei Viaggiautori sono funzionali: tascabili e piene di curiosità e indirizzi utili... (e poi come sapete c'è anche la mia sulla Giordania!)



Altro? No direi che queste sono le cose che partono sempre con me...per tutto il resto c'è una mastercard o dei contanti da usare in viaggio.

Questo post è scritto in collaborazione con Go Customized. 

Tutte le foto sono mie scattate con Nikon D750 e Iphone 6
Foto di copertina: Filippine

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