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DOLOMITI, DUE TREKKING DA NON PERDERE PARTENDO DA CALALZO

by 6:56 PM




Dall’alto della montagna tu puoi vedere come sia grande il mondo, e come siano ampi gli orizzonti.

(Paulo Coelho)


Come ha ragione Paulo Coelho, e quanto abbiamo bisogno di guardare nitidamente l'orizzonte in questo periodo.

Adoro camminare e abito in Veneto, una regione che regala talmente tanti sentieri montani da avere solo l'imbarazzo della scelta. Davvero ci sono volte in cui mi sento in difficoltà nello scegliere la meta, perché la lista si allunga sempre di più e vorrei vedere più posti possibile.

Ovviamente nella stessa lista ci sono anche percorsi che ho già fatto, anni fa, e che ora vorrei far fare a mio figlio, che si sta rivelando un grande camminatore.

Che ci volete fare, alla bellezza non c'è mai fine, tanto vale mettersi di impegno ed esplorare il più possibile.

Così durante un mite novembre siamo saliti sulle dolomiti, tra Valle di Cadore e Calalzo per vivere un po' di montagna al limite tra l'autunno e l'inverno, quando non ha ancora nevicato tanto e gli alberi hanno ancora le foglie color ruggine addosso.

Siamo in provincia di Belluno tra le montagne rocciose che regalano colori incredibili al tramonto e all'alba, fenomeno che prende il nome di enrosadira, dal ladino diventare rosa: l'essenza delle dolomiti. 

Anche scegliere i sentieri, tra le tante proposte non è stato semplice, abbiamo quindi optato per un paio di percorsi meno battuti a dispetto di altri famosi presi d'assalto nell'ultimo periodo. Entrambi si possono fare in tutte le stagioni; con la neve, d'inverno, sono adatti anche a ciaspolate.


SENTIERO LE CORTE - MONTE TRANEGO

Si parte da Pozzale, a circa cinque chilometri da Calalzo, dove si lascia l'auto e si prosegue seguendo le indicazioni per il sentiero 252 che sale verso il Monte Tranego. Ad un certo punto la strada si divide e si può scegliere tra il percorso più ripido che si inerpica per il bosco o per la strada forestale più dolce e tranquilla e forse più noiosa. Ovviamente abbiamo optato per la prima opzione e abbiamo cominciato a salire in compagnia del mio fiatone (ah ah!) e della purezza dell'aria. Abbiamo incontrato giusto un paio di persone e un po' di neve rimasta dalla leggera nevicata di qualche giorno prima, e si sa, la neve rende tutto più magico e bello. Si sale ancora un po' tra rocce e prati ora che il bosco non c'è più, fino ad incrociare la strada forestale di prima che ci ha accompagnato fino in cima con i suoi sei tornanti. Il paesaggio è splendido e come sempre la fatica viene ripagata. Arrivati in cima al Monte Tranego sua Maestà l'Antelao era lì a darci il benvenuto con la sua bellezza e imponenza. abbiamo pranzato sopra una panchina con i piedi sulla neve e con un sole che ci scaldava nonostante le temperature fossero rigide. Dieci km, circa 800 m di dislivello, una buona dose di fatica, e un sole che assieme ad un cielo azzurro scaldava corpo e anima. Poi in cima tutto passa, tutto assume un altro aspetto.


VAL D'OTEN - RIFUGIO CAPANNA DEGLI ALPINI- CASCATA DELLE PILE

La Val d'Oten si trova tra il massiccio dell'Antelao e la catena delle Marmarole, praticamente la valle, di origine glaciale, fa da separatore. La conoscevo? Ovviamente no, ma è stata una scoperta di quelle belle, come quando una bella notizia ti cambia il corso della giornata iniziata un po' così e così. 
Abbiamo preso uno dei tanti sentieri della Val d'Oten, quello che porta alla cascata delle Pile. Sono circa dieci chilometri, poco dislivello, ma tanta bellezza. Un sentiero innevato, spruzzato di magia dove mi aspettavo di incontrare qualche fatina o un paio di gnomi, ma credo che per il freddo se ne siano rimasti al calduccio. Il silenzio interrotto solo dal rumore dei passi è qualcosa di unico, in una cornice come le Dolomiti ancora di più. Una boccata d'aria fresca e pulita, che in questo periodo è una delle cose più preziose. Quando ci sono stata io a fine novembre la neve aveva solo fatto capolino, ma la valle per nulla esposta al sole aveva conservato il manto bianco regalando un paesaggio incredibile.
Dopo aver raggiunto il Rifugio Capanna degli Alpini abbiamo proseguito verso la cascata delle Pile qualche centinaio di metri più avanti. Abbiamo provato a risalire la cascata, c'è un sentiero attrezzato con scalette di ferro e ponticelli, ma il ghiaccio rendeva tutto molto scivoloso e poco sicuro, almeno per noi.
Per percorrere questo sentiero l'auto si lascia a Praciadelan a circa cinque chilometri da Calalzo, dove trovate un parcheggio e da dove partono più sentieri.


Entrambe le escursioni mi sono ripromessa di provarle anche d'estate, magari allungandole quel pochino che non siamo riusciti a raggiungere con la neve ed il ghiaccio. Speriamo riaprano anche i rifugi e che si possa riprendere a camminare con la leggerezza che ci manca, portando solo il peso dello zaino...

DOVE DORMIRE A LIPARI: HOTEL MEA

by 7:09 PM




L'arcipelago delle Isole Eolie è una meta perfetta in cui trascorrere del tempo all'insegna del relax, del divertimento e della scoperta. Ognuna delle sette isole è diversa dalle sue sorelle e ha da offrire molte attività differenti in ogni stagione.

Io ci sono stata in primavera, in estate e in autunno e devo dire che ogni stagione ha i suoi buoni motivi per farvi vivere intensamente le isole.

Lipari è l'isola più grande dell'arcipelago ed è sempre un piacere tornarci per visitare il centro storico, le spiagge, per scoprirla dal mare e per fare del buon trekking. Ottimo punto di partenza, grazie ai molti collegamenti giornalieri, per raggiungere tutte le altre isole.

Ma dove dormire a Lipari durante la vostra vacanza alle Isole Eolie?

Nelle mie quattro volte in cui mi sono fermata a Lipari ho sempre soggiornato all'Hotel Mea.

È un luogo in cui mi sono sempre sentita a casa, circondata da sorrisi e cortesia, che a volte non sono così scontati durante un soggiorno, ma aggiungono valore al periodo di vacanza.

L'Hotel Mea si trova a pochi passi dal porto dove attracca l'aliscafo, vicinissimo al centro e ovviamente al mare del quale arrivano la brezza e il suo suono, in un concerto da ascoltare nel silenzio delle sere anche dal terrazzo della propria camera.

Il Mea è un boutique hotel, una pietra preziosa incastonata nell'isola di Lipari che è un gioiello da scoprire e visitare, come accennavo sopra in tutte le stagioni dell'anno. Il clima mite infatti permette di godersi il territorio anche in inverno, e in primavera ed estate le temperature sono perfette oltre che per fare trekking e passeggiate, anche per qualche tuffo.

L'Hotel è un elegante finestra sul mare, un punto di partenza per conoscere tutta l'isola con le sue meraviglie, i suoi angoli nascosti, le sue vie che si perdono nel tempo.

Le camere sono tutte confortevoli, comode e di classe. Ce ne sono con vista verso Marina Lunga, altre che volgono lo sguardo verso il castello di Lipari e altre che si affacciano sul giardino interno. 

Una delle cose che adoro ogni volta che arrivo al Mea è il profumo di limoni che si sprigiona dalle piante che si trovano nel giardino. Inebriante, l'aroma si sente anche solo a sfiorare le foglie, donando un ricordo indelebile da custodire nella memoria, da tirare fuori nei momenti di mancanza per questa splendida isola.

L'Hotel Mea dispone di due piscine, una delle quali riscaldata e con idromassaggio: per i momenti di relax che non devono mai mancare, magari in compagnia di un bel libro e di un cocktail.

Al ristorante dell'Hotel, il Ristorante Chimera, potrete provare i sapori della tradizione Eoliana e siciliana rivisitati in una chiave originale, in un contesto a dir poco romantico. 

Il Mea fa parte del gruppo Aeolian Charme Collection insieme ad altri alberghi di varie tipologie che sono pronti ad ospitarti nell'Isola di Lipari.  E a questo proposito ho un buono sconto per voi. Infatti è arrivato il momento di pensare alle vostre vacanze e ho a disposizione per voi un codice che vi permetterà di ottenere uno sconto per la prossima prenotazione in una delle strutture di Aeolian Charme Collection.

Il codice è CRI2021 ed è valido fino al 6 gennaio per la prenotazione delle vostre vacanze per il prossimo anno; basterà inerirlo nell'apposito spazio in fase di acquisto. Lo sconto non è applicabile per il mese agosto, ma il personale vi potrà aiutare nel costruire un preventivo adatto alle vostre esigenze per quel periodo.

Ovviamente pe motivi legati a questo particolare periodo le prenotazioni possono essere annullate a fronte di un voucher riutilizzabile. Per tutte le altre informazioni scrivete una email con tutte le vostre richieste.

Non vi resta che mettervi comodi sul vostro divano, accendere il pc e scegliere il periodo adatto per la vostra fuga alle Eolie. Vi dico solo questo, vi entreranno nel cuore e vorrete ritornare ogni volta che la nostalgia farà breccia nel vostro cuore....quindi sempre!





Foto di copertina scattata da Milena  - Viaggi e Vulcani

Articolo in collaborazione con Aeolian Charme Collection



CURON, STORIA DI UNA DIGA E DI UN PAESE SOMMERSO

by 2:54 PM


Del campanile che spunta dal Lago di Resia ne avevo sentito parlare marginalmente.

Sapevo che nei pressi del lago nasce il fiume Adige.

Sapevo che il lago è stato creato in seguito alla costruzione di una diga.

Sapevo che si trova in una delle più belle valli dell'Alto Adige.

Punto.


Non sapevo altro dello splendido specchio d'acqua sul quale si riflettono le più alte vette della Val Venosta. La meravigliosa Val Venosta.

Le foto in cui inciampavo su Instagram o Facebook erano un inno a chi ha lo scatto più bello con il campanile sullo sfondo, e la maglia intonata alle cime innevate delle montagne circostanti, o la gonna svolazzante fuori tema, fuori tempo e fuori luogo ma che acchiappa molti like.

Ero ignorante, e mi sento quasi in colpa per questo e per non aver scoperto prima il significato che quel campanile che esce dall'acqua porta con sé.

Curon si trova in Alto Adige, dove a nord attraverso il Passo Resia incontri l'Austria e a ovest  la Svizzera. Una terra di confine fatta di pascoli, masi, aria pura e sentieri da percorrere in mezzo alla natura con l'Ortles a dominarlo, quasi a proteggerlo.

Ero ignorante quest'estate quando ci sono andata per una gita in giornata, mentre ero in Trentino. Non conoscevo la storia di un popolo che ha visto spazzare via la propria vita. Ma ho visto orde di turisti fermarsi per lo scatto di una foto e andare via. Le foto le ho scattate anch'io perché un posto così è unico, commovente, pur sentendomi inadeguata a comprendere veramente.

Allora mi sono messa a cercare informazioni, e a rendermi conto di quanto poco si conosce di un luogo finché non ci si sbatte contro. Sia chiaro, quando viaggio non studio mai perfettamente tutto quello che andrò a vedere, mi piace sempre l'effetto "sorpresa" ma questa volta avrei preferito essere preparata. Perchè è importante, ci fa capire dove siamo e dove vogliamo andare...

Ho cercato informazioni online, ho letto storie e testimonianze, mi sono documentata per essere parte di una serie di eventi che si sono susseguiti in un periodo di grandi mutamenti per la zona. E gli eventi non erano granché belli: prima la guerra e poi la diga.

La storia del Lago di Resia si colloca negli anni cinquanta. Dopo la fine della guerra furono completati i lavori di una grande diga, per la produzione di energia elettrica, che  coinvolse due dei tre bacini naturali nel Passo Resia: Il lago di Resia e di Curon. Il Lago di San Valentino a sud, invece, è rimasto nel suo stato di origine. 

All'inizio si era previsto un rialzamento di circa cinque metri del livello dell'acqua, che non avrebbe portato a particolari problemi, invece l'acqua inghiotti per sempre il vecchio paese di Curon e parte del comune di Resia che oggi si trovano a 22 metri di profondità.

Hanno costruito un lago senza sapere dove mettere le persone. I soldi previsti per un indennizzo dopo la distruzione della casa non sarebbero bastati nemmeno per cambiare città, nemmeno per arrivare a Merano in autobus.

Un sistema concordato tra Italia e Germania chiamato le "opzioni" coinvolse gli abitanti di Curon dando loro la possibilità di scegliere tra le due cittadinanze e di trasferirsi in base al loro voto: diventare quindi o Italiani o Tedeschi. Ma loro non volevano essere nessuno dei due, volevano rimanere nel Sud Tirolo la loro terra. Il periodo che ne seguì fu pieno di tensioni che portò il dieci per cento della popolazione ad abbandonare il paese. Nello stesso momento, tutta la popolazione venne informata della distruzione delle loro case con un avviso scritto in ITALIANO e lasciato affisso solo per il tempo di sei giorni...Nessuno ovviamente lo guardò, nessuno sapeva leggere l'italiano e di conseguenza nessuno alzò obiezioni in merito. Il destino di Curon fu deciso senza che i propri abitanti ne fossero al corrente, e se ne resero conto solo quando arrivarono i primi espropri.



Ho letto poi Resto qui, di Marco Balzano. Lo avrete visto in molti nelle vetrine delle librerie. In copertina ha proprio quel campanile che spunta timido dal lago di Resia.




Un romanzo delicato ambientato tra la seconda guerra mondiale e gli anni cinquanta a Curon, una terra che non si è mai sentita Italiana, in bilico tra il fascismo di Mussolini e il nazismo di Hitler, dove la resistenza non era possibile.

Un romanzo "vero" costruito sulla vita degli abitanti di quel piccolo paesino di montagna fatto di bestie da portare al pascolo e di masi da custodire, di gente comune che di speciale aveva l'amore per la propria terra, un romanzo che racchiude la vera natura di quel popolo. Un libro che vi consiglio, non solo per la storia di Trina, ma per capire bene cosa è avvenuto e in che tempi è avvenuto tutto questo.

Un libro che parla di coraggio, di resilienza e di amore, quello schietto e velato.

Mi sono emozionata, forse se non avessi visto quel campanile dal vivo un mese prima non non avrei reagito allo stesso modo. 

"Nel giro di pochi anni il campanile che svetta sull'acqua morta è diventato un'attrazione turistica. I villeggianti ci passano all'inizio stupiti e dopo poco distratti. Si scattano le foto con il campanile della chiesa alle spalle e fanno tutti lo stesso sorriso deficiente. Come se sotto l'acqua non ci fossero le radici dei vecchi larici, le fondamenta delle nostre case, la piazza dove ci radunavamo. Come se la storia non fosse esistita."

Un paese bistrattato, una lingua che hanno dovuto cambiare: Mussolini aveva messo al bando il tedesco, cambiando anche i nomi delle lapidi al cimitero, nelle scuole si doveva imparare solo l'italiano.

Ci rendiamo conto di questo?

Per anni non ho capito, non capivo perché un paese italiano non parlasse italiano. Ancora una volta mi sono sentita profana, per aver lasciato in secondo piano l'identità di un popolo.

Perchè a volte ci viene raccontato solo un punto di vista e non va mai bene. 

Viene raccontato quello che si vuole far passare per giusto, e nemmeno questo va bene.

Non aggiungo altro, anzi no.

Ho deciso di passare qualche giorno in quegli splendidi posti l'estate prossima, visitare con una nuova consapevolezza la "nuova" Curon, quella riemersa dalle acque del lago e rinata con la forza e la voglia di vivere.




Foto dal web










N.B. Questo post contiene link di affiliazione ad Amazon.








 







GARGANO, SPIAGGE DA NON PERDERE DURANTE LA VOSTRA VACANZA IN PUGLIA

by 10:15 PM

 


Le spiagge da non perdere nel Gargano durante un week end lungo o una mini vacanza all'insegna del bel mare e del buon cibo in Puglia.


Quali sono le spiagge più belle del Gargano? Sicuramente molte, ma durante la mia fuga di qualche giorno in Puglia ne ho visitate solo alcune (il tempo è sempre tiranno eh eh) e ve le consiglio tutte, ognuna per la sua bellezza o particolarità.

Ho sempre pensato che settembre sia un mese perfetto per viaggiare alla scoperta di qualche angolo italiano, e quest'anno lo è anche di più. Avevo voglia di mare dopo un mese di montagna e di rigenerarmi prima di ricominciare a pieno regime tutte le attività lavorative e quelle scolastiche.

Sono ritornata nel Gargano dopo qualche anno, per poter ritrovare ancora quella bellezza non patinata e a tratti selvaggia che lo caratterizza. E l'ho riscoperta.

I turisti erano molto pochi, per lo più tedeschi e francesi e a guardare le foto sulle riviste e online pare che la parte della Puglia più gettonata quest'anno sia stata il Salento con le sue spiagge chiamate Maldive Italiane.

Non ci sono mai stata, quindi ho poco da paragonare, ma sono felice di essermi goduta un pezzetto di Puglia lontano dalla folla. Sicuramente la costa del Gargano è meno attrezzata, complicata a livello di collegamenti stradali, con spiagge a volte difficili da raggiungere, ma il bello sta proprio lì.

Per me è bella così, anche se in alcuni momenti mi sono detta: "Ma perché devo scavalcare un guardrail per prendere il sentiero che arriva alla spiaggia?"


Le spiagge da vedere nel Gargano 

Spiaggia dei 100 scalini a San Menaio

Se pensate che nel Gargano non si possa vedere un tramonto sul mare, beh vi sbagliate. A San Menaio, nella spiaggia dei 100 scalini potete vivere tramonti incredibili, come quello che vedete in foto. La spiaggia guarda a nord ovest, per questo potete assistere al sole che si tuffa nel mare. Per raggiungerla ci sono 100 scalini, che a scendere sono super belli, ma a salire vi fanno fare della bella ginnastica aerobica. Meglio farli con delle scarpe e non con delle ciabatte. Il mio consiglio quindi è quello di arrivare in spiaggia un'oretta prima del tramonto, con una birra ghiacciata e dei tranci di pizza da gustare in prima fila, perché quello che potreste vedere è uno spettacolo senza pari, e soprattutto gratis!



Spiaggia di Vignagnotica

Se le spiagge fossero tutte facili da raggiungere che gusto ci sarebbe? Vignagnotica si trova tra Mattinata e Vieste e c'ero arrivata di mattina, ma purtroppo un temporale di quelli belli forti mi ha fatto invertire il senso di marcia e tornare indietro alla ricerca del sole. Però, visto che non mi piace avere conti in sospeso, nel pomeriggio, con il sole finalmente in forma smagliante, ci sono ritornata. La strada per arrivarci non è larga e ha una pendenza a tratti importante: se arriva un'auto nel senso contrario, sperate di avere una rientranza per poter passare entrambi, altrimenti vi tocca la retromarcia. Ma suvvia, mica voglio terrorizzarvi! Quando arrivate al parcheggio, il posteggiatore vi chiederà una cifra folle, ma potete sempre contrattare in base alle ore che vi fermate....almeno con noi ha funzionato così.

Per arrivare alla spiaggia qui le scarpe da ginnastica sono d'obbligo, e io anche con quelle stavo rotolando giù. Il sentiero è sterrato e di terra secca con le radici che cercano di ribellarsi al terreno, quindi state attenti. Però tutte queste attenzioni servono per ammirare una delle spiagge più belle che io abbia mai visto, e non scherzo. Falesie calcaree a picco sul mare, grotte scavate nella roccia, le onde che si infrangono sui cottoli a far rumore, quel rumore bello che rilassa.

Sarei rimasta anche qui, per il tramonto e magari per cena, ma i due localini belli belli sulla spiaggia avevano deciso di chiudere alle sette, l'ora per me migliore per restare...

Ma va bene così, sulla strada del ritorno mi sono fermata a cenare alla trattoria da Tonino, immersa negli ulivi a pochi chilometri dal mare, a mangiare pancotto, olive e polpo alla brace. Consigliatissimo.


Spiaggia Chianca Massito

In questa spiaggia ci sono andata un po' per caso e un po' per ripiego (cercando il sole durante la pioggia, vedi spiaggia sopra), un po' perché altre spiagge erano inaccessibili... Si trova lungo la linea costiera di Monte Sant'Angelo. Il parcheggio è gratuito e si può scegliere se scendere a destra o a sinistra del promontorio. In entrambi i casi non rimarrete delusi. Scogliere, piccole insenature, ciottoli e acqua cristallina, direi il luogo perfetto per passarci qualche ora.

Spiaggia della Zaiana

Una delle spiagge più famose del Gargano e infatti non è difficile da trovare visto che le strade sono costellate di cartelli con tanto di frecce ad indicarne la direzione. Si trova nei pressi di Peschici e si trova in un contesto paesaggistico splendido. Si lascia l'auto nel parcheggio a pagamento e si scende attraverso una scaletta. Una volta arrivati si può scegliere tra il tratto di spiaggia libera e quello con lo stabilimento. Lunga più di duecento metri è incastonata tra due promontori, quasi a proteggerla, non dal vento che quando si mette a soffiare solleva cavalloni perfetti per giocare in acqua, ma anche la sabbia fine che vola ovunque: anche sul panino che state mangiando. Pur essendo molto gettonata in settembre è molto vivibile, direi quasi tranquilla, aspetto da non sottovalutare. Pare che di sera si trasformi in un luogo perfetto per beach party, mi spiace non ho appurato, ma vi confermo che di giorno è meravigliosa: quel trabucco sospeso mi fa impazzire...


Baia dei Campi

Una bella spiaggia di ciottoli di circa cinquecento metri a qualche chilometro da Vieste. Per raggiungerla o si passa attraverso l'omonimo campeggio o si prende un sentiero scosceso ma fattibile che parte dalla strada e arriva alla spiaggia in cinque minuti, ma non segnalato, quindi andate un po' a sentimento e appena vedete una breccia nel guardrail lungo la strada (a nord del campeggio) prendetela e vedrete il passaggio. Il mare qui ha colori incredibili e i due isolotti posti davanti sono un invito a fare una nuotata per raggiungerli. Mentre ero seduta a contemplare l'orizzonte ho visto un pescatore di polpi che ne ha pescato uno e mentre lo tirava fuori dall'acqua gli si avvinghiava sul braccio, poi gli ha staccato qualcosa a morsi e si è rituffato in mare con la sua preda...ma questa è un'altra storia.



Sono tutte queste le spiagge più belle del Gargano? Sicuramente no, ma sono quelle che io ho visitato e che vi consiglio!

Se ne avete voi da consigliare, scrivetemele nei commenti!


NOVA SIRI E DINTORNI, COSA VEDERE E DOVE MANGIARE SULLA COSTA LUCANA

by 7:30 PM



A Nova Siri ci sono capitata un po' per caso.

Cercavo un posto dove trascorrere qualche giorno sulla costa Lucana dopo essere stata a Matera e a Craco e mi era sembrata una buona soluzione. 

Nova Siri si trova nell'ultimo tratto di costa ionica prima di arrivare in Calabria, un borgo arroccato come molti in questa zona, che però scende fino al mare, tra le acque cristalline e le spiagge di sabbia e sassi che si alternano. Infatti il paese è diviso in due, come molti borghi nella zona: Nova Siri paese e Nova Siri scalo.

Ci sono stata a settembre, il mese che trovo perfetto per intraprendere qualsiasi viaggio alla ricerca della bellezza e lontano dal "traffico" turistico. Infatti la stagione estiva sembrava essere già quasi volta al termine, visto che molti servizi, anche sul lungomare erano già chiusi.

La meraviglia della lentezza, quella che caratterizza il sud Italia, e che si accentua in paesi come questi. Quello stato che si cerca sempre, ma che spesso è sopraffatto dalla fretta, dalla routine di correre a destra e a sinistra veloci come Speedy Gonzales, senza essere in Messico e senza che ce ne sia la necessità.

Ho passato qualche giorno qui e nei dintorni, solo un assaggio lo so, che però mi ha fatto capire un bel po' di cose, in primis che i peperoni cruschi dovrebbero essere patrimonio dell'umanità!!!

Nova Siri è un ottimo punto di partenza per visitare i dintorni, fatti di spiagge e borghi arroccati potendo sconfinare anche nella vicinissima Calabria.

Lungomare di Nova Siri

Beh, il lungomare non è fatto solo di brezza marina e profumo di salsedine, ma anche di arte. Eh sì, dovete sapere che la ciclabile/pedonale che costeggia il mare è popolata da panchine dipinte dagli studenti del liceo artistico con varie tecniche, quasi a diventare una sorta di street art. Per un pranzetto veloce e gustoso optate per un panino al pesce in uno dei localini lungo mare.

Rotondella

Anche se il nome fa un po' sorridere questo borgo è uno dei più belli che io abbia mai visto; è anche chiamato Balcone allo Ionio. Si chiama Rotondella per la sua pianta rotondeggiante con le strade che salgono a spirale. Il suo centro storico è fatto di piccoli vicoli collegati tra di loro e da gradinate che si inerpicano tra gli edifici. Da visitare assolutamente, consiglio nel tardo pomeriggio, quando il caldo è meno pressante, per poi fermarsi a cena...

Spiaggia di Roseto Capo Spulico

Anche Roseto Capu Spulico è un piccolo borgo, ma io ho visitato solo la sua spiaggia. L'accesso lo si riconosce dalla strada, si vede il Castello Federiciano che domina le splendide acque dello Ionio. Nato come avamposto di difesa è poi passato a castello Templare, poi presidio militare e infine luogo sacro per l'imperatore. Devo dire che è di grande effetto, e la spiaggia sottostante, di ciottoli e scogli è molto, ma molto bella. Questo tratto di mare è in Calabria, ma se faccio un grande salto mi ritrovo in Basilicata: i confini mi sono sempre piaciuti, delimitano, dividono... uniscono. E poi qui il mare è una favola, e pure la spianata, e perché i peperoni cruschi no?

Rocca Imperiale

Anche Rocca Imperiale si trova in Calabria, ad una manciata di chilometri dal confine. Un Borgo (splendido) costruito anch'esso come fortezza. Le strade e i vicoli sono molto ripidi, ma bellissimi da percorrere. Le auto vanno lasciate lungo la strada appena fuori dal paese e si continua a piedi, perdendosi a volte tra i vicoli e le vite sbirciate involontariamente attraverso le porte lasciate aperte, tra i panni stesi al vento e qualche gattino che miagola affamato all'ora di cena. Da Rocca Imperiale si vede il mare, ma soprattutto si vedono dei tramonti mozzafiato. Il posto giusto per goderseli è il Castello Svevo, che si raggiunge dopo una scarpinata, ovviamente in salita. Il castello si può visitare in determinati orari, ma io l'ho trovato chiuso anche negli orari giusti... Deve essere molto bello, soprattutto con una visita guidata, ma magari fate una chiamata prima di andarci.


Dove mangiare (Mi raccomando assaggiate sempre e comunque i peperoni cruschi!!!!)

Dintorni di Nova Siri

Tre spighe Colucci Viale della Libertà, 37/27

Una mattina ho preso 3 focacce di una bontà superlativa, una birra e un litro d'acqua, ed ho speso quello che spendo per una colazione al bar a Padova...

Un panificio che profuma di pane e amore.


Rotondella

Locanda Pane e Lavoro Via Papa Giovanni XXIII, 28  

Come a casa, ma con la tradizione lucana e vini speciali. Tutti prodotti sono a km zero e di una qualità che spesso fatico a trovare.

Me ne sono andata con la pancia piena, un sorriso da pace interiore ed un peperoncino di quelli che fanno sputare fuoco.


Rocca Imperiale

Trattoria dei Poeti, Corso Vittorio Emanuele, 84

In una location intima la signora Silvana vi proporrà un menù infinito, con piatti che ancora sogno di notte. Un consiglio, prima di andare lì a cena state a digiuno per due giorni... Con gli antipasti siete già a posto, ma resistete perché se non mangiate tutto si offendono!!!!

Palazzo Pucci Via Cincinnato, 15

All'interno di un palazzo storico si apre una corte dove sedersi e scegliere tra le specialità locali o ottime pizze. Per non sbagliare io ci sono tornata due sere e le ho assaggiate tutte e due! 



Chiedo scusa per le poche foto, ma per un fortuito incidente, sono andate perse. Mi tocca ritornare :).




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