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OH OH OH C’È UN REGALO PER TE

by 11:01 AM



Mi arrivano spesso dai miei lettori mail di richiesta informazioni per un viaggio che ho fatto, o semplicemente per un consiglio legato ad una meta, o per un hotel.
Questo mi rende felice per svariati motivi:

  • perché mi leggete
  • perché i miei consigli si rivelano utili
  • perché vi fidate di me
  • perché le ore che dedico a questo blog sono per voi
  • perché se a volte mi demoralizzo voi mi risollevate il morale.


Lo stiamo vedendo un po' tutti che il mondo dei travel blogger è cambiato; pensate che ci sono persone che si fanno chiamare così pur non avendo un blog, eppure blogger implica che ci sia una sorta di diario online dove scrivere le esperienze vissute. 
Ma a quanto pare ora basta avere un profilo instagram con molti followers, non importa se comprati o ricevuti con l'inganno basta averli... che tristezza.
Ma per fortuna ci siete voi, che ogni mese arrivate a leggere e a rileggere articoli anche vecchi. Voi che mi date anche consigli sui social, voi che mi correggete se sbaglio... eh mica siamo invincibili.
Ho aperto questo blog quasi dieci anni fa, di strada ne ha fatta e io con lui. Insieme abbiamo viaggiato tanto e grazie a lui ho conosciuto persone splendide online che sono diventate reali e abbracciabili, e questo è un regalo assoluto.

E visto che di regali, VOI, me ne fate continuamente, ho deciso, per questo natale, di farvene uno io. 
Purtroppo è un dono solo per  uno di voi, vorrei farne uno per ognuno, lo giuro, ma sarebbe un poco complicato!
Il regalo è la guida che ho scritto, con il contributo di altri splendidi viaggiatori, per Viaggiautori.
Una guida che adoro, perché racconta la Giordania.
La Giordania che amo incondizionatamente perché mi ha cambiata, mi ha resa migliore e con le sue differenze rispetto al mio Paese mi ha fatto crescere. Non è stato un colpo di fulmine, lo dico sempre, ma lentamente mi sono fatta sciogliere da un calore nuovo.
La guida è stata scritta nei ritagli di tempo e qualche volta di notte, ed è pensata per un viaggio di quindici o più giorni nella terra più affascinante che io conosca.
Pensate stia esagerando? Io dico di no, e non vedo l'ora di ritornarci, al più presto. 
Un buon proposito per l'anno nuovo!

La guida sarà consegnata via posta al fortunato vincitore grazie ad un sorteggio tra chi avrà un grande cuore (e il sogno di andare in Giordania) e commenterà sotto a questo post!
Scrivetemi perché sognate di andarci, o perché ci siete già stati e volete ritornarci, scrivetemi del perché viaggiate e cosa vi regala una partenza!
Insomma scrivetemi quello che sentite, anche che sono una befana, va bene lo stesso :).
Ricordate di indicare la vostra mail nel form d'invio del commento!


Potete commentare da oggi fino a sabato 15. Domenica 16 sceglierò (assieme ad un giudice d'eccellenza, cioè mio figlio) il commento più originale, sentito, che fa battere il cuore, e lunedì spedirò la guida al fortunato!

Come sapete sono presente su FB nella mia pagina Crinviaggio, su instagram @crinviaggio e su Twitter con lo stesso nome ovviamente. Racconterò anche in quei canali di questo regalo, quindi se vi va vi aspetto anche lì!

In bocca al lupo e grazie di cuore ancora e sempre!

C.

P.S MOLTO IMPORTANTE

Andate nel sito di viaggiautori.it e scegliete la vostra guida (ce ne sono 18, capito diciotto!!!) e inserendo il codice NATALE2018 avrete lo sconto del 30%. 

POMPEI IN UN GIORNO, INFORMAZIONI UTILI PER VISITARLA

by 6:45 PM



Ogni stagione è perfetta per visitare Pompei, e ve lo dico perché agli scavi ci sono stata molti anni fa, in un caldo dicembre e poi quest'anno ci sono ritornata a settembre, perché la storia bisogna incontrarla e viverla più volte sulla propria strada, per non dimenticarla. 

Ma ci sono tornata anche per un altro motivo.

Quest'estate ho chiesto a mio figlio se preferiva, durante il nostro on the road nel sud italia, visitare gli scavi o andare sopra il Vesuvio. Eh eh, avrei detto la seconda, e invece, complice la storia studiata a scuola ha vinto Pompei.

Abbiamo dedicato agli scavi una mezza giornata, dal primo pomeriggio all'orario di chiusura e si è rivelata una soluzione molto buona perché molti turisti visitano il sito la mattina e poi l'area archeologica si svuota verso metà pomeriggio; così abbiamo avuto un bel po' di tempo, senza la folla e il vociare continuo dei turisti, fino alle 19.30.
Risultato: ce la siamo goduta alla grande.

Pompei, come tutti sanno, si trova ai piedi del grande e magnifico vulcano Vesuvio. Ed è proprio per "colpa", passatemi il termine, di quest'ultimo che Pompei viene visitata giornalmente da migliaia di persone.
Nel 79 d.C. Pompei fu travolta dalla furia del Vesuvio, e gli abitanti impreparati allo svegliarsi della montagna furono letteralmente sepolti dalla cenere. Tutta la vita durante quella notte fu interrotta, una tragedia si abbatté sulla città. Quella notte terribile ha permesso di studiare negli anni come era la vita in quel periodo, che lavori si svolgevano, come erano le case, come ci si divertiva.

Come vi accennavo sopra, ci sono stata ad inizio settembre e di code per i biglietti nemmeno l'ombra, deduco quindi sia un ottimo periodo per visitarla, lontano dal caos estivo e dal caldo eccessivo. 
Una mezza giornata non è sufficiente per vedere tutto ma se si scelgono degli itinerari ben precisi senza correre il rischio di perdersi (anche se perdersi è bello) si riesce a vedere molto. Con il ticket consegnano la mappa per spostarsi più facilmente lungo vari percorsi.
Ho visitato il sito senza guide, solo con l'aiuto di qualche informazione scaricata dal web, giusto per poter girare in piena autonomia e potermi, come sempre, fermare quando più mi pare. So che una guida è più esaustiva, ma per questa volta avevo un piccolo archeologo alle prime armi che mi raccontava a modo suo cosa è successo in quegli anni lontani. 

Le cose da vedere sono tantissime e se ve elencassi tutte, oltre ad annoiarvi, vi perdereste il bello di scoprirle da soli. Quindi vi scriverò quelle che secondo me vale veramente la pena visitare. Prima di iniziare, mi raccomando cercate sempre il Vesuvio tra i resti degli edifici... lui è sempre lì presente quasi a vegliare.



Terme Stabiane

Sono state riaperte da poco dopo un restauro. La parola "terme" in me suscita sempre curiosità e voglia di relax assoluto, se poi da visitare sono le terme costruite in un'epoca antecedente all'anno zero riesco pure a spalancare la bocca in adorazione. I locali per il bagno erano divisi per sezione, maschile e femminile. C'era un vestibolo che anticipava la rotonda del Frigidarium (una vasca per il bagno freddo), per passare poi all'Apodyterium che altro non è che lo spogliatoio, dal quale si raggiungeva il Tepidarium, una sala calda che conduceva infine al Calidarium, la vasca con l'acqua calda. Le vasche e i locali erano riscaldati da un ingegnoso sistema che prevedeva il passaggio di aria calda prodotta da delle fornaci, attraverso dei tubi. Lo riuscite ad immaginare tutto questo? A renderlo ancora più splendido c'erano delle decorazioni in stucco e degli affreschi e raffigurazioni di miti. Per me una cosa meravigliosa...



Le strisce pedonali

Ebbene sì, a Pompei c'erano le strisce pedonali e questo fa riflettere su quanto fosse moderna la città. Ovviamente non erano come le nostre, ma la funzione era più o meno la stessa. Dei grossi blocchi di pietra disposti perpendicolarmente alla carreggiata e sopraelevati rispetto alla strada, ma posizionati in modo che i carri ci potessero passare tranquillamente: ingegnoso. Utilissime anche nei giorni di pioggia abbondante perché permettevano di restare sempre con i piedi all'asciutto! 




Tempio di Apollo

Il Tempio di Apollo è uno dei più antichi della città, anch'esso sommerso dall'eruzione del Vesuvio. Apollo era la divinità più venerata di Pompei e di conseguenza il tempio era il fulcro della città, il punto con più afflusso di persone, fino a quando non arrivò Giove a scavalcare il Dio del Sole oscurandone la potenza. Per me resta uno dei luoghi più belli da vedere, pensate che all'interno del tempio venivano fatti i "Ludi Apollinari", i giochi dedicati al grande Dio.




Il Lupanare

Non vi nascondo che per me le raffigurazioni del lupanare sono fonte di curiosità e esercitano un certo fascino.
Si trovano nell'edificio a due piani, chiamato appunto lupanare, che era adibito alla prostituzione. Detta così perde il suo fascino, ma effettivamente erano case di appuntamenti nelle quali i ricchi signori di Pompei incontravano le donne per brevi e intensi momenti di effusioni. Niente di nuovo, ma le riproduzioni pittoresche sui muri ricordano che quel luogo era anche accogliente, o semplicemente raffiguravano una lista di prestazioni che la prostituta poteva assicurare al cliente. Il Lupanare si trova nell'unica via che non è perpendicolare alle altre, questo per rendere meno visibili ai passanti i visitatori di quel luogo di perdizione.



Teatro Grande

La bellezza di potersi immaginare cosa veniva rappresentato in questo teatro: commedie, mimi e pantomimi. 
Fu costruito alla base di una collina così da poter sfruttare il costone per la gradinata; dal punto più alto si ha un bellissimo panorama sui Monti Lattari e sulla Valle del Sarno. Poteva contenere fino a cinquemila spettatori, e la gradinata superiore era divisa in sette settori e protetta da un muro che fungeva da sostegno per un telone messo a riparare le persone dal sole e dalle intemperie. 




Poi ci sarebbero da raccontare mille altre cose da non perdere, curiosità e modi di vivere, che a volte mi sembrano così vicini ai nostri ma sono di un'epoca che è sfumata via molti secoli fa. A volte mi par strano che in mezzo ci siano stati anni bui e sporchi, come il medioevo per esempio, quando i romani erano avanti anni luce soprattutto nella cura dell'igiene del corpo... mah.
Ci sono poi molte case di ricchi signori nelle quali ammirare mosaici quasi intatti, e anche i calchi delle persone sorprese durante quella notte dalla cenere del vulcano prima e poi dalla lava. Preferisco non parlarne, mi fa sempre male vederle e ricostruire nella mia mente la triste fine che hanno fatto, ma ci sono vari spazi dove si possono vedere.



A Pompei ho dormito una notte all'ostello Pompei Hostel Delux, in centro città, a circa un chilometro dagli scavi. Molto carino con un patio all'aperto dove fare colazione, e il posto auto all'interno, che non è mai una brutta cosa. Super consigliato, anche per il costo: 70 euro la tripla.

Qui a seguire qualche foto degli scavi, ne ho un sacco, ma non vi tedio! Ciaoooo
















L'ISOLA DI CEBU, DUE GIORNI TRA MARE E SORRISI

by 5:46 PM





Continua il mio racconto sulle Filippine, paese di una bellezza estrema, luogo dove i sorrisi sono contagiosi.

Siamo arrivati a Cebu da El Nido con un volo della super compagnia aerea Air Swift.
Anche questa volta, prima di salire ho fatto testamento, ma come nel volo precedente da Manila a El Nido, tutto è andato bene, nonostante il minuscolo aeroplanino a eliche.

Cebu è una provincia delle Filippine che si trova nella regione delle Visayas e comprende l'isola più grande, Cebu appunto, e altri 150 isolotti.

Cebu è stata una meta decisa all'ultimo, su due piedi. Il motivo per cui non l'avevamo messa da subito in programma si chiama "stagione delle piogge" e abbiamo di conseguenza aspettato per vedere quale luogo sarebbe stato meno colpito in quei giorni
Avremmo voluto vedere e fare tantissime cose, ma con il tempo a disposizione e con gli imprevedibili tempi di spostamento filippini, abbiamo optato per fermarci un paio di giorni nello stesso posto, cioè a Mactan, una piccola isola (unita da due ponti) poco lontana dalla più grande Cebu della quale fa parte.
Proprio in questa isoletta morì il navigatore Magellano nella famosa battaglia di Mactan il 27 aprile del 1521. Pare che il Re Filippino Lapu-Lapu non volesse sottostare al nuovo Re di Spagna Enrico V, e fu quindi attaccato da tre navi dove durante lo scontro ci furono molte vittime, tra le quali appunto il famoso navigatore Magellano.

Come nel resto del Paese, anche in questa isola i sorrisi sono la parte migliore, soprattutto quelli dei bambini. Le città sono fatte da chi le abita e a Lapu Lapu, città principale di Mactan, ogni angolo parla, ogni persona sorride.
Due giorni sono molto pochi, ma sono stati un ottimo assaggio delle meraviglie da vedere. Ci siamo fondamentalmente dedicati al mare, perché in luoghi come questo, lui è il protagonista e non se ne ha mai abbastanza. 




Per la nostra giornata in mare abbiamo contrattato direttamente al porto con il proprietario di una bangka, la barca tipica Filippina.
Solo noi, e il piacere di non fare tour turistici ma di entrare nella cultura locale. 
La giornata è trascorsa in balia delle calme onde al largo dell'isola, tra vari spot dove fermasi a fare snorkeling o dei grandi tuffi. Con noi una signora filippina anche lei proprietaria della barca che avrà avuto si e no settantanni e che ci ha fatto compagnia silenziosamente per tutto il tempo, tranne in due momenti: per venderci degli oggetti di artigianato e per dirci che il temporale stava arrivando e che era ora di rientrare.
La giornata è stata splendida, senza alcun dubbio, i pesci da ammirare sono colorati, e solo il paesaggio mette in pace con il mondo.
Per mangiare, prima della partenza, abbiamo fatto la spesa in un panificio, prendendo pressoché cose a caso, che per fortuna si sono rivelate molto buone: panini di vario tipo, dolci e salati.





Dove dormire?
Noi abbiamo soggiornato all'Hotel Be Resort Mactan, non economicissimo (circa 100 euro la tripla) ma molto bello e ad un passo dal mare. Il giorno in cui siamo arrivati siamo stati ad ammirare il tramonto stesi su comode poltrone. C'è anche una bellissima piscina, dove neanche a dirlo i bambini si sono tuffati mille mila volte. Beh sì, bambini, perché ero in viaggio con la mia amica Milena, e se non avete letto i post precedenti a questo sulle Filippine, correte subito a farlo!!!!

Dove mangiare?
Il cibo Filippino ha fatto breccia nel mio cuore e questi posti, se passate da quelle parti, dovete assolutamente provarli!
Il primo è Maribago Grill e Restaurant (Maribago, Lapu-Lapu), cucina tradizionale e OTTIMA! Il locale è all'aperto e si mangia sotto delle capanne di legno rialzate da terra. Non mi ricordo bene cosa ho mangiato, chiedo venia, ma di sicuro c'era qualche gambero in mezzo!

Il secondo è l'Inday Pinas Sutukil (Punta Engaño Rd, Lapu-Lapu City) e si trova all'interno di un mercato. La cosa bella è che ti puoi scegliere il pesce che poi cucineranno. In realtà non si sa se effettivamente cucineranno proprio quel pesce, ma mi piace pensarlo. Il locale dove si mangia sembra il piano superiore della casa del proprietario, in una grande terrazza con vista sulla baia di Magellano. Si vocifera che le patate fritte siano state le migliori mangiate nelle Filippine, credo di non aver fatto in tempo ad assaggiarle per poterlo confermare. Confermo invece la bontà di tutti gli altri piatti, compreso il pesce!

Il giorno seguente lo abbiamo dedicato a navigare verso la meta successiva, con la stessa bangka del giorno precedente, con la stessa signora settantenne o forse più e con un temporale da ricordare... ma questa è un'altra storia!







COLLI EUGANEI, 6 SENTIERI NELLA NATURA

by 1:39 PM


I Colli Euganei sono dietro casa mia, lì un po' più a sud.
Se esco in terrazzo li vedo. A volte, nelle giornate limpide mi sembra di poterli toccare con le mani.
Abito a Padova e in una manciata di chilometri li posso raggiungere, come e quando voglio.
Negli ultimi anni li ho un po' trascurati, lo devo ammettere, e per questo motivo ho deciso da quest'anno, di dedicare loro molto più tempo.
Così mi sono ritrovata a mettere ai piedi scarpe adatte per scoprire meraviglie dietro l'angolo.
Ho unito l'utile (allenamento fisico) al dilettevole (lo stare in mezzo alla natura). Il risultato? Ho scoperto luoghi bellissimi e il mio cuore e il mio fiato hanno ringraziato!

I Colli Euganei si trovano a sud di Padova, sono di origine vulcanica e risalgono a 40 mila anni fa. Non sono proprio giovani ma si mantengono molto bene direi. Le loro forme che spuntano dalla pianura padana regalano un paesaggio unico!
I rilievi sono circa un centinaio e la loro altezza non supera mai i 600 m; sono tutti diversi e con caratteristiche proprie, alcuni sono veri e propri borghi abitati che sembrano essere usciti da una favola. Dal 1989 i Colli Euganei fanno parte del primo Parco Regionale del Veneto a tutela e valorizzazione del territorio.
Molti sono i sentieri da fare a piedi ma non solo; infatti ci sono percorsi anche per le mountain bike e per chi ama andare a cavallo.
Io per il momento mi sono limitata a quelli a piedi, ma mai dire mai!

Oggi vi porto a fare con me sei sentieri che ho provato in quest'ultimo anno e che mi sono piaciuti molto. Alcuni ben segnalati, altri un po' meno: lo so che a volte è bello perdersi, ma dentro ad un bosco anche no. Sono tutti a misura di bambino, con me c'è sempre stato mio figlio, che però è un gran camminatore. 
Sono percorribili nella maggior parte dell'anno, con maggiore attenzione con la pioggia e con la neve, ma per il resto ogni stagione regala colori unici.
Prima di intraprendere un qualsiasi sentiero sui Colli Euganei, è bene assicurarsi di avere scarpe comode da ginnastica, ma meglio da trekking, dell'acqua, repellente per le zanzare d'estate, cappellino per il sole, una mappa cartacea o sul telefono (attenzione che in molte parti il segnale è praticamente nullo).
Non lasciate rifiuti e cartacce in giro, non ascoltate la musica ad alto volume, i suoni della natura vi stupiranno; lo dico perché mi è capitato più di una volta di vedere persone con il volume del telefono alto mentre ascoltavano la musica camminando...

Sentiero del Monte Venda n. 9
Il Monte Venda con i suoi 603 m è il più alto di tutti i Colli Euganei. Lo si riconosce subito dalla pianura per le sue installazioni militari; infatti ha ospitato una base Nato tra il 1955 e il 1998 situata in un bunker del monte. Il sentiero è molto facile con un dislivello praticamente nullo, per una lunghezza di circa sei chilometri. Il percorso inizia presso Casa Marina, in via Sottovenda. Prima di cominciare il percorso fermatevi a vedere l'anfiteatro del Venda', uno spazio immerso nel verde, tra i vigneti, dove vengono organizzati nel periodo estivo molti concerti. Una volta arrivati al sentiero incontrerete boschi di roverella (quercia), corbezzolo e tiglio, tipici della zona collinare. Non perdetevi il Laghetto dei maronari (maroni/castagne) che nei periodi estivi potrebbe essere in secca, ma che ha attorno molti alberi di castagni secolari belli grossi. Ci sono spazi adibiti per il pic nic, quindi ideale per un pranzo al sacco o una merenda alternativa!




Sentiero del Monte Grande n. 14
Il sentiero del Monte grande è ad anello. Non è difficile, ma si cammina in salita con un dislivello di circa 150 m ed è lungo poco più di 4 chilometri, per la maggior parte all'ombra di alberi, molti dei quali castagni, per arrivare a quota 476 m. Il punto di partenza si trova di fianco alla baita Le Fiorine (dove i fidanzatini si vanno a sbaciucchiare e dove vedere delle splendide stellate e una vista su Padova mozzafiato) ed è in discesa, ma non gioite che poi si sale eh! Lungo il sentiero oltre a molti tratti panoramici dove fermarsi, troverete anche delle opere realizzate con massi ciclopici che hanno la funzione di sostenere la scarpata, ma sono anche bellini da vedere: alcuni rappresentano dei volti. Non potete sbagliarvi perché a guidarvi sarà sempre il radar meteorologico del centro sperimentale per l'idrologia e meteorologia che si trova in cima al monte. Dopo il radar si scende fino ad arrivare al punto di partenza. In zona, se siete amanti delle evoluzioni tra gli alberi agganciati ad un cavo potete divertirvi al parco avventura Le Fiorine, ci passate proprio in mezzo mentre terminate l'escursione.





Sentiero di Rocca Pendice n.21
Rocca Pendice è famosa qui nella provincia di Padova per la sua parete di roccia dove fare arrampicata sportiva. Molti appassionati, infatti, vengono armati di corda, imbragatura e moschettoni per passare qualche ora di adrenalina in parete.
Il sentiero parte in prossimità del cimitero di Teolo, dove si può anche lasciare la macchina o da Castelnuovo. Il percorso si estende per circa quattro chilometri con un dislivello di 170 m.; non è complicato, bisogna solo stare attenti perché alcuni tratti sono esposti su roccia. Attenzione perché in alcuni punti si perde traccia del sentiero e non si capisce bene da che parte proseguire, quindi è facile perdersi, per poi ritrovarsi ovviamente...
Sulla sommità del colle si trovano i resti del Castello di Speronella, e nei dintorni invece sono stati scoperti, scolpiti nella roccia, i simboli della famiglia dei Carraresi, gli antichi Signori di Padova. A Rocca Pendice nidifica il falco pellegrino, quindi durante alcuni periodi è vietato usare la palestra di roccia per non disturbarlo.




Sentiero Monte Fasolo n.12
Il sentiero del Monte Fasolo parte da Cinto Euganeo, è lungo circa quattro chilometri con un lievissimo dislivello di ottanta metri, quindi super facile e adatto a tutti, ma soprattutto meraviglioso per i paesaggi che offre durante la passeggiata. Il sentiero si snoda sul versante settentrionale del Monte Fasolo e anche qui si attraversano boschi di castagni. Un percorso ad anello dove si può vedere anche l'albero di Giuda, che leggenda (o verità?) vuole essere quello sui cui rami Giuda si impiccò... mah. Anche qui si nota una varietà incredibile di piante e, se siete un po' appassionati, troverete piacevole scoprire carpini, noccioli, frassini e la roverella.




Sentiero Monte della Madonna n. 17
La lunghezza di questo sentiero è simile a quella di tutti gli altri, di circa quattro chilometri, solo il dislivello si fa un pochino più interessante, di trecento metri, quindi dovrete faticare di più! Il Sentiero che parte da Rovolon lungo via San Giorgio arriva fino al Santuario della Madonna del monte. L'ho fatto quest'estate e la giornata era molto calda e umida (anche se i colli hanno un clima migliore della pianura) quindi la vista non era delle migliori, ma l'escursione è stata molto interessante. Qualche centinaio di metri prima di arrivare in cima, fermatevi al bivio della vecchia rampa dei deltaplani, per avere una visuale mozzafiato sui colli attorno. Se fatta d'inverno nei giorni di nebbia è ancora più suggestivo. Arrivati in cima potrete visitare il monastero, riposarvi sulle panchine e bere acqua fresca dalla fontanella!







Sentiero per la cascata Schivanoia
Una breve e piacevole passeggiata all'interno del Parco dei Colli Euganei porta alla cascata Schivanoia. Una cascata naturale che nasce dall'omonimo corso d'acqua e si raggiunge dal terzo tornante in salita della strada che da Teolo conduce a Castelnuovo. Troverete il cartello con la dicitura "Castagneto di Schivanoia".  Nel primo tratto il sentiero è costeggiato da un magnifico castagneto, neanche a dire che il periodo migliore per visitarlo, secondo me, è l'autunno, quando i ricci delle castagne sono sparsi ovunque e i colori sono di una bellezza unica. Anche qui le segnalazioni non sono perfette, ma seguite la strada che scende verso il rumore della cascata per non sbagliare. La cascata è piccola ma è in un contesto fiabesco attorniata dal muschio e dalle pareti del colle. Visto il luogo appartato non è difficile trovare coppie che si scambiano effusioni amorose, e fotografi curiosi! Scarpe da trekking sempre consigliate per il possibile terreno fangoso e scivoloso sulle rocce.





Le foto non sono di ottima qualità (tranne quella in copertina)...perché solitamente durante il trekking o le passeggiate, viaggio leggera :) e scatto con l'iPhone!




DOVE DORMIRE A BENEVENTO: B&B LA FARA

by 7:54 AM

Quest'anno sono ritornata a Benevento per la xx esima volta.
Giuro non lo ricordo, ci sono stata tantissime volte, e questa di settembre scorso era l'ultima tappa del mio on the road in giro per il sud Italia.
L'occasione era un matrimonio di amici.
La città sempre splendida, gli sposi pure.

Di Benevento non ho mai parlato, mi bacchetto le mani, e invece ha bisogno di essere conosciuta sotto molti punti di vista, e prometto che le dedicherò un post molto lungo e molto dettagliato, è da tanto che ne voglio scrivere, e credo sia arrivato il momento.

Ma oggi vi voglio parlare del b&b La Fara, che ha creduto nel mio progetto di far conoscere la città di Benevento e mi ha ospitato nei due giorni in cui ci sono stata.
Ad accogliermi Dario, il proprietario, un ragazzo carinissimo che mi ha fatto sentire a casa.



Il b&b si trova in centro a Benevento, un valore aggiunto che apprezzo, perché poter lasciare la macchina parcheggiata e uscire a piedi per la città è una cosa che adoro, senza dover diventare matti a trovar posteggio. E' a pochi passi dal Duomo e dal Corso, e a circa un km e mezzo dalla stazione che si raggiunge con una passeggiata di venti minuti o con i mezzi pubblici.
Al primo piano di un' antica palazzina, La Fara profuma di nuovo e di accoglienza colorata, è stato da poco ristrutturato, ed è composto da un angolo per la colazione con la cucina a disposizione, e tre camere dai nomi splendidi: Il Conte, Il Diacono e La Principessa, tutte con bagno privato.
Io ho soggiornato nella camera Conte, la camera più grande, a misura famiglia dove si può aggiungere un letto o una culla, con un carinissimo balconcino che si affaccia sui vicoli sottostanti. Io adoro, la mattina appena sveglia, aprire le finestre per ascoltare la città che comincia a svegliarsi con me. Sono le piccole cose che rendono migliore un giorno, non pensate?




Il tutto è arredato con cura, nei dettagli e nei colori, un nido confortevole dove passare del tempo, riposarsi e preparare una visita alla città o nei dintorni (che sono splendidi).
La colazione è autogestita e su richiesta vengono procurati prodotti vegan e gluten free. Il wi-fi è gratis e funzionante, e cosa carinissima, sono ammessi gli animali, la prossima volta quasi quasi ci porto anche la mia micia!
Io che amo farle con calma le colazioni, mi sono rilassata e goduta tè e tisane mangiando biscotti.




Ma io che mi faccio un sacco di domande, a volte pure troppe, mi sono chiesta il significato del nome Fara.
Ebbene pare pare che la Fara fosse l'unità fondamentale dell'organizzazione sociale e militare dei Longobardi che avevano, tra le altre cose, occupato Benevento per molto tempo, quasi una comunità di famiglie, di militari ecc. Infatti, mi spiegava Dario, nelle rievocazioni in città, vengono nominate la Fara del Conte, della Principessa e del Diacono, nomi che lui ha poi messo alle camere del b&B, per ricordare la storia e per dare un senso di comunità e famiglia allargata alla propria struttura. Bello no?




Mi sono trovata molto bene, è indubbio, e La Fara è un ottimo punto di partenza per andare a caccia di streghe a Benevento, o per gustare lo Strega, o i torroncini, o la pasta Rummo, o... eh eh ve lo racconto i un altro post!

Grazie Dario e B&B La Fara.





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