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UN VIAGGIO INASPETTATO ED IL TEMPO RITROVATO

by 2:02 PM




Ieri sera sono uscita in terrazzo.
Saranno state le dieci e mezza o giù di lì.
L'aria pungeva, le temperature negli ultimi due giorni sono scese un bel po', mi sono avvolta la coperta addosso e ho messo il piede sulle mattonelle fredde, il sole del pomeriggio non le aveva scaldate a sufficienza.
Ho alzato la testa al cielo, ho ascoltato l'assordante silenzio ed ho inspirato un profumo di aria che non sentivo da tanto.
Sono assettata di sensazioni in questo periodo, come tutti.
Ho visto un cielo stellato che non vedevo da tanto, soprattutto sopra la mia città, un manto puntinato quasi casualmente da piccole luci; ad avere avuto una matita stellare avrei potuto unirle per formare le costellazioni.

Sono piccole emozioni, piccole cose alle quali non ero più abituata.
Come il silenzio, a volte quasi surreale.
Anzi no, è surreale, come molte altre cose in questo momento storico.

Mi soffermo spesso davanti alla finestra, per guardare come tutto può cambiare in un istante, come tutto è diventato fragile, in bilico sul palmo della mano, pronto a cadere e a frantumarsi in mille pezzi se non tenuto saldamente.
Ed io lo voglio tenere saldamente, con tutte le forze.
Il paesaggio è lo stesso, da qualsiasi finestra io mi affacci, ma la mia fantasia non ha mai avuto limiti e navigo costantemente nelle case delle persone, creo vite e progetti non miei.

Sto bene, stiamo bene, a tutto il resto dedico il mio spirito di adattamento che mi accompagna da sempre, lo stesso che sfrutto durante un viaggio, quando le condizioni non sono come si erano prospettate, ma è un viaggio e gli imprevisti sono sempre dietro l'angolo, come lo sono nella vita.
E oggi noi stiamo vivendo tutti un imprevisto.

Non mi lamento, per quale motivo dovrei farlo? Seguo le regole, faccio cose in casa (e nemmeno tante più di prima), leggo (non con la concentrazione che vorrei), guardo film e serie TV (un ottimo rimedio a tutto), cucino e mangio (come ho sempre fatto).
Ammiro e ringrazio chi in questi giorni è in prima linea su tutti i fronti di aiuto.

Sono giorni che cerco di concludere questo post, faccio fatica, ma non fatica a scriverlo, le dita vanno veloci come sempre, io amo scrivere.
Ma mettere nero su bianco emozioni e paure mi fa un certo che, misuro tutto, ogni singola parola.
Sono ottimista, e badate bene che io non lo sono quasi mai. Non brillo mai di positività, il pessimismo si impossessa spesso e volentieri delle mie volontà...

Cerco di non  abbattermi, cerco di non leggere tutto il giorno notizie alla ricerca di chissà cosa, uso poco i social e seguo e ascolto persone che mi facciano star bene o che mi comunichino notizie veritiere: tutti quelli che condividono negatività e fake news sono magicamente stati messi da parte.
Ci servirà un po' di questo ottimismo anche per il dopo...





Sono al giorno n di quarantena e se non conto il fatto che mi è vietato camminare, andare a trovare mia madre e abbracciare i miei nipotini, vedere gli amici, non è cambiato poi molto.
Fondamentalmente lavoro quasi sempre da casa e così ho continuato a fare fino a che due delle aziende con cui collaboro hanno dovuto chiudere.
Continuo a lavoricchiare, da oggi un po' meno, da domani forse un po' di più, chi può dirlo. 
Una cosa è certa, ho molto tempo per pensare.
Il tempo ritrovato, quello che non c'era mai.
All'inizio il disagio era quello di non avere il controllo della situazione, di non avere un punto fisso all'orizzonte, una scadenza lavorativa, una data alla quale attaccarmi.
Ora i pensieri fluttuano più o meno leggeri di pari passo con il cambiamento che inevitabilmente mi e ci trasformerà.
Mi tengo occupata la mente mentre so che cambieranno ancora molte cose, le nostre vite ed il modo in cui le abbiamo sempre affrontate.
Ci saranno nuove consapevolezze, quelle che magari si erano perse nella nebbia dell'incoscienza, la stessa nebbia che qui in Val Padana non fa vedere ad un palmo dal naso.

Tornerò a viaggiare (anzi TORNEREMO), con coscienza, con avidità ed energia, con la voglia di abbracciare il mondo amplificando tutti gli abbracci che in questo momento ci sono negati.

Nel frattempo colleziono sogni e progetti, piccole cose e ricordi; vecchie foto e video di sorrisi, telefonate e messaggi, tazze di tè bollenti e torte di mele, libri da leggere sul comodino e film da vedere in lista su Amazon Prime, Disney Plus, Now Tv, e poi puntualmente guardo quello che non mi ero salvata...

E fotografo, scatto istanti di questo nuovo e momentaneo stile di vita, da riguardare poi tra qualche tempo.


In fondo anche questo è un viaggio, non programmato, ma sempre un viaggio è.






Cari viaggiatori, nonché miei lettori vi mando un abbraccio immenso, di quelli che stritolano, ma senza fare male.
A presto con nuovi racconti... di viaggio però ;)




LANZAROTE O FUERTEVENTURA?

by 8:08 PM


Clima primaverile tutto l'anno, paesaggi lunari, spiagge immense, vulcani da ammirare e paesini da scoprire: queste sono le isole Canarie, raggiungibili in poche ore dall'Italia, belle e calorose come le persone che le abitano, che hanno fatto del vento e della natura la loro dimora.
Le canarie sono formate da sette  isole principali e di queste ne ho visitate per ora due: Lanzarote e Fuerteventura.
Oggi vi parlerò di queste due sorelle e di cosa non lasciarsi scappare tra i loro confini. 
Sorelle vulcaniche diverse, ma che sotto sotto assomigliano alla loro madre natura che le ha create con amorevole passione.
Se volete invece avere qualche informazione in più sul resto dell'arcipelago, vi rimando a quest'articolo online scritto dalla rivista di Expedia  Explore, che riesce a dar una panoramica generale sul particolare carattere di ognuna di esse.  

Non sapevo cosa aspettarmi prima di conoscerle. 
Avete presente quando partite senza aspettative, magari solo con qualche commento in testa che dice: beh sì carine, niente di che.
Il niente di che è ben lontano da quello che ho scoperto visitandole.
Sono stata ammaliata, un colpo di fulmine, un tuffo al cuore, continuo con le sdolcinature?
Lanzarote e Fuerteventura si trovano a circa cento km dalla costa africana del Marocco nell'Oceano Atlantico. Soffia spesso il vento, direi inevitabile, ma è primavera dodici mesi l'anno e questo non fa che rendere ancora più forte il desiderio di partire.
A chi mi chiede spesso se una sia meglio rispetto l'altra rispondo sempre che il metodo migliore per scoprirlo è vederle entrambe.
Così come ho fatto io, ma non è che ho risolto il dilemma, perché sono splendide tutte e due.

Lanzarote
Il calore in formato isola, ancora palpabile ad anni di distanza.
Una terra aspra, dove l'acqua non si trova nel sottosuolo, dove gli unici animali sono le capre e le piante più ricorrenti i cactus e dei vigneti molto particolari: detta così la vita in questo posto sembra tutt'altro che facile, eppure...
I vulcani che la formano, circa centoquaranta, non sono più attivi ma donano al paesaggio delle sembianze "lunari" molto affascinati, grazie anche alle molteplici sfumature di colore che la terra assume nei vari momenti della giornata, fino ad infuocarsi al tramonto.
Tutto è molto rilassato, ci si fa presto ad abituare ai ritmi lenti, la trovo per questo una meta ideale per staccare la spina e svuotare la mente troppo spesso affollata di pensieri.

Cosa non perdere a Lanzarote? (ci sarebbe da non perdere nulla, ma risulterei troppo prolissa...)

I vigneti a La Geria. Che voi siate amanti del vino o meno, non potete perdervi la particolarità di questa coltivazione. Le vigne crescono e danno i loro frutti grazie alla cenere del vulcano dove sono piantate. Vivono in condizioni estreme con poca acqua che assorbono dall'umidità e per non essere sradicate dal vento vengono piantate in  buche coniche protette da dei muretti a secco. Nasce così un vino sublime.




Spiaggia (Playa) Papagayo. Si trova nel sud dell'isola sulla costa del Rubicon e ci si arriva dopo una breve passeggiata ad effetto wow grazie ai colori paradisiaci che l'acqua assume con la luce del sole. La spiaggia è l'ideale per una mezza giornata di relax sole e mare: io ci ho fatto il bagno, a prova che non è poi così freddo! 


Foto scattata da Valentina Besana

Parco Nazionale del Timanfaya. Il simbolo del parco è El Diablo, un piccolo diavoletto che secondo le leggende del posto pare prevedesse le eruzioni vulcaniche di Lanzarote. Il parco è completamente formato da lava, non piante, alberi, solo lava a rendere il paesaggio ruvido e irregolare. L'entrata è a pagamento e il parco non si può visitare in autonomia ma solo lungo un itinerario stabilito e a bordo di un bus, questo per preservarne l'ambiente. Da fare assolutamente e se poi avete fame fermatevi al ristorante El Diablo per una cucina "vulcanica"!
Ah dimenticavo, Kubrik qui ci ha girato 2001 Odissea nello spazio...rende l'idea del luogo?






El Golfo del Charco de los Clicos o la Laguna verde. Il lago verde smeraldo si è formato nel cratere di un vulcano e nel 1730 dopo la sua ultima eruzione si è ingrandito formando così la laguna verde che è semplicemente di una bellezza strabiliante. Curiosità: il lago è collegato nel sottosuolo con l'oceano che ne rigenera sempre le acque. Vietato farsi il bagno, per questo è recintato, è una riserva naturale. Nel vicino paesino di El Golfo potrete rifocillarvi dopo aver stancato gli occhi con cotanta bellezza.



Cesar Manrique. Lui fu un 'artista con la A maiuscola, una persona talmente legata alla sua Isola tanto da farne la sua casa e disseminare opere e bellezza ovunque. Si potrebbe dire che il sinonimo di Lanzarote più azzeccato è Cesar Manrique. Ha letteralmente reso l'Isola un museo a cielo aperto realizzando opere che fossero in accordo con l'armonia dell'ambiente circostante. Visitate la Fondazione, da lui creata, una finestra sull'arte nel vero senso della parola, quell'arte che ha riempito la sua vita fino alla sua morte in un incidente...misterioso. Andate a scoprire la sua arte su tutta l'isola, sarà emozionante.




Teguise. In realtà tutti i paesini che abitano l'isola sono belli, perfetti e costruiti secondo un canone ben preciso: tutte casette bianche a forma di L per proteggersi dal vento, quando in certe giornate soffia incessante. Teguise, l'antica capitale spagnola non è invecchiata di un giorno, la sua impronta coloniale le regala ancora fascino incontrastato. Pare che la domenica ci sia un imperdibile mercato...





Cosa non perdere a Fuerteventura? (anche qui vale il "non perdere nulla)

Fuerteventura si arriva con circa un'ora di traghetto da Lanzarote. Un'ora che passa velocissima perché durante la navigazione stare a sbirciare a trecentosessanta gradi quello che c'è attorno è d'obbligo.
È la seconda isola in ordine di grandezza ed io la ricordo come un luogo dove la natura e i paesaggi ti vengono a prendere per mano e ti cullano per strade, spiagge e sentieri.
C'è da dire anche che è una meta ideale per gli amanti di windsurf, surf, vela, sci d'acqua e diving, quindi è vietato annoiarsi tra i trecentoquaranta chilometri di costa e le centocinquanta spiagge.

Dune di Corralejo. Sono delle dune che il vento proveniente dal Sahara Marocchino modella costantemente, cambiandone la conformazione giorno dopo giorno. Provate a pensare a dieci chilometri di dune vista oceano, un wow non è sufficiente: sabbia bianca e fine da calpestare rigorosamente a piedi nudi, scalare, con cui giocare. 
Attenti a parcheggiare in zona dune, è facile insabbiarsi e avere difficoltà ad uscirne poi. 







Los Lobos. Ecco qui, se si potesse, mi costruirei casa, lontano da tutto e da tutti per tornarci nei momenti in cui si necessita di silenzio. Se fossi uno scrittore mi ritirerei qui per scrivere il mio nuovo libro. Los Lobos è una piccola isola facilmente raggiungibile da Fuerteventura dalla quale dista due chilometri, dove il tempo si è veramente fermato, non è un eufemismo, qui non c'è la corrente elettrica, le uniche abitazioni che si incontrano sono quelle dei pescatori o di qualche persona privata che ha avuto la fortuna di poterlo fare al tempo; ora c'è la possibilità di campeggiare per una notte e di mangiare nell'unico ristorante. Ovviamente anche Los Lobos è di origine vulcanica, con tanto di cratere e sentiero per arrivarci! Ma c'è una novità: dato che in passato era invasa giornalmente dai turisti, hanno visto bene di limitare gli arrivi giornalieri a 400 persone, per preservare anche le specie animali e vegetali. Quindi è bene prenotare almeno un giorno prima attraverso il sito ufficiale entrees.es, o prenotando il biglietto del traghetto con la compagnia di linea che vi porterà nell'isola: in questo modo avrete di diritto il permesso.





Betancuria invece è l'antica capitale dell'isola. Il suo nome deriva dal suo scopritore, un certo Sig. Jean de Bethencourt, esploratore normanno che nel 1402 sbarcò per primo nelle Canarie. Si trova al centro dell'isola e a farle da guardiani ci sono due enormi statue alte circa quattro metri dei Re Ayoze e Guize che fino a prima della conquista spagnola si sono divisi l'isola, uno a capo del sud e uno del nord. Una città coloniale piena di storia dove perdersi tra le sue vie. Da non perdere la chiesa di Santa Maria ed il Museo Archeologico.




Scoprire l'isola. Fuerteventura la si può vivere per il mare ma  alcune meraviglie si possono scoprire e vivere visitando il suo interno, e devo dire che è ricca di percorsi favolosi, adatti a tutti e con vari gradi di difficoltà da affrontare a piedi, in bici e anche a cavallo. L'isola ha bisogno di essere raccontata anche attraverso le persone che la conoscono: Damiano è una di queste, ha trasformato la sua passione in lavoro ed ora accompagna i turisti alla scoperta dei lati più belli dell'isola, anche gastronomicamente parlando! Andate a vedere i suoi tour su natouraladventure.com.





Informazioni utili
Dall'Italia ci sono voli giornalieri che arrivano nelle due isole delle Canarie, molti di questi low cost e diretti. Va ricordato che i voli sono economici se prenotati con almeno sei mesi prima della data di partenza. Sappiamo tutti che ad agosto e sotto Natale le cifre salgono fino alle stelle, quindi se potete prendervi dei giorni fuori stagione, è la soluzione ideale anche in termini di traffico turistico.
Consiglio di noleggiare un'auto perché i mezzi pubblici, per quanto presenti, non arrivano ovunque. 
E poi prendetevi il vostro tempo...senza fretta.


Articolo in collaborazione con Expedia

 

FINALE LIGURE, IDEA PER UN WEEK END

by 8:00 PM




Che l'Italia sia la culla delle meraviglie da scoprire è un dato di fatto.
Ogni regione racchiude luoghi desiderosi di essere scoperti, ammirati e vissuti.
Alcuni di questi, che ho visitato negli ultimi anni, sia dietro casa che a qualche ora di auto erano a me sconosciuti, ed ho ritrovato il piacere, di passeggiare tra cittadine, borghi, musei, con la lentezza necessaria, senza folle di turisti.

A dicembre ho avuto l'onore di conoscere Finale Ligure e i suoi dintorni. 
La prima cosa, quel pensiero che ti passa nella mente alla velocità della luce, a cui ho pensato è stata: ma perché non vivo in una città vista mare?
A dicembre c'erano sedici gradi, un sole gradevole, nell'aria il profumo della focaccia, ed il suono inconfondibile delle onde durante la risacca.

Un posto perfetto per una fuga dalle grandi città, in inverno per le temperature miti, in primavera per vederla germogliare assieme ai fiori, in estate per amarla al mare.



In un fine settimana ho raccolto un po' di informazioni e di posti da non perdere se passate da queste parti.
Pronti?

Final Marina e Finalborgo sono due località che alla fine degli anni venti si sono fuse con il comune di Finale Ligure. 
Il lungomare di Final Marina è perfetto per passeggiare, fermandosi ogni tanto per scendere in spiaggia e sentire più da vicino l'odore della salsedine, o per togliersi le scarpe e affondare i piedi nella sabbia. 
Piccole cose che fanno star bene.
La fretta e lo stress che ci attanagliano ogni giorno hanno bisogno di essere addolciti con momenti come questi, di tranquillità, chiacchiere e magari un libro da leggere per qualche capitolo seduti su una panchina vista Mar Ligure.
C'è poi l'arco di Margherita di Spagna che si trova in Piazza Vittorio Emanuele II, costruito nel milleseicento e dedicato alla figlia di Filippo IV di Spagna che era di passaggio a Finale prima di raggiungere Vienna.



Se la fame arriva improvvisa e la parola focaccia vi riecheggia nella mente da quando siete arrivati, dirigetevi verso il centro del paese ed entrate nella Panetteria da Pippo: io vi avviso, entrarci sarà estremamente pericoloso, potreste non volerne più uscire e inebriarvi di quei profumi e sapori della tradizione ligure, quelli che a distanza di tempo, a pensarci, vi faranno venire ancora l'acquolina in bocca.
Lo so, è una cosa terribile, soprattutto per chi non può andarci ogni volta che vuole.
Focaccia sublime, al naturale, farcita con un profumo ed una fragranza che dovrebbero essere patrimonio dell'umanità.
Mi sono anche portata a casa un considerevole bottino che ahimè è finito troppo velocemente il giorno dopo il mio rientro.  

Dopo una merenda consistente da Pippo, che ha anche prodotti dolci eccellenti, passeggiate per sentirvi meno in colpa e andate a scoprire le viette colorate e perse nel tempo che il paese di Finale ha da offrirvi. Scorci sul mare, chiese uscite dalla maestria di scultori come quella di San Giovanni, e perché no, un po' di shopping tra i negozietti pronti ad ospitarvi tra le loro scelte.



Da Finale a Finalborgo ci sia arriva in una manciata di minuti di auto.
Uno dei Borghi più belli d'Italia, e non si fa fatica a crederlo, una pietra preziosa a pochi passi dal mare.
Appena si varcano le mura medioevali si viene catapultati in un altro periodo storico.
E' un luogo pieno di fascino e storia che incanta fin da subito. Tutto è perfettamente in ordine, integrato con lo stile. Le botteghe (perché chiamarle negozi è riduttivo) hanno le insegne che pensavo dimenticate in qualche soffitta e le vetrine invitano ad entrare per poi essere accolti con calore inaspettato.
Passeggiare a testa in su è d'obbligo, e ci passa pure il pensiero che sarebbe bello vivere in un posto così.




A Finalborgo c'è il Museo Archeologico, una vera chicca per gli amanti del genere dedicata anche ad un pubblico più piccolo essendo interattivo e con varie attività didattiche da fare con la scuola o in famiglia. L'esposizione si snoda tra reperti archeologici e ricostruzioni che permettono di ricostruire e riscoprire la storia e le caratteristiche del Finalese, dalla Preistoria fino ai giorno nostri. Durante la visita abbiamo avuto modo, grazie alla bravissima guida, di approfondire i ritrovamenti e di scoprire aneddoti che in una visita in solitaria ci saremmo persi. Abbiamo acceso un fuoco con la pietra focaia, come si faceva nella preistoria e abbiamo fatto anche un laboratorio che prevedeva la realizzazione di un profumo fatto con la tecnica e i prodotti che esistevano nell'antica Roma; è stato divertente scegliere le essenze naturali e miscelarle assieme all'olio di oliva.



Altra perla da non perdere nel Borgo è il Teatro civico Aycardi, appena restaurato e ritornato al suo massimo splendore. Fu costruito nel periodo Napoleonico ed è il più antico teatro a palchetti della Liguria. Ora, che profuma di intonaco fresco è pronto per dare vita ad rappresentazioni teatrali ed incontri. Merita una visita, fermatevi ad ammirarlo tra gli stucchi e le pitture che lo rendono unico ed elegante. Le aperture del teatro si possono consultare nel sito MUDIF nell'ambito del Progetto Museo Diffuso del Finale.



Con una breve passeggiata dal centro di Finalborgo imboccando la strada beretta si può raggiungere il forte di San Giovanni. Un forte a tutti gli effetti, di quelli che servivano a difendere l'area in cui le due valli Finalesi si incontrano: stiamo parlando della metà del milleseicento. Di recente è stato restaurato da quando gli spagnoli nel millesettecento furono messi in fuga. Da lì sopra la vista su Finale Ligure è incredibile, come è incredibile la conformazione della Liguria in quel punto dove i monti sembrano quassi tuffarsi nel mare. Al Forte San Giovanni oltre a godere del panorama si può visitare il complesso scoprendo come si viveva nel periodo in cui era utilizzato.
Una curiosità: nel forte vive una unica specie di campanula: studi hanno confermato che vive solo nella zona del forte ed è per questo protetta in modo che non scompaia per sempre.




Dove Dormire

Io sono stata al Villaggio di Giuele a Finale Ligure, dove si può soggiornare in appartamenti, camere o con il vostro camper o tende nelle aree attrezzate. Si possono scegliere diverse formule ed è presente un ottimo ristorante nella struttura. 

Dove mangiare

A Finalborgo ho provato la cucina al Residence Ca' Di Nì, dove calore ed accoglienza hanno reso il pranzo una coccola conviviale tra amici. 
Vi scrivo il menù, giusto per farvi capire che qui la tradizione è una cosa seria: 
Focaccia Ligure
Trofie al pesto
Totani alla diavola
Pinolata 
Non vi viene fame???

Al'esterno del ristorante c'è un giardino che sembra quello segreto uscito dal romanzo di Burnett. 

Informazioni utili
Se avete in programma un fine settimana in zona consultate il sito Turismo Comune Finale Ligure per avere una visione di quello che potete fare durante la vostra permanenza. Dovete sapere che io ho visto solo un pezzettino di quello che il territorio offre. Per esempio per gli amanti di trekking ed hiking ci sono tantissimi sentieri da esplorare! Mi sa proprio che ci devo ritornare.



ONEPARK: IL PARCHEGGIO PERFETTO PER LA TUA AUTO

by 7:45 AM



Una delle maggiori cause di stress è trovare parcheggio.
Non so se per voi è lo stesso, ma per me lo è, soprattutto se devo cercarlo in città, magari nell'ora in cui tutto il mondo si muove per le strade, dove avvistare un posto, che sia bianco o blu, diventa una caccia al tesoro. 
A volte, mi è capitato, di tornarmene a casa perché stavo perdendo troppo tempo a trovarne uno.

E il tempo, si sa, è prezioso, e a volte è meglio impiegarlo in modo diverso, invece di restare in attesa di un posto auto.

Questo vale nella città in cui vivo, ma anche un po' in tutte quelle che per viaggio o per lavoro mi sono trovata ad andare a visitare. 
A volte pur avendo Google Maps a portata di mano, non riesco a capire se il posto auto trovato sia vicino al centro della città da visitare; e se poi mi tocca parcheggiare lontano e farmi tutta quella strada a piedi e magari sotto la pioggia?
Ma a tutto (o quasi) c'è una soluzione, ed è per questo che vi invito a conoscere Onepark,  un sito che vi permette di scegliere il parcheggio che preferite (in città, all'aeroporto, in stazione ecc.) e di prenotarlo per tempo per non rimanere... a piedi!

Onepark è una piattaforma di prenotazione parcheggi sul web e e su applicazione mobile  che vi consente di prenotare in anticipo (mesi, giorni, ore) il vostro posto auto, in base alla destinazione.
Dovete andare in aeroporto e non sapete quale parcheggio scegliere, e cominciate a mandare una mail, compilare un form per sapere se c'è posto? Con Onepark tutto diventa più semplice perché basta inserire la destinazione e le date e l'applicazione trova tutti i parcheggi liberi della zona. Scegliete quello più adatto alle vostre esigenze, prenotate con un click e non ci pensate più.

Io l'ho provato poco tempo fa.
Ho prenotato il parcheggio all'aeroporto di Bologna, dove ho lasciato la mia auto per quindici giorni mentre ero in viaggio in California. 
È bastato veramente un click, prenotazione confermata, lasciata la macchina in parcheggio e la navetta mi ha portato in qualche minuto al terminal partenze.
Tutto qui, semplice, facile e l'eventuale disdetta è gratuita.
Come mi sono trovata? Molto bene, non ho perso tempo in fase di prenotazione e nemmeno al desk del parcheggio, e al mio ritorno l'auto era bella e pronta per tornare a casa... io un po' meno ma questo è un altro discorso.




Ovviamente potete prenotare il vostro posto auto in città, in stazioni, insomma un po' ovunque. Pensate che ci sono più di duemila parcheggi in molti paesi Europei, come Italia, Francia, Svizzera ecc.
Onepark propone i migliori prezzi sul mercato e prenotando potrete risparmiare fino al 60% grazie alle loro offerte speciali, mica male direi.

Vi invito caldamente a provare la piattaforma Onepark per il prossimo vostro viaggio, o per la gita fuori porta e per il vostro weekend romantico.
Ancora per qualche settimana potrete usufruire di uno sconto se prenotate attraverso questo link!



Mi raccomando poi fatemi sapere come vi siete trovati.
Buon viaggio e buon parcheggio.


Foto Unsplash
Articolo in collaborazione con Onepark





DIECI VIAGGI PER DIECI ANNI

by 9:05 AM


Sopra Vulcano, fotto scattata da Milena Viaggi e Vulcani

Mi sono voltata indietro e mi sono accorta che dieci anni sono volati.
Poi mi sono seduta e con più calma li ho sbirciati bene, uno per uno, soffermandomi su alcuni momenti, giorni, periodi.
Ho visto tanti luoghi, sono tornata in altri già visti per apprezzarli in un modo nuovo, da mamma, ho incontrato persone, fatto nuove amicizie, sognato in grande e viaggiato con il sorriso.

In questi dieci anni ho avuto la possibilità di viaggiare molto e di scegliere mete esotiche, città europee e mari da favola, e per questo nutro un senso di gratitudine immenso. 
In un decennio il mio lavoro ha assunto nuovi orizzonti, ho lasciato un'azienda per mobbing (per aver avuto un figlio) e da lì le cose sono cambiate fino all'apertura della partita iva con la quale ho provato nuove esperienze che mi hanno portato a nuove consapevolezze; i pro e i contro erano stati valutati con estrema calma (non è da me) ma la libertà di gestire il proprio lavoro è impagabile. Poi non sono sempre rose e fiori, però ha dato una svolta alla mia vita. 
Tutto questo per dire che in dieci anni pur avendo fatto dei cambiamenti importanti in ambito lavorativo, sono riuscita a fare circa una settantina di viaggi tra italia, europa e resto del mondo.
Viaggi che ho fatto in compagnia, da sola, con il mio bimbo, con amici. Viaggi che ho scelto o che mi sono stati proposti grazie a questo blog che amo. Viaggi che mi hanno lasciato qualcosa e viaggi dei quali mi è rimasto poco, viaggi con valigie perse e poi ritrovate, viaggi che mi hanno cambiata e resa, spero, migliore.

Ho scelto per questo post dieci viaggi, uno all'anno (ed è stato difficilissimo ve lo giuro) per raccontarveli brevemente, ricordi indelebile per me e magari uno spunto per le vostre nuove partenze.
In dieci anni è cambiato il mio modo di viaggiare, perché con un bambino tutto assume una lentezza inaspettata; in dieci anni i viaggi hanno cambiato il mio modo di essere, grazie alle persone che ho conosciuto lungo la strada, che hanno ridimensionato il mio modo di vivere, portandomi a lasciare il superfluo e a concentrarmi di più sulle esperienze, a collezionare momenti e non cose...

Per ogni viaggio ho inserito link ad articoli che avevo scritto per il blog, magari vi tornano utili per organizzare il vostro viaggio.

2010
Andalusia
Chi se li scorda più i colori ed i profumi andalusi? Cinque giorni alla scoperta di Siviglia e Granada, a spasso con le influenze della dominazione moresca. Una terra magica scaldata dal sole dodici mesi l'anno: ricordo che era novembre e gironzolavo in maniche corte. Uno dei posti in cui tornerei su due piedi, tanto mi è piaciuto. Il flamenco passionale, la corrida che è diventata storia, l'architettura araba e le tapas...ah le tapas come si fa a vivere senza? Uno dei primi viaggi itineranti per il  mio piccolo viaggiatore, niente auto ma solo mezzi pubblici, ed è stato il primo di una lunga serie.



Piazza Di Spagna, Siviglia





Alhambra, Granada 

2011
Giordania
L'ho scoperta grazie al mio lavoro di quel tempo. Mandavo un sacco di persone in quel paese a me sconosciuto, fino a che un giorno dentro ad uno di quei voli ci sono finita anch'io...Non è stato amore a prima vista, ma poi la scintilla è scoppiata ed è entrata a far parte dei miei luoghi del cuore, tanto da doverci tornare per la mancanza. Ero partita senza aspettative e ora ne parlo, a distanza di anni, con gli occhi innamorati. Ne ho scritto una guida, "Due settimane in Giordania"e vorrei anche tornarci, sono due anni che lo dico, ma con malinconia e un pizzico di amarezza ammetto che voglio ricordarmela pura e senza molti turisti. Chi c'è stato ultimamente mi ha raccontato che il deserto del Wadi Rum soffre di inquinamento luminoso dato dai troppi accampamenti... e io quelle stelle le ricordo come le più belle mai viste. Non vi sto dicendo di non andare sia chiaro, ma io sono una romantica sentimentalista e certi luoghi li voglio ricordare nel loro momento di splendore. 



Da qualche parte nel deserto del Wadi Rum 

Petra

2012
Maldive
La verità è che di dieci giorni di viaggio alle Maldive sei li ho passati con febbre a letto e tre con la pioggia, ma è anche vero che è stato il primo viaggio in cui mio figlio ha messo maschera e boccaglio per fare snorkeling. E io ero felice, perché mio figlio, allora di quattro anni, si stava divertendo in un'isola minuscola dell'Oceano indiano, un'isola di pescatori, bella, semplice dove poteva giocare con i bambini del posto nella piccola piazzetta fronte mare. Ho raccontato la mia esperienza da influenzata alle Maldive nell'articolo: Quando una malata di viaggio si ammala in viaggio.
Un giorno ci ritornerò me lo sono promessa, per guardare i pesci con il mio bambino...che oramai non è già più un bambino.


Lingua di sabbia, Felidooh 

Pesca al bolentino 

2013
Seychelles
Quando l'Oceano indiano chiama... (nel 2011 ero stata a Mauritius, quindi era il terzo anno di fila che lo sceglievo come meta). Ero affascinata da quelle spiagge da cartolina, dalla vegetazione e dal senso di tranquillità che le immagini di riviste e web mi infondevano. Non sono stata delusa, anzi, è stato un viaggio più bello di quanto mi aspettassi. In dieci giorni ho visitato due isole, Mahe, la più grande dove ho dormito all'interno della giungla, e La Digue, dove le auto sono proibite e si gira in bicicletta scoprendo le varie spiagge, quelle calme e quelle battute dal vento e dalle onde. 


Anse Source d'Argent, La Digue 

Mahe

2014
Cornovaglia
L'idea era quella di provare a fare un corso di surf in Cornovaglia, ma la verità è che mio figlio si è rotto un polso pochi giorni prima di partire. Cose che capitano. Un'altra cosa che è capitata è stata quella di scoprire una regione incantevole, sferzata dal vento, bagnata dalla salsedine, con paesini che paiono usciti da una favola e castelli dove sentirsi come Re Artù. Abbiamo fatto anche un salto nella Jurassic Coast a spaccare pietre per trovare fossili e a dormire in una libreria dove il tempo si è fermato tra pizzi, merletti e tazze di buon tè. Che nostalgia.



 Clovelly (Devon)

Bude, Cornovaglia

2015
Portogallo o Bangkok?
Visto che non mi so decidere, ma forse non voglio proprio farlo vi racconto, in eccezione, di due viaggi per il duemilaquindici.
A settembre, quando tutti erano rientrati a lavoro, sono partita per il Portogallo, la mia prima volta. Un paio di giorni a Lisbona e poi via in un on the road verso l'Alantejo per vivere una splendida esperienza in un Surf Camp. Tralasciando il fatto che non si è potuto fare surf per assenza di onde (nota legge di Murphy) ho passato qualche giorno come i giovani surfisti, vivendo in tenda, mangiando tutti assieme con i piedi sulla sabbia, leggendo un sacco e godendo del sole e dell'aria del mare che fanno bene al corpo e all'anima.
Bangkok è stata scelta per un errore tariffario della compagnia aerea, e con 150 euro siamo volati ad est. Ad attendermi una città incredibile ed un amico splendido: Andrea.
Ci ha fatto conoscere la città dal posto più tranquillo, la casa museo di Jim Thompson, un'oasi di pace, per poi tuffarci nella metropoli alla scoperta della sua storia, del suo passato e del presente dall'alto di grattacieli. Ci ha fatto conoscere sapori nuovi, dolci e piccanti, quelli che creano dipendenza. Prima o poi ritorniamo, è una promessa, anche se mio figlio continua a dirmi che ci andrebbe anche da solo...


Bangkok Chao Praya

Bangkok The Grand Palace

Quattro chiacchiere a Lisbona con Pessoa 


Praia Grande, Portogallo

2016
Argentina (e un pezzetto di Uruguay)
Voi avete viaggi nel cassetto? Io per anni ho avuto la Patagonia con il suo Perito Moreno, ed è stata l'ultima tappa del viaggio in Argentina, dopo aver visitato Buenos Aires, fatto un salto in Uruguay e visto le cascate Iguazu. Un viaggio un po' movimentato da febbri e malanni vari, ma che è stato anche forte emozione. Un viaggio fatto con i miei suoceri per una carrambata parentale in Uruguay, che mi ha divertito e commosso molto. Mi sono persa tra i racconti di immigrazioni, di famiglie perse e ritrovate, lo spagnolo mescolato all'italiano, la carne più buona del mondo (per gli uruguaryani è la loro, per gli argentini quella Argentina...ma non diteglielo).


Perito Moreno, Patagonia Argentina

Cascate Iguazu, lato Argentino
2017
Filippine
Galeotto fu quel volo economico prenotato "al volo" con Milena. E chi l'avrebbe mai detto che il viaggio alle Filippine sarebbe stato uno dei più belli mai fatti? Ero partita abbastanza impreparata, poche cose e posti prenotati, solo in voli interni, il resto da decidere in loco... la bellezza: il Vulcano Pinatubo, El NIdo, le tartarughe marine (che io non ho visto) e gli abitanti, quel popolo straordinario pronto a rialzarsi sempre dopo ogni calamità naturale, che sia un terremoto, un tifone, o un vulcano che erutta.



El Nido, Palawan 

El Nido, da qualche parte in paradiso

2018
California
California, California, here we come...Nel 2018 dopo dodici anni sono ritornata nel sud di quello stato che è sinonimo di sole (anche se io ho beccato pioggia per un paio di giorni eh eh) per percorrere strade già viste, conoscerne di nuove e per andare a trovare degli amici che abitano in Orange County. Ho visto Los Angeles che durante il mio primo viaggio avevo volutamente saltato, San Diego che si chiama come mio figlio per un motivo... il Joshua Tree, la Death Valley con 14 gradi, fantastica, per poi ritornare sulla costa e godere dei tramonti che sono un colpo al cuore, sempre.


Pacific Beach, San Diego


Laguna Beach, Orange County

2019
Eolie
L'anno scorso sono stata due volte alle Eolie, ci sara un motivo no? Avevo già fatto conoscenza delle sette isole sorelle qualche anno addietro e mi premeva ritornarci per poterle vivere più lentamente e scoprirle in angoli nascosti che solo i loro abitanti conoscono. Il primo a marzo, un viaggio nato con le mie amiche Milena e Monica e vissuto con la passione e la spensieratezza che a volte diamo per perse. Abbiamo riso molto, e in un viaggio se si ride, vuol dire che tutto va a gonfie vele. Abbiamo scalato Vulcano e Stromboli fino ai sommitali per vedere la natura esplodere nella sua magnificenza. Abbiamo mangiato, bevuto e fatto festa in un periodo in cui il turismo è praticamente assente e non c'è niente di meglio che vivere un posto in assoluta pace e tranquillità. Ci sono ritornata poi, con Milena a fine ottobre ed oltre a ritornare a Stromboli e Vulcano, abbiamo fatto la conoscenza di Alicudi, Filicudi e della splendida Lipari, tutta da vivere e scoprire. Qui sale la nostalgia, che dite, ci faccio un salto anche in questo duemilaventi?


Vulcano, Eolie. Foto scattata da Milena


Io, Monica e Milena a Vulcano


Pensavate fosse finito il post. In realtà vi voglio scrivere anche i viaggi (sempre sognando in grande sia chiaro, ma neanche tanto) che nel prossimo decennio vorrei fare. 

Il Nord Europa, Norvegia in testa e poi Finlandia. In coda anche l'Islanda, ma non sono ancora pronta, mi pare troppo affollata ultimamente :).
Spagna, Cantabria e Asturie, dove soffia forte il vento dall'Oceano e anche Portogallo perche mi manca Porto e dintorni e il sud in Algarve.
In Francia per visitare la Normandia (e magari fare un saltino nella mia amata Parigi), tornare in Scozia per farla conoscere al mio ragazzino, e poi c'ho sta fissa dell'Isola di Wight, dovrò andare a vedere com'è no?
Grecia, io non sono mai stata in Grecia, devo recuperare.
Istanbul, devo ritornarci e questo è già in programma :).
Marocco, Namibia, Mozambico.
Ritornare nelle Filippine e in Thailandia.
Vietnam, Cambogia e Indonesia.
Andare in Australia, ma solo perché è il sogno di mio figlio hihihi.
Azerbaigian e Uzbekistan.
Armenia, sì qui ci devo assolutamente andare.
Bassa California per vedere le balene.
Hawaii, e non vedo l'ora.
Lo stato di Washington e Oregon, e magari (ma magari magari) anche l'Alaska.
Colombia.
Giappone, forse non ne sono ancora convinta, e tornare a New York.
Dai bastano questi per il momento.
Dimenticavo, l'Italia, posti che non ho ancora visto in Sicilia e in Sardegna. Poi non sono mai stata in Val D'Aosta e a Torino.
Ok Ok mi fermo qui!





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