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NATALE (E INVERNO) IN VALLAGARINA: TUTTI GLI APPUNTAMENTI DA NON PERDERE

by 11:04 PM

Il Natale in Vallagarina è una cosa seria e diventa un momento di magia anche per chi ha l'animo del Grinch. 

In effetti come si fa a resistere ai Mercatini di Natale in Trentino, all'atmosfera piena di luci e musica festosa, alla voglia di scoprire la montagna d'inverno e di mettere un paio di sci ai piedi?

Per chi non lo sapesse, la Vallagarina si trova in Trentino e il suo cuore pulsante è Rovereto, città che unisce la pianura alla montagna e che dà il benvenuto nella terra dove l'Adige fa scorrere le sue acque e dove il paesaggio alterna borghi, castelli, vigneti a moltissimi sentieri da percorrere in qualsiasi stagione a piedi e in bicicletta. Io amo tantissimo questi luoghi che ho visitato in diverse stagioni: offrono un mix di natura, arte, cultura, artigianato e cucina locale. Una visita in questa parte del Trentino non è mai sufficiente per coglierne tutta l'essenza e provare tutte le iniziative a disposizione.

Ma torniamo al Natale, che in montagna ha un'aura magica che avvolge come un manto nevoso grandi e piccini. Ed è per questo che la valle ha organizzato, per il periodo invernale fino al 6 gennaio, una serie di eventi sparsi per borghi e città da non perdere.

MERCATINI DI NATALE

Rovereto e gli altri paesi limitrofi ospitano i Mercatini Artigianali che ti conduranno nel pieno dell'atmosfera natalizia: dai palazzi barocchi di Ala a quelli ospitati nel cortile del castello di Avio, dai presepi monumentali per le corti di Nomi al Natale dell’Albero di Brentonico, le proposte sono tante e variegate, una per ogni borgo. Inoltre, per tutto il periodo i pregiati vini della valle potranno essere degustati durante gli appuntamenti di Sorsi di Natale (è l'evento giusto per me!), con eventi dedicati nel centro di Rovereto, nelle cantine aderenti e in tutti gli appuntamenti del periodo. Il vino scalda gli animi e lo spirito e se è buono come quello della Vallagarina, ancora di più.

IL NATALE DEI BAMBINI

Chi più dei bambini aspetta il Natale? Per loro sono in programma tantissime attività che si concluderanno il 6 gennaio con l'arrivo della Befana. 

- Il trenino di Natale che li accompagna nel clima festoso lungo le vie della città e del centro storico di Rovereto.

- La pista del ghiaccio pronta ad accogliere non solo i più piccoli a scivolare con i pattini.

- Ad Ala un intero palazzo è dedicato ai bambini con molteplici giochi e spettacoli ai quali partecipare.

- Al Castello di Avio (che si può raggiungere con una navetta gratuita) il mercatino è allestito all'interno delle mura merlate e viene organizzata la speciale caccia al tesoro che da sempre viene proposta durante l'anno alle famiglie, e che per il periodo sarà rivisitata con storie ed indizi a tema natalizio. Inoltre ci saranno speciali laboratori creativi per realizzare originali decorazioni natalizie e visite guidate; qui tutti i dettagli: Natale al Castello di Avio

- A Brentonico i bimbi potranno ascoltare le storie incantate ambientate nei magici boschi del Monte Baldo.

- A Ronzo-Chienis il 13 dicembre arriverà Santa Lucia con il suo asinello a raccontare storie a tutti i bambini che saranno presenti, e subito dopo offrirà cioccolata calda e per gli adulti vin Brulè.

IN VIAGGIO CON FORTUNA DINO

Fortuna Dino è il simpaticissimo dinosauro deperiano (dal nome del grande artista Depero), nonchè mascotte della valle che accompagna bambine e bambini (ma ci andrei volentieri anch'io) in un fantastico viaggio tra i luoghi della cultura in Vallagarina, spaziando tra arte, storia e scienza con laboratori creativi, visite guidate e immersioni nella natura. In questo viaggio non solo verrà premiata la curiosità di tutti con meravigliose scoperte, ma ci sarà un vero e proprio percorso dove per ogni tappa, visitando musei e castelli e partecipando a laboratori, si guadagnerà un timbro sulla tessera che riproduce il gioco dell'oca (qui trovate il programma: ci vado anch'io). Raggiunti almeno sette timbri, ci sarà un regalo da ritirare presso le sedi dei musei o all'Azienda per il Turismo Rovereto, Vallagarina e Monte Baldo. Questa iniziativa è attiva tutti i fine settimana dell'intero anno! 

Ma perchè un dinosauro ti chiederai... A pochi chilometri da Rovereto, ai piedi del Monte Zugna si trova un luogo che conserva nella roccia migliaia di impronte di dinosauro e altre testimonianze sotto forma di fossili risalenti a duecento milioni di anni fa: è uno dei siti paleontologici più importanti di tutta Europa.

NON SOLO NATALE IN VALLAGARINA...

COSA FARE D'INVERNO A ROVERETO E D'INTORNI

L'ARTE DI GIOTTO E IL NOVECENTO

Dall'8 dicembre fino al 19 marzo 2023 al Mart (uno dei musei di arte moderna e contemporanea più belli in assoluto) ci sarà "Giotto e il novecento" dove una selezione di artisti presenterà 200 opere ispirate all'arte di Giotto, a me caro abitando a Padova e avendo visitato la sua opera più famosa: La Cappella degli Scrovegni. E proprio da questa comincerà il percorso, attraverso una installazione immersiva che la riproduce: l'arte avvolgerà il visitatore tra esposizioni ed installazioni accomunate dall'ispirazione a Giotto, studiato, imitato, o preso a modello di perfezione e spiritualità.

SARAJEVO 1992-1996. L'ASSEDIO PIU' LUNGO AL MUSEO STORICO ITALIANO DELLA GUERRA DI ROVERETO

Fino al 4 giugno 2023 al Museo storico della Guerra di Rovereto sarà possibile visitare un racconto fotografico di Mario Boccia scattato a Sarajevo tra il 1992 ed il 1996 per documentare i giorni dell'assedio: la città, le persone. Ha fotografato la vita. Una vita che andava avanti nonostante la guerra...

SABATI SERA SOTTO LE STELLE (O QUASI)

All'Osservatorio astronomico sul Monte Zugna, da dicembre a marzo sono in programma quattro appuntamenti che permetteranno di ammirare le stelle grazie ai telescopi che sono stati posizionalti ad un'altitudine di 1620 m. Sotto la cupola celeste si potranno utilizzare tre telescopi per osservare le stelle che abiteranno il cielo in questo periodo. Gli astronomi condurranno i visitatori a guardare i corpi luminosi anche ad occhio nudo approfondendo così varie tematiche sul mondo "spaziale". 

E se ami le stelle, l'osservatorio non è l'unico posto dove puoi vederle! A Rovereto, all'interno del giardino del Museo di Scienze e Archeologia si trova il Planetario dove nella sua cupola viene riprodotto un cielo realistico attraverso la proiezione dei corpi celesti e dei loro moti.

E SE AMI LA NEVE

Sei amante della neve e di tutte le attività che può offrire? La ski area Polsa-San Valentino-San Giacomo è il posto che fa per te. E' la prima stazione sciistica del Trentino con bellissime piste non solo panoramiche ma esposte al sole con una vista che si estende fino al Lago di Garda e alla valle dell'Adige. Ideale per le vacanze in target family è il campo per fare pratica: Polsa primi passi, un'area studiata ed attrezzata per bambini che si avvicinano per la prima volta al mondo dello sci, dove potranno prendere lezioni dai bravissimi maestri della Scuola Sci Monte Baldo. Non solo sci da discesa ma anche da fondo sulle cinque piste di San Giacomo di diversa difficoltà pronte ad accogliere gli amanti di questo sport (io per esempio lo preferisco alla discesa!).

Che ne dici, la Vallagarina ti sta incuriosendo? Di certo offre una multitudine di attività che vanno incontro a più gusti, dove non ci si può annoiare: il Natale da non perdere, l'arte, la natura, il mondo della neve e delle stelle. Un concentrato di curiosa meraviglia ti aspetta questo inverno, io se fossi in te non ci penserei due volte!

Per queste e altre attività ti invito a consultare il sito di Visitrovereto.it soprattutto per tutte quelle attività che necessitano di prenotazione!

E se non sai cosa regalare al tuo amico che ama la montagna....

IDEE REGALO A TEMA VALLAGARINA E TRENTO

Se sei alla ricerca di un regalo che unisce la montagna all'arte, il Museum Pass è quello che fa per te. E' una card che garantisce l'accesso gratuito ai principali musei e castelli del Trentino dedicata ai camperisti e a chi visita la zona in giornata. Può essere acquistata online e vale 48 ore che si possono estendere fino a 3 mesi. Un regalo originale  e sostenibile che tra l'altro potete trovare anche nei mercatini di Natale di Trento e Rovereto. Oltrettutto se viaggiate in famiglia la card si trasforma in family consentendo i trasporti e le proposte culturali anche ai minorenni. 

 


Articolo scritto in collaborazione con Visit Rovereto - Vallagarina - Monte Baldo

Tutte le foto sono state fornite da Visit Rovereto

ITINERARIO DI 23 GIORNI TRA CALIFORNIA, ARIZONA. UTAH E NEVADA

by 6:56 PM

Se avete in programma un on the road tra i parchi (e non solo) nell'ovest degli Stati Uniti, questo articolo è tutto per voi.

Anche se avete meno giorni a disposizione.

Anche se volete vedere solo alcune cose e non altre.

Questo articolo racchiude il viaggio che ho fatto quest'estate con tante informazioni che possono esservi utili  per visitare un pezzetto degli Stati Uniti. Io sono stata via in totale 23 giorni dal 20 luglio all'11 agosto, ma ovviamente l'itinerario può essere ridimensionato, l'importante è che possa esservi da spunto e soprattutto utile! 

Ho fatto base in California, in Orange County, dove ho degli amici, e poi sono partita per un on the road che mi ha portato a spasso tra Arizona, Utah e Nevada. In alcuni posti c'ero già stata, ma devo dire che a distanza di anni, l'emozione c'è stata ancora, anzi devo dire amplificata.

È stato il mio quarto viaggio in California, ma non avevo mai avuto a disposizione così tanti giorni, quindi ho preso la palla al balzo per esplorare i "dintorni".

VOLI

Ho prenotato i voli con KLM a seguito di un'offerta. Ho acquistato la tratta Venezia-New York- Los Angeles e Los Angeles-Atlanta-Venezia sul sito di KLM ma operati da Delta Airlines, costo di circa 500 euro A/R non male per il periodo. Il giorno della partenza in aeroporto ho però scoperto che il volo era stato cancellato perchè un passeggero aveva avuto un malore e l'aereo era ritornato indietro. Caos totale, il periodo non era dei migliori visto anche gli scioperi in molti aeroporti europei. Alla fine ho perso un giorno e sono partita la mattina dopo via Amsterdam con KLM. 

AUTO

Nemmeno per noleggiare un' auto sembrava essere un buon periodo, ma cercando e valutando bene sono riuscita a trovare le soluzioni adatte. I prezzi erano comunque alti, ma l'alternativa era non viaggiare che però non era tra le mie opzioni, quindi ho preferito risparmiare su qualcos'altro ma finalmente tornare negli Stati Uniti. 

Per l'on the road, mi sono affidata a AutoeuropeÈ stata la mia prima esperienza con loro e mi sono trovata davvero molto bene. Se andate a sbirciare nel sito troverete dei prezzi davvero competititvi. Con il costo di un'auto basic (se avessi prenotato in qualunque altro rent car) ho noleggiato una Ford Escape 4x4 nuovissima e super comoda. Quando si macinano tanti km, la funzionalità ed il comfort credo siano delle caratteristiche da non sottovalutare.

VARIE ED EVENTUALI

Non sto ad indicarvi tutti i costi che ho sostenuto, perchè cambiano spesso, vi dò delle indicazioni di massima, anche perchè quello che può essere economico o troppo costoso per me, per voi potrebbe non esserlo. 

Per dormire la spesa a notte variava dai 70 ai 180 euro per una tripla, spesso senza colazione. Ho dormito in campeggi, casette di legno in mezzo al nulla, hotel di vario tipo.

Per l'entrata ai Parchi vi consiglio di fare assolutamente il Pass Annuale: con 80 dollari potete entrare in tutti i Parchi Nazionali degli Stati Uniti: conviene perchè visitando anche solo 3 parchi ammortizzate la spesa. 

I 23 giorni sono stati suddivisi in due giorni ad Irvine, dodici giorni a spasso tra California, Arizona, Utah e Nevada e altri sette giorni in Orange County da dove poi mi sono spostata giornalmente per visitare la costa e per ritornare a San Diego e a Los Angeles.

Per costruire il viaggio on the road ho chiesto una mano a Paola di Scusateiovado che mi ha dato delle super dritte. Volevo un itinerario slow in modo da non dover passare la maggior parte del tempo in macchina, ma avere la possibilità di vivere con più calma tutte le tappe. Col senno di poi l'avrei fatto ancora con più calma, che vi devo dire, sono fatta così, amo assaporare i posti con il dovuto tempo. Alla fine mettendo insieme i posti che volevo vedere  e i suoi consigli ne è venuto fuori un super itinerario. Adoro organizzarmi viaggi, ma è indubbio che i consigli da parte di chi quel posto lo conosce meglio sono un valore aggiunto e di lei mi fido tantissimo e infatti che chicche mi ha fatto scoprire!!! Date un'occhiata al suo sito Viaggi di nozze low cost (non solo per lune di miele eh).

Situazione Covid/requisiti di entrata negli Stati Uniti: consultate tutti gli aggiornamenti sul sito Viaggiare Sicuri


Giorno 1 e 2 Orange County - California

Irvine si trova in Orange County, la regione delle arancie, conquistata dagli spagnoli verso la fine del 1700 ed ora sede di importanti università. Qui ci vivono degli amici che ogni tanto vado a trovare, per quello parlo spesso di California, perchè oltre ad amarla voglio bene anche alle due personcine che ci abitano. Irvine è una città perfetta tutta pulita, con quartieri super attrezzati, ognuno con scuole, impianti sportivi, piste ciclabili, percorsi pedonabili e outlet carini per chi ama lo shopping! E poi dista 20 minuti da Laguna Beach e Newport Beach che io AMO.

Giorno 3 Seligman - Arizona

A Seligman ci volevo andare perchè è il posto che ha ispirato l'autore di Cars il cartone animato. Beh ho amato quel minuscolo paesino sulla route 66 dove tutto ricorda Saetta McQueen e Cricchetto. A Needles sono andata a vedere dove viveva il fratello di Snoopy, Spike e a Oatman mi sono immersa nel far west con tanto si saloon e cercatori d'oro.

Giorno 4 Grand Canyon - Arizona

Nel 2006 quando vidi per la prima volta il Grand Canyon mi ero commossa ripromettendomi di tornarci ancora. A distanza di 16 anni l'emozione è stata ancora incredibilmente grande. Non ci sono parole adeguate per descriverne la bellezza, è una cosa che parte dallo stomaco, un po' come le farfalle da innamoramento...In questo tour me lo sono goduta di giorno, di sera e pure la mattina dopo per fare il pieno di natura spettacolare, e ne sento ancora una nostalgia pazzesca.

 

Giorno 5 Page - Arizona

Con base a Page le cose da vedere sono tantissime! In primis l'Antilope Canyon con uno dei tour dedicati; prenotate con anticipo il tour nell'Antilope Canyon per non perdere l'occasione di vivere un'esperienza indimenticabile (ve ne scriverò presto, perchè merita un articolo), l'Horseshoe Bend che per quanto possa sembrare inflazionato è assolutamente da vedere, perchè resta uno dei posti più belli che io abbia mai visto, la Diga di Glenn Canyon impressionante anche per chi non ama questo genere di cose. 

Giorno 6 Monument Valley - Confine tra Arizona e Utah

Posso dire di essere rimasta senza parole alla Monument Valley? Ed è difficile che questo accada. Un tuffo in un film western, una realtà che non mi aspettavo. Perchè è tutto bello in foto e in video, ma visti dal vivo certi luoghi fanno male da quanto incredibili sono. Da visitare in zona il Parco Statale di Gooseneck, splendido e soprattutto senza turisti, che non è una cosa da sottovalutare.

Giorno 7 e 8 Moab - Utah

Con base Moab che tra luglio e agosto ha picchi di 45 e oltre gradi, ho visitato Arches Park, rigorosamente da prenotare con largo anticipo (almeno quando sono andata io le entrate erano contingentate, consultate il sito) e visto le temperature estive vi consiglio di farlo in orari molto mattinieri. Ho visitato poi Canyonlands Park, praticamente deserto durante una giornata particolarmente piovosa, che però non ha limitato la mia voglia di scoperta. La pioggia mi ha dato tregua giusto il tempo di andare a vedere il Mesa Arch: non c'era nessuno, e anche con un cielo che prometteva poco di buono lo spettacolo è stato assicurato. Da non perdere la potash road, ma solo se avete un auto che lo permette visto che è tutto sterrato a tratti impegnativo. 


Giorno 9 Capitol Reef - Utah

A Capitol Reef molti sentieri erano chiusi per le forti piogge che si erano riversate nei dintorni  causando diversi Flash Flood ovvero allagamenti improvvisi e molto pericolosi. Ma le alternative sono sempre dietro l'angolo e oltre a fare trekking si può far visita ai frutteti e nella stagione giusta raccogliere la frutta, oltre a mangiare delle stratosferiche torte di mele. Consiglio di prendere una sistemazione per la notte (io ho dormito a Torrey) con poco inquinamento luminoso perchè di notte le stelle sono incredibili!

Giorno 10 Bryce Canyon - Utah

Per raggiungere Panguitch (base per visitare Bryce Canyon) da Torrey, dovete assolutamente percorrere la Scenic Byway 12: i paesaggi cambieranno in continuazione regalando orizzonti sempre diversi. Dovrete per forza fermarvi spesso per foto e dalle vostre labbra usciranno dei  wow incondizionati: fermatevi più spesso che potete, ne varrà sempre la pena! Infine arriverete al più strabiliante, meraviglioso, incredibile parco mai visto (per me ovviamente): il Bryce Canyon. Anche qui sprecherò parole quasi fosse una dedica d'amore in un articolo, nel frattempo segnatelo assolutamente come meta da non perdere. Perdeteci tutto il giorno, gustatevelo in ogni angolo, perchè poi vi mancherà.

Giorno 11 e 12 Saint George - Utah

A Saint George ho fatto base per due giorni, perchè anche qui le cose da vedere nei dintorni sono tantissime. Le ho viste tutte? Ovviamente no, nemmeno la metà di quello che mi ero prefissata....ma va bene così. Visitate la Red Cliffs Recreation Area: è un canyon da percorrere con piscine d'acqua da attraversare e piccole arrampicate in sicurezza, peccato che qui l'acqua caduta nei giorni precedenti non era arrivata...ma merita davvero!

Lo Zion National Park invece è il parco che meno mi è piaciuto, ma credo sia dipeso soprattutto dal fatto che visitarlo in un' unica giornata non sia minimamente sufficiente per farsi un'idea. In più c'era tantissima gente, con code che si formavano in attesa dello shuttle che porta i visitatori nei vari punti del parco. Quasi tutti si concentrano in un unico percorso, il Navarro Trail, un sentiero lungo e impegnativo che si addentra in un canyon da percorrere dentro il letto del fiume. Quel giorno l'allerta Flash Flood era alta e sconsigliavano di farlo... Indovinate un po'? Una marea di gente si è riversata sul fiume che non era un fiume ma fango. Qualche settimana dopo una ragazza è stata travolta e dispersa dalla piena improvvisa. Sì è vero, gli americani fanno parecchio terrorismo con queste inondazioni, ma anche improvvisarsi esperti e ignorare i segnali non è particolarmente geniale.

Ok, ho divagato, per dire che non ho apprezzato il parco, e che per forza di cose dovrò ritornarci (uhhh che peccato) per vederlo nella sua massima bellezza e senza troppi turisti...chiedo troppo? 

Giorno 13 Las Vegas - Nevada

Ho salutato Saint George facendo qualche passeggiata in città e nei dintorni per poi dirigermi  a Las Vegas. La mia terza volta nella città che non dorme mai. E perchè ci sei ritornata vi chiederete? Beh per spezzare il viaggio fino ad Irvine, e per visitare la spettacolare diga di Hoover. Ho scritto questo post con le mie ultime impressioni L'essenza e assenza di Las Vegas. 

Giorno 14+1 settimana - Orange County - California

Facendo base ad Irvine ho visitato la costa e le spiagge di Laguna Beach, Newport Beach, Dana Point.

Sono andata a San Diego a vedere qualcosina che mi mancava...

Sono stata a Hollywood ai Warner Bros Studio e a Los Angeles all'Osservatorio Griffith.

Ho provato ristorantini carini, ho visto tramonti degni di wooow a ripetizione, giocato a Pickleball e assaporato ogni momento in posti che chiamo casa.

Ma di questo e molto altro vi racconterò a breve!

Chi ha osato sedersi sul posto di Sheldon????





Noleggio Auto in collaborazione con AutoEurope

Tutte le foto sono di mia proprietà, se le scarichi e pubblichi da qualche parte scrivi che sono mie! Grazie














L'ESSENZA E L'ASSENZA DI LAS VEGAS

by 12:36 PM


Ogni volta che penso a Las Vegas mi viene in automatico in mente Rango, il film d'animazione, in cui Polvere, la piccola cittadina dall'aria western, nata in mezzo al deserto tra mille insidie è rimasta senza acqua. Non vi spoilero nulla, ma ha a che vedere con Las Vegas. Resta uno dei miei film preferiti, non esattamente per bambini, forse pienamente capibile dall'adolescenza, ma davvero bello. 

"Ognuno vede quello che vuole vedere"... Questa frase tratta da Rango ha ispirato il post.


A Las vegas puoi fare tutto o niente.

Sta a te decidere. In fondo o sei lì di passaggio o sei lì per provare l'ebbrezza del gioco, o per sposarti in 10 minuti.

Essere curiosi di vederla è lecito e giustificato, del resto io lo sono stata, curiosa intendo, per tre volte, ed ogni volta la città ha suscitato in me un sentimento misto di fascino e vuoto.

D'estate puoi passare dai quarantacinque gradi nella strada ardente ai venti, ma probabilmente anche meno, degli Hotel, dove slot machine fanno girare la testa a nottambuli che hanno perso la cognizione del tempo ma che continuano a cliccare un tasto in attesa di un tris. Perchè a Las Vegas il tempo è una cosa relativa, un po' come l'interpretazione del campanile di Venezia o della tour Eiffel.

D'inverno le temperature sono clementi e passeggiare diventa piacevole, ma incredibilmente dentro agli Hotel sarà sempre e comunque più freddo che fuori. 

È l'America...non ci si può fare nulla, la stessa America che mette quantità industriali di ghiaccio in un bicchiere d'acqua.

All'interno dell'Hotel Aria, tra un negozio di lusso e l'altro, vedo un ragazzo, sì e no di ventotto anni, raggomitolato negli strati di vestiti troppo grandi e troppo sporchi per dargli un'aria bohemien; ha anche un cappellino degli Yankees. E' un senza tetto, uno dei tanti che si incontrano nella città. Mi dà sempre una strana sensazione, faccio fatica a guardarli, ma solo per rispetto: non conosco la loro storia o quello che è successo. Il ragazzo si alza, raccoglie le sue poche cose ed esce al caldo vestito per andare sulla neve. C'è tanta gente, dà una spallata ad una signora che inveisce, un'altra si tappa il naso, altri nemmeno lo vedono.

Sul ponte che attraversa la strip puoi vedere Las Vegas dall'alto, lo sfrecciare delle auto al di sotto, soffermarti a guardare le luci di una città sempre in movimento attraverso una lastra di plexigas piena di ditate e impronte di mani su varie altezze che metterebbero in confusione anche il CSI. A circa metà ponte due ragazze attirano la mia attenzione: hanno un bikini verde e una raggiera di piume colorate in testa e sulla schiena, in pieno stile brasiliano. Hanno i tacchi troppo alti e una delle due ha una calza smagliata. Sono lucide in volto ed il trucco sta scivolando via, come la notte, ma sorridono, continuano a sorridere e a fermare i passanti per chiedere di fare una foto assieme. Più foto riescono a fare e più soldi porteranno a casa. Sorridono anche a me che palesemente non posso essere il loro target, ricambio con gli occhi e con le labbra. Mi piacererebbe fare due chiacchiere, ma intralcerei il via vai di quel passaggio.

Una signora, dal poco che ho visto può avere l'età di mia madre ma forse anche di mia nonna, è seduta su uno sgabello del casinò del Linq. I suoi piedi poggiano su scarpe visibilmente scomode, un piede a terra e l'altro incastrato sulla struttura dello sgabello. La schiena si riposa su una colonna, ma credo non sia l'unica parte del corpo stanca. Il rossetto sulle labbra è secco e vicino all'umido della bocca ha perso colore, gli occhi sono neri contornati di notte e possibilità. E' vestita di nero e le calze a rete la avvicinano a una rock star. È bellissima, nel suo eccesso lo è davvero. I capelli biondi cotonati, le unghie laccate che assieme alle mani sorreggono il barattolo delle monete che non so da quante ore infila dentro alla slot machine. Vorrei ascoltare la sua storia, credo mi piacerebbe.

Solo tre tra le tantissime persone incontrate, viste, sfiorate. Tutte con una vita che non conosco e che mi piacerebbe ascoltare.Questo è un lato di Las Vegas che passa spesso in secondo piano solamente perchè non ci riguarda da vicino: i soldi, le luci, i mille business.Tutto quello che è stato costruito in mezzo ad un deserto è come il miele per le api, affascina, corrompe, intrappola, ti cambia.

Sono solo considerazioni estemporanee, dopo la mia terza volta nella città che non dorme, che seduce anche se non sei interessato, che è tanto esagerata da sembrare finta. Ma forse finta lo è davvero come le gondole che leggere portano i turisti in Canal Grande, come le vie di Parigi con la boulangerie e gli artisti, dove il cielo cambia quattro volte nel giro di quindici minuti.

Almeno una volta nella vita è da vedere: una notte è sufficiente per capirla e per vivere la sua eccentricità, coglierne l'essenza o l'assenza, il vuoto che ogni tanto lascia.

Qualcosa di utile (forse).

- Evitate di andarci il fine settimana, gli hotel in quei giorni hanno i prezzi alle stelle. Nei restanti giorni i costi si dimezzano. Ovviamente ci sono quelli super (come il Caesar, l'Aria, il Bellagio) che sono sempre inavvicinabili...o meglio per i quali per quanto fichi non ne vale la pena).

- Io sono stata all' Exalibur, al Travel Lodge (no, non lo consiglio hahha) e l'ultima volta al Planet Holliwood scelto più che altro per la piscina che con temperature hot non è mai una brutta idea (peccato però che chiuda alle 5 del pomeriggio per invitare i gentili clienti ad andare a giocare al casinò).

- Per mangiare non ho di che consigliarvi, anche qui ce n'è per tutti i gusti e le tasche. Io, solo per una tradizione mia, ogni volta vado da Bubba Gump Shrimp Co. (una catena sparsa per tutti States nata a seguito del film Forrest Gump).

- Se siete apassionati di Tennis e più precisamente di Andrè Agassi, potrete vedere (da fuori) le due scuole che ha fondato per i ragazzi meno abbienti della citta. 

A Las vegas puoi fare tutto o niente.

Sta a te decidere. In fondo o sei lì di passaggio o sei lì per provare l'ebbrezza del gioco, o per sposarti in 10 minuti.

Essere curiosi di vederla è lecito e giustificato, del resto io lo sono stata, curiosa intendo, per tre volte, ed ogni volta la città ha suscitato in me un sentimento misto di fascino e vuoto.



SAO MIGUEL: COSA FARE NELL'ISOLA PIÙ GRANDE DELLE AZZORRE

by 11:22 PM

Più volte mi è stato detto: "Ma vai alle Azzorre e visiti solo Sao Miguel?" "Sei stata alle Azzorre e ha visitato solo Sao Miguel? Beh mica le hai viste allora le Azzorre."

Tralasciando il fatto che ognuno in viaggio fa un po' quello che gli pare, non avevo abbastanza tempo per vedere bene più isole e di vederle di fretta non ne avevo voglia. Non amo stare nei posti solo per piantare bandierine: un luogo, se posso, amo viverlo con calma.

A Sao Miguel ci sono stata sette giorni e non ho fatto tutto quello che avrei voluto, quindi a quelli che vi dicono che bastano un paio di giorni, beh non credeteci! Io ne sarei stata dieci e forse non sarebbero bastati.

Sao Miguel è l'isola più grande dell'arcipelago delle Azzorre, nel mezzo dell'Oceano Atlantico, a circa millecinquecento chilometri dalle coste del Portogallo. Già dall'aereo si ha una prima impressione di quello che ha da offrire: natura allo stato puro, crateri e laghi vulcanici, coste frastagliate e spiagge nere che si bagnano nel mare.

Le Azzorre vengono spesso definite le Hawaii dell'Europa, ma io alle Hawaii non ci sono ancora stata, quindi mi limito a dire che per quel pezzetto di arcipelago che ho visto è stato colpo di fulmine. Sono isole vulcaniche, tutte attive (tranne per l'isola di Santa Maria che è la più antica), ma ovviamente monitorate.

Se vi state chiedendo se è vera la diceria che alle Azzorre in un giorno ci sono le quattro stagioni, beh sì! È assolutamente vera: si passa dal sole alla pioggia, dalla nebbia al vento in tempo brevissimo, ecco perchè a volte le attività programmate possono subire degli spostamenti o addirittura essere annullate. Per questo, ripeto, servono più di due giorni per dedicare tempo ad alcune cose davvero imperdibili.




Cosa fare e vedere a Sao Miguel

Sete Cidades e il Miradouro do Boca do Inferno

Una delle tappe imperdibili se siete a Sao Miguel è salire fin sopra al cratere delle Sete Cidades per ammirare dall'alto i due laghi vulcanici. Come ho scritto sopra, le previsioni cambiano velocemente e infatti, appena arrivata mi sono trovata dentro ad una bella nuvola zuppa di pioggia, ma per fortuna poi, il vento ha fatto un po' di spazio e si è aperto un paesaggio da wooow! Da non perdere il Miradouro do Boca do Inferno, che avevo trovato sfogliando foto su instagram: per arrivarci c'è una camminata di quaranta minuti circa, non complicata, ma se ha appena piovuto potrebbe essere impegnativamente scivolosa; quindi, mi raccomando le scarpe adatte, perchè sono belle le foto con abiti svolazzanti e scarpine da cenerentola ma credo siano belle anche quelle con vestiti adeguati! Se il tempo lo permette potete anche fare il trekking lungo circa 12 km che percorre la sommità del cratere.

Lagoa do Fogo

Quello per raggiungere Lagoa do Fogo è un trekking inizialmente in discesa. Infatti si scende prima sul lago vulcanico e poi si risale per lo stesso sentiero. Qui ho avuto la sensazione di essere sul set di Jurassic World: natura rigogliosa, nebbiolina che scendeva, i versi di qualche volatile che nella mia mente poteva benissimo essere uno pterodattilo. Da incantarsi con ogni senso. La discesa è abbastanza ripida, nessun tratto è esposto, però ci sono in alcuni punti delle scalette a pioli che se ha piovuto o c'è nebbia risultano scivolose. Dura circa un quarantina di minuti (se non si baglia sentiero hihhii visto che le indicazioni non sono proprio il top, o forse non le ho viste io) e si arriva al lago vulcanico che si può costeggiare tra rocce e sabbia. Sarebbe stato bello star lì e fare anche un pic nic, ma ovviamente ha cominciato a piovere e con le nuvole basse non si vedeva più nulla; quindi "ciao Lagoa do Fogo" e sono risalita. Una volta arrivata alla macchina è uscito il sole...

Fabrica del Tè Porto Formoso

Pochissimi luoghi in Europa hanno piantagioni di tè, uno di questi si trova a Sao Miguel che ne ha ben due: Chà Gorreana e Chà Porto Formoso. Io ho visitato la seconda con vista sull'oceano tra le piante di ortensie. Non avevo mai visitato una piantagione di tè e da dipendente di questa bevanda quale sono era una grave mancanza. L'ho trovato un luogo senza tempo, anche perchè non c'era nessuno, e causa covid le degustazioni erano sospese. Però c'era la possibilità di visitare il museo che racconta la storia del tè lì prodotto, passeggiare tra la piantagione e acquistare una discreta quantità di tè di varie tipologie, che purtroppo ho già finito. L'entrata è gratuita ed è un posto che vi consiglio vivamente e caldamente (come il tè caldo hihih) di visitare. Nei supermercati dell'isola trovate comunque confezioni di te di entrambe le piantagioni, quindi lasciate dello spazio in valigia!

Furnas e Lagoa do Furnas

La città di Furnas sorge su una caldera all'interno della quale si sono formati ulteriori crateri a seguito di eruzioni successive. Qui a pochi passi dalle case il terreno ribolle e si sente quel profumino inconfondibile di zolfo. Insomma la terra è viva e respira a Sao Miguel e pensate che all'interno dell'acqua calda delle caldeiras gli abitanti cucinano le pannocchie; ovviamente le ho provate e sono buonissime, però è anche vero che io sono una super fan del mais!

Sopra il centro abitato si trova il lago di Furnas dove si possono visitare le sorgenti sulfuree fumanti; qui da tradizione (ma forse ora anche per un po' di business) si cuoce nelle buche scavate nel terreno per circa 7/8 ore il cozido, una specie di bollito misto con le verdure.

Cascata do salto do Prego

Per arrivare alla cascata bisogna fare un piacevolissimo ma a tratti impegnativo trekking partendo da un paesino vicino a Fial da Terra nella parte sud-est dell'isola. Il sentiero da imboccare parte con una strada asfaltata a nord del paesino per diventare poi sterrata all'interno di un bosco fitto con molte specie di piante. Si costeggia un ruscello, si passano ponti in legno, si sale di qualche centinaio di metri e si arriva ad una cascata fragorosa nella quale avresti voglia di buttarti, ma che appena ci metti un piede dentro ti si congela tutto il corpo. Ho esagerato un po', ma nemmeno tanto, però c'erano dei temerari che si sono tuffati e hanno fatto il bagno. Il sentiero fa un giro ad anello e sulla strada del ritorno si passa attraverso un paesino abbandonato di nome Sanguinho: una volta in questo villaggio vivevano i contadini della zona che fuggivano dalle inondazioni.

Caldeira Vehla

Se vi piacciono le sorgenti di acqua termale questo è il posto giusto per voi. Caldeira Vehla è un luogo paradisiaco in mezzo a felci e una fitta vegetazione dove ci sono varie vasche con acqua che sgorga naturalmente a 37 gradi. L'entrata è a pagamento ma non si può prenotare e la fila che si forma già dalla mattina a volte è lunghetta: meglio andare presto e armarsi di pazienza. Io ho potuto fare solo la visita senza bagno nelle vasche perchè un forte temporale il giorno prima aveva creato danni che stavano in quella giornata sistemando. Come vedete gli imprevisti sono sempre dietro l'angolo. 

Spiagge

In questo articolo vi faccio un elenco veloce delle spiagge che ho visitato, cui dedicherò poi un post più dettagliato:

- Praia de Santa Barbara a Ribeira Grande: se vi piace il surf (o i surfisti?) questo è il posto adatto! Accanto al parcheggio potete camminare sopra la roccia lavica raffreddata dopo un'antica eruzione.

- Mosteiros e Piscinas Naturais Caneiros: Mosteiros è una spiaggia di rocce con un a vista super bella su due faraglioni. La costa si sussegue tra rocce laviche che hanno creato delle piscine naturali che permettono di fare il bagno anche quando l'oceano non è proprio calmo!

- Praia do Lombo Gordo: una spiaggia selvaggia ai piedi della montagna nella parte orientale dell'isola.Qui non troverete mai molte persone perchè arrivarci non è proprio facile. Il parcheggio è piccolissimo e per raggiungerla si scende un dislivello importante attraverso degli scalini. Bellissima e riparata, ideale per bagni.

- Praia da Povoação: si trova nel paesino di Povoação, protetta da una montagna che si tuffa nel mare. La spiaggia è attrezzata con ombrelloni in legno e paglia gratuiti e di fianco si trova la piscina comunale a sfioro anch'essa gratuita... come non amare questo posto?


Buraco do Sao Pedro

Una semplice ma panoramica passeggiata ti porterà al Buraco de Sao Pedro (buca di San Pietro), una eccezionale formazione geologica alla quale però è meglio non avvicinarsi molto perchè è esposta con rischio di caduta. Da non perdere però!

Alameda dos Platanos

Una strada sterrata percorribile anche in auto che collega Lomba do Alcaide a Lomba do Pomar appena sopra Povoação, con circa 600 platani. Bella? No, di più!

Ortensie

Da non sottovalutare questo dono della natura sotto forma di un fiore incredibilmente bello, le ortensie. Le isole Azzorre sono tempestate di ortensie che fioriscono a partire da maggio. E' una pianta antichissima che tende ad invadere la zona in cui cresce, quindi anche tutta l'isola di Sao Miguel. Le potete trovare lungo le strade, nei centri abitati o lungo i sentieri dove si fa trekking, sono ovunque e sono bellissime con sfumature che vanno dal bianco all'azzurro. Fanno parte dell'isola, fanno parte del viaggio.

Balene

Alle Azzorre è possibile avvistare le balene; infatti sono uno dei più importanti santuari al mondo dove incontrarle. Per una serie di motivi non mi è stato possibile andare a vederle, ma visto che è una cosa che nella vita vorrei fare prima o poi, fatelo intanto voi per me e prenotate in una delle tante agenzie che trovate online o direttamente al porto di Ponta Delgada, la capitale dell'isola.


A Sao Miguel ci sono stata tra giugno e luglio del 2021 appena dopo l'apertura del Portogallo dal lockdown. Di turisti ce n'erano davvero pochi e anche nelle località più gettonate non ho mai trovato paricolare caos. Di sicuro in tempi normali la situazione è ben diversa, ma è comunque un'isola che merita di essere vista e vissuta. Molta gente è prevalentemente di passaggio per andare nelle altre isole, e viene un poco snobbata...date retta a me, datele una possibilità perchè è splendida. 

Non è un'isola per chi vuole fare solo mare, sarebbe sprecato oltre che non poco difficoltoso visti i cambiamenti meteo improvvisi e l'oceano che non si presta a bagni caldi e tranquilli. Se invece amate la natura, il trekking e gli sport acquatici, allora è il luogo che fa per voi!

Informazioni Utili:

- Per arrivare a Sao Miguel si deve partire dal Portogallo con Ryan Air o con la compagnia di bandiera Sata Azores Airlines. Io dall'Italia ho volato fino a Porto (dove mi sono fermata tre giorni) con Ryan Air e poi con la stessa compagnia sono arrivata alle Azzorre.

- In valigia vestiti comodi e se volete fare trekking portatevi abbigliamento tecnico e scarpe adeguate. Giacche tecniche e impermeabili, le temperature oscillano di dieci gradi in breve tempo. Ovviamente non dimenticate il costume da bagno, per l'oceano e le piscine naturali, per le terme e per la cascata (ma questa solo per i più temerari!)

- Dove dormire e mangiare ve lo scrivo in un altro articolo :).






RIFUGI TISSI E COLDAI: DUE GIORNI DI TREKKING AI PIEDI DEL CIVETTA

by 6:49 PM

 Sicuramente è una frase detta e ridetta, nella quale però mi ci specchio spesso.

"La montagna è una metafora della vita."

La montagna è fatica, sudore, frasi improprie urlate al vento quando non ce la si fa più: un po' come succede nel corso della vita. Ma poi si raggiunge la meta, e con essa la soddisfazione di avercela fatta. Ci si congratula con se stessi, con il dolore ai piedi e alle gambe, con il fiato corto perchè tutte le fatiche fatte erano passi necessari per gioire alla fine del percorso.

Per quanto io possa essere pigra, al richiamo della montagna non so dire di no. Il silenzio, la natura che prepotente esplode, un sentiero nuovo da provare, i suoni che in città non si sentono, un panino mangiato con la schiena appoggiata ad un albero, il rumore dei propri passi, ecco tutto questo e molto altro sono per me sinonimo di felicità.

A fine agosto dell'anno scorso mi sono regalata una due giorni di trekking sul Civetta. Ci ero stata qualche anno prima, ma avevo fatto l'altro versante con una camminata in giornata. Questa volta volevo gustarmela, a fine stagione, quando per i sentieri la gente comincia a scarseggiare...

Il trekking è partito da Capanna Trieste, passato per Rifugio Vazzoler per poi arrivare al Rifugio Tissi dove ho dormito. Il giorno dopo ho raggiunto il Rifugio Coldai e sono poi scesa ad Alleghe.

Sono circa 20 km totali, nessuna difficoltà tecnica con un dislivello in salita di 1230 m circa, che si sentono benone sulle gambe e sul fiato, haha.

Da Capanna Trieste, dove si parcheggia l'auto ho imboccato il sentiero 555 che parte bello in piano ma che poi mi ha sussurrato " guarda che sei in montagna tra un po' ti faccio cominciare la salita" ed io bella fresca ho acconsentito a questo incoraggiamento. 

Cominciano poi una serie di tornanti che in condizioni meteo ottimali mi avrebbero fatto vedere gli imponenti bastioni Torre Trieste e Torre Venezia, ma che a causa dei bei nuvoloni gonfi di pioggia e umidità non ho visto proprio affatto. Peccato.

Dopo 11 tornanti sono arrivata ad un tratto di bosco che conduce al Rifugio Vazzoler, già chiuso per fine stagione; mi sono fermata in pausa pranzo sotto ad una tettoia soprattutto per ripararmi dalla pioggia che ad un certo punto si era data da fare. Sì, avevo guardato le previsioni, ma sappiamo bene tutti che in montagna non fanno granchè testo, e che nel giro di pochi minuti si passa dalla pioggia al sole.

Ho ripreso il cammino sul sentiero 560 tutto bello in salita nel bosco fino ad una radura che apre la visuale sulla parete nord ovest del Civetta. Ecco, ero già stanca lì, ma vedere quella roccia viva mi ha ridato l'energia e la gioia necessaria per continuare!

Lungo questo tratto, la pioggerellina ha fatto capolino ancora, ma di fronte a sua maestà Il Civetta, tutto è permesso e godibile, anche un po' di maltempo. 

Prati verdi, massi di roccia che hanno fatto radici sul terreno, qualche albero sparuto e un silenzio incredibile, quello che bramavo, che mi mancava.

I passi si alternano ai battiti del cuore che sono aumentati non solo per lo sforzo fisico, ma per l'emozione provata.

Ad un certo punto in lontananza ho avvistato la meta, il Rifugio Tissi, lì in fondo, lì in alto su quella roccia che sembra così vicina ma che in realtà ha bisogno ancora di tempo e fiatone e qualche imprecazione (haha) per essere raggiunta, soprattutto quando la radura finisce e comincia un'altra bella salita. Ma mica mi sono abbattuta, beh forse ogni tanto dai, ma in fondo mi piace far fatica, mi piace arrivare alla mia meta.

Ecco, qui quando pensate di essere arrivati, beh non sarà così, perchè l'ultimo tratto in salita salita (è voluta la ripetizione, per far capire bene) sarà di una bellezza tale che vi fermerete ogni tre passi per guardarvi attorno e riuscirete ancora una volta a meravigliarvi di ciò che la natura ha creato, plasmato e offerto (e a riprendere fiato).

Il Rifugio Tissi è in una posizione da wow: da una parte la parete del Civetta che abbraccia in ogni istante, dall’altra la vista sul lago di Alleghe che regala colori e un paesaggio incredibile (un po' meno per chi soffre di vertigini).

Il trekking si può fare tutto in una giornata e ritornare dalla strada dell'andata, ma a me piaceva l'idea di dormire sotto Il Civetta, di svegliarmi accanto a lui e di godermi  quella pace assoluta. 

È un rifugio a tutti gli effetti, con camerate e bagni in comune, con la sala dove cenare o leggersi un libro, una terrazza con vista e un bel freddo pungente che dopo il tramonto arriva puntuale. Serve altro? No, direi di no.

La mattina seguente, dopo colazione, ho preso la direzione verso il Rifugio Coldai, sempre attraverso il sentiero 560 che in un'oretta, che può allungarsi con le pause, arriva prima al laghetto e poi al rifugio.

Questo percorso permette di godersi tutta la parete nord ovest del Civetta ed è articolato in diversi e continui saliscendi. Sono noiosa, lo so, ma il paesaggio è di una bellezza disarmante: quindi la colpa delle tante fermate non è quella del fiatone e della stanchezza, ma del dover fotografare ogni angolo. Ricordatelo se qualcuno vi dice "dai muoviti"!

Prima di arrivare al Rifugio Coldai si fa tappa obbligatoria al suo omonimo lago di origine glaciale. Qui siamo a circa 2140 m e le sue acque freddissime e limpidissime sono una meta imperdibile per chi arriva da Alleghe, da Palafavera e ovviamente dal Rifugio Tissi.

Potete semplicemente stendervi sulle sue rive, e non fare nulla se non godervi il momento. Perchè non è che si deve sempre occupare ogni minuto della propria vita a fare tutto il possibile, ci si può e si deve fermare ad ascoltare il tempo che passa lento, a guardare le nuvole che disegnano forme, a sentire passi stanchi di altre persone.

Quando le gambe e la mente si sono riposate ho proseguito per un'altra decina di minuti (in salita) fino al Rifugio Coldai, anche lui in una posizione, come il Tissi, da rimanere a bocca aperta. Tè caldo, strudel di mele e pensieri sparsi sul fatto che ce l'avevo fatta, che io avevo fatto un bel dislivello, che avevo camminato tanto per due giorni, imprecato a volte, sorriso per la bellezza sempre.

Per me, e parlo per me, è stato un traguardo che mi ero prefissata e che ho raggiunto. Sto imparando, con gli anni e con l'esperienza ad usare la metafora della montagna anche in altri ambiti, e un pochino devo dire funziona...

Ovviamente ho salutato quella roccia viva con non poca malinconia, e ho cominciato la discesa che a tratti è stata più complicata della salita. Ho preso il sentiero che porta ad Alleghe (no, non sono tornata per la strada dell'andata), ma poi devo aver toppato qualcosa, e non è assolutamente colpa mia, perchè sono finita in una pista da sci con una pendenza spacca ginocchia. In circa un paio d'ore si arriva alla partenza della funivia in centro città di Alleghe (e forse per il mio ginocchio era meglio se la prendevo a scendere!).

Trekking concluso. Emozione tanta. Soddisfazione all'infinito. 


Tips:

- Se volete dormire al Rifugio Tissi, dovete prenotare con largo anticipo. Io per fine agosto ho prenotato a giugno, ed ho fatto pure fatica a trovare posto, infatti ho poi deciso di andare durante la settimana. Dovete poi sperare che le condizioni meteo siano favorevoli :). Compreso nel prezzo letto in camerata, cena e colazione. Si prenota via mail o nel form che trovate direttamente nel sito omonimo.

- A fine agosto il Rifugio Vazzoler era già chiuso, informatevi prima della partenza se prevedete di fermarvi lì per pranzo o pausa merenda.

- Nello zaino portate un cambio, il sacco lenzuolo, ciabatte e necessario per l'igiene, kway, giacca termica, berretto, scaldacollo (e guanti se andate verso fine estate), crema solare.

- Le bacchette per me sono state indispensabili lungo il percorso.

- Ho scritto il racconto in prima persona, ma durante il trekking non ero sola. In montagna, soprattutto in caso di sentieri impegnativi è importante non essere mai da soli in particolare se non si è super esperti, e poi in compagnia è molto più bello, con chi mi lamentavo sennò?? E c'era anche mio figlio che al tempo aveva 12 anni, che mi ha dato del filo da torcere...

- Mai improvvisarsi esperti in montagna, mi raccomando: scarpe e vestiti adeguati. L'ho scritto per ultimo ma sarebbe da ripeterlo all'infinito.

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