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GARGANO, SPIAGGE DA NON PERDERE DURANTE LA VOSTRA VACANZA IN PUGLIA

by 10:15 PM

 


Le spiagge da non perdere nel Gargano durante un week end lungo o una mini vacanza all'insegna del bel mare e del buon cibo in Puglia.


Quali sono le spiagge più belle del Gargano? Sicuramente molte, ma durante la mia fuga di qualche giorno in Puglia ne ho visitate solo alcune (il tempo è sempre tiranno eh eh) e ve le consiglio tutte, ognuna per la sua bellezza o particolarità.

Ho sempre pensato che settembre sia un mese perfetto per viaggiare alla scoperta di qualche angolo italiano, e quest'anno lo è anche di più. Avevo voglia di mare dopo un mese di montagna e di rigenerarmi prima di ricominciare a pieno regime tutte le attività lavorative e quelle scolastiche.

Sono ritornata nel Gargano dopo qualche anno, per poter ritrovare ancora quella bellezza non patinata e a tratti selvaggia che lo caratterizza. E l'ho riscoperta.

I turisti erano molto pochi, per lo più tedeschi e francesi e a guardare le foto sulle riviste e online pare che la parte della Puglia più gettonata quest'anno sia stata il Salento con le sue spiagge chiamate Maldive Italiane.

Non ci sono mai stata, quindi ho poco da paragonare, ma sono felice di essermi goduta un pezzetto di Puglia lontano dalla folla. Sicuramente la costa del Gargano è meno attrezzata, complicata a livello di collegamenti stradali, con spiagge a volte difficili da raggiungere, ma il bello sta proprio lì.

Per me è bella così, anche se in alcuni momenti mi sono detta: "Ma perché devo scavalcare un guardrail per prendere il sentiero che arriva alla spiaggia?"


Le spiagge da vedere nel Gargano 

Spiaggia dei 100 scalini a San Menaio

Se pensate che nel Gargano non si possa vedere un tramonto sul mare, beh vi sbagliate. A San Menaio, nella spiaggia dei 100 scalini potete vivere tramonti incredibili, come quello che vedete in foto. La spiaggia guarda a nord ovest, per questo potete assistere al sole che si tuffa nel mare. Per raggiungerla ci sono 100 scalini, che a scendere sono super belli, ma a salire vi fanno fare della bella ginnastica aerobica. Meglio farli con delle scarpe e non con delle ciabatte. Il mio consiglio quindi è quello di arrivare in spiaggia un'oretta prima del tramonto, con una birra ghiacciata e dei tranci di pizza da gustare in prima fila, perché quello che potreste vedere è uno spettacolo senza pari, e soprattutto gratis!



Spiaggia di Vignagnotica

Se le spiagge fossero tutte facili da raggiungere che gusto ci sarebbe? Vignagnotica si trova tra Mattinata e Vieste e c'ero arrivata di mattina, ma purtroppo un temporale di quelli belli forti mi ha fatto invertire il senso di marcia e tornare indietro alla ricerca del sole. Però, visto che non mi piace avere conti in sospeso, nel pomeriggio, con il sole finalmente in forma smagliante, ci sono ritornata. La strada per arrivarci non è larga e ha una pendenza a tratti importante: se arriva un'auto nel senso contrario, sperate di avere una rientranza per poter passare entrambi, altrimenti vi tocca la retromarcia. Ma suvvia, mica voglio terrorizzarvi! Quando arrivate al parcheggio, il posteggiatore vi chiederà una cifra folle, ma potete sempre contrattare in base alle ore che vi fermate....almeno con noi ha funzionato così.

Per arrivare alla spiaggia qui le scarpe da ginnastica sono d'obbligo, e io anche con quelle stavo rotolando giù. Il sentiero è sterrato e di terra secca con le radici che cercano di ribellarsi al terreno, quindi state attenti. Però tutte queste attenzioni servono per ammirare una delle spiagge più belle che io abbia mai visto, e non scherzo. Falesie calcaree a picco sul mare, grotte scavate nella roccia, le onde che si infrangono sui cottoli a far rumore, quel rumore bello che rilassa.

Sarei rimasta anche qui, per il tramonto e magari per cena, ma i due localini belli belli sulla spiaggia avevano deciso di chiudere alle sette, l'ora per me migliore per restare...

Ma va bene così, sulla strada del ritorno mi sono fermata a cenare alla trattoria da Tonino, immersa negli ulivi a pochi chilometri dal mare, a mangiare pancotto, olive e polpo alla brace. Consigliatissimo.


Spiaggia Chianca Massito

In questa spiaggia ci sono andata un po' per caso e un po' per ripiego (cercando il sole durante la pioggia, vedi spiaggia sopra), un po' perché altre spiagge erano inaccessibili... Si trova lungo la linea costiera di Monte Sant'Angelo. Il parcheggio è gratuito e si può scegliere se scendere a destra o a sinistra del promontorio. In entrambi i casi non rimarrete delusi. Scogliere, piccole insenature, ciottoli e acqua cristallina, direi il luogo perfetto per passarci qualche ora.

Spiaggia della Zaiana

Una delle spiagge più famose del Gargano e infatti non è difficile da trovare visto che le strade sono costellate di cartelli con tanto di frecce ad indicarne la direzione. Si trova nei pressi di Peschici e si trova in un contesto paesaggistico splendido. Si lascia l'auto nel parcheggio a pagamento e si scende attraverso una scaletta. Una volta arrivati si può scegliere tra il tratto di spiaggia libera e quello con lo stabilimento. Lunga più di duecento metri è incastonata tra due promontori, quasi a proteggerla, non dal vento che quando si mette a soffiare solleva cavalloni perfetti per giocare in acqua, ma anche la sabbia fine che vola ovunque: anche sul panino che state mangiando. Pur essendo molto gettonata in settembre è molto vivibile, direi quasi tranquilla, aspetto da non sottovalutare. Pare che di sera si trasformi in un luogo perfetto per beach party, mi spiace non ho appurato, ma vi confermo che di giorno è meravigliosa: quel trabucco sospeso mi fa impazzire...


Baia dei Campi

Una bella spiaggia di ciottoli di circa cinquecento metri a qualche chilometro da Vieste. Per raggiungerla o si passa attraverso l'omonimo campeggio o si prende un sentiero scosceso ma fattibile che parte dalla strada e arriva alla spiaggia in cinque minuti, ma non segnalato, quindi andate un po' a sentimento e appena vedete una breccia nel guardrail lungo la strada (a nord del campeggio) prendetela e vedrete il passaggio. Il mare qui ha colori incredibili e i due isolotti posti davanti sono un invito a fare una nuotata per raggiungerli. Mentre ero seduta a contemplare l'orizzonte ho visto un pescatore di polpi che ne ha pescato uno e mentre lo tirava fuori dall'acqua gli si avvinghiava sul braccio, poi gli ha staccato qualcosa a morsi e si è rituffato in mare con la sua preda...ma questa è un'altra storia.



Sono tutte queste le spiagge più belle del Gargano? Sicuramente no, ma sono quelle che io ho visitato e che vi consiglio!

Se ne avete voi da consigliare, scrivetemele nei commenti!


NOVA SIRI E DINTORNI, COSA VEDERE E DOVE MANGIARE SULLA COSTA LUCANA

by 7:30 PM



A Nova Siri ci sono capitata un po' per caso.

Cercavo un posto dove trascorrere qualche giorno sulla costa Lucana dopo essere stata a Matera e a Craco e mi era sembrata una buona soluzione. 

Nova Siri si trova nell'ultimo tratto di costa ionica prima di arrivare in Calabria, un borgo arroccato come molti in questa zona, che però scende fino al mare, tra le acque cristalline e le spiagge di sabbia e sassi che si alternano. Infatti il paese è diviso in due, come molti borghi nella zona: Nova Siri paese e Nova Siri scalo.

Ci sono stata a settembre, il mese che trovo perfetto per intraprendere qualsiasi viaggio alla ricerca della bellezza e lontano dal "traffico" turistico. Infatti la stagione estiva sembrava essere già quasi volta al termine, visto che molti servizi, anche sul lungomare erano già chiusi.

La meraviglia della lentezza, quella che caratterizza il sud Italia, e che si accentua in paesi come questi. Quello stato che si cerca sempre, ma che spesso è sopraffatto dalla fretta, dalla routine di correre a destra e a sinistra veloci come Speedy Gonzales, senza essere in Messico e senza che ce ne sia la necessità.

Ho passato qualche giorno qui e nei dintorni, solo un assaggio lo so, che però mi ha fatto capire un bel po' di cose, in primis che i peperoni cruschi dovrebbero essere patrimonio dell'umanità!!!

Nova Siri è un ottimo punto di partenza per visitare i dintorni, fatti di spiagge e borghi arroccati potendo sconfinare anche nella vicinissima Calabria.

Lungomare di Nova Siri

Beh, il lungomare non è fatto solo di brezza marina e profumo di salsedine, ma anche di arte. Eh sì, dovete sapere che la ciclabile/pedonale che costeggia il mare è popolata da panchine dipinte dagli studenti del liceo artistico con varie tecniche, quasi a diventare una sorta di street art. Per un pranzetto veloce e gustoso optate per un panino al pesce in uno dei localini lungo mare.

Rotondella

Anche se il nome fa un po' sorridere questo borgo è uno dei più belli che io abbia mai visto; è anche chiamato Balcone allo Ionio. Si chiama Rotondella per la sua pianta rotondeggiante con le strade che salgono a spirale. Il suo centro storico è fatto di piccoli vicoli collegati tra di loro e da gradinate che si inerpicano tra gli edifici. Da visitare assolutamente, consiglio nel tardo pomeriggio, quando il caldo è meno pressante, per poi fermarsi a cena...

Spiaggia di Roseto Capo Spulico

Anche Roseto Capu Spulico è un piccolo borgo, ma io ho visitato solo la sua spiaggia. L'accesso lo si riconosce dalla strada, si vede il Castello Federiciano che domina le splendide acque dello Ionio. Nato come avamposto di difesa è poi passato a castello Templare, poi presidio militare e infine luogo sacro per l'imperatore. Devo dire che è di grande effetto, e la spiaggia sottostante, di ciottoli e scogli è molto, ma molto bella. Questo tratto di mare è in Calabria, ma se faccio un grande salto mi ritrovo in Basilicata: i confini mi sono sempre piaciuti, delimitano, dividono... uniscono. E poi qui il mare è una favola, e pure la spianata, e perché i peperoni cruschi no?

Rocca Imperiale

Anche Rocca Imperiale si trova in Calabria, ad una manciata di chilometri dal confine. Un Borgo (splendido) costruito anch'esso come fortezza. Le strade e i vicoli sono molto ripidi, ma bellissimi da percorrere. Le auto vanno lasciate lungo la strada appena fuori dal paese e si continua a piedi, perdendosi a volte tra i vicoli e le vite sbirciate involontariamente attraverso le porte lasciate aperte, tra i panni stesi al vento e qualche gattino che miagola affamato all'ora di cena. Da Rocca Imperiale si vede il mare, ma soprattutto si vedono dei tramonti mozzafiato. Il posto giusto per goderseli è il Castello Svevo, che si raggiunge dopo una scarpinata, ovviamente in salita. Il castello si può visitare in determinati orari, ma io l'ho trovato chiuso anche negli orari giusti... Deve essere molto bello, soprattutto con una visita guidata, ma magari fate una chiamata prima di andarci.


Dove mangiare (Mi raccomando assaggiate sempre e comunque i peperoni cruschi!!!!)

Dintorni di Nova Siri

Tre spighe Colucci Viale della Libertà, 37/27

Una mattina ho preso 3 focacce di una bontà superlativa, una birra e un litro d'acqua, ed ho speso quello che spendo per una colazione al bar a Padova...

Un panificio che profuma di pane e amore.


Rotondella

Locanda Pane e Lavoro Via Papa Giovanni XXIII, 28  

Come a casa, ma con la tradizione lucana e vini speciali. Tutti prodotti sono a km zero e di una qualità che spesso fatico a trovare.

Me ne sono andata con la pancia piena, un sorriso da pace interiore ed un peperoncino di quelli che fanno sputare fuoco.


Rocca Imperiale

Trattoria dei Poeti, Corso Vittorio Emanuele, 84

In una location intima la signora Silvana vi proporrà un menù infinito, con piatti che ancora sogno di notte. Un consiglio, prima di andare lì a cena state a digiuno per due giorni... Con gli antipasti siete già a posto, ma resistete perché se non mangiate tutto si offendono!!!!

Palazzo Pucci Via Cincinnato, 15

All'interno di un palazzo storico si apre una corte dove sedersi e scegliere tra le specialità locali o ottime pizze. Per non sbagliare io ci sono tornata due sere e le ho assaggiate tutte e due! 



Chiedo scusa per le poche foto, ma per un fortuito incidente, sono andate perse. Mi tocca ritornare :).




VOLO "DIROTTATO": CRONACA DI UN RITARDO AEREO

by 11:44 AM


Un viaggio è fatto di incontri, panorami, cibi di strada e... imprevisti.

È un rischio che il viaggiatore conosce, e lo mette in contro perché fa parte della strada che sta percorrendo.
Mi viene sempre in mente una frase tratta dal cartone Dragon Trainer, quando Stoick dice: "Siamo vichinghi, il rischio è il nostro mestiere".
Per noi viaggiatori è più o meno lo stesso: non dobbiamo combattere contro nemici o draghi, ma possiamo inciampare in qualche intoppo, che spesso non è dipeso da noi.

Il racconto che segue non l'ho scritto io, ma ogni tanto ospito qualche guest. Parla di un contrattempo, in una terra con culture e tradizioni diverse dalle nostre, ma che affascinano sempre.
Quando l'ho letto mi sono immaginata, riga dopo riga, tutta l'avventura, tra la curiosità di vedere come sarebbe andata a finire intervallata da qualche sorriso per la situazione a tratti surreale.

Buona lettura.




Aiuto il mio volo è stato dirottato.

Cronaca di un ritardo aereo.

Dopo una notte passata all'aeroporto di Francoforte mi ritrovo a Bruxelles, pronto a imbarcarmi sul mio volo per Freetown, con Brussels Airline. Ho un posto finestrino come piace a me, una vicina tranquilla che sta andando in Africa per nove mesi con Medici Senza Frontiere e un romanzo da finire. Si parte e in 7 ore è previsto l'arrivo a Freetown, Sierra Leone.

Dopo 6 ore però un annuncio gracchiante “Good morning ladies and gentlemen, captain speaking, …” dice che l’aereo non può atterrare a Freetown, ma che deve deviare verso Monrovia, Liberia. Effettivamente la tratta è multipla, cioè se tutto andasse come dovrebbe l’airbus dovrebbe atterrare a Freetown, far scendere parte dei passeggeri e poi proseguire per la Liberia. Ma c’è un problema con le luci dell’aeroporto di Monrovia, non funzionano. 
E l’aereo deve atterrare lì prima del calar del sole.



I passeggeri poco convinti iniziano a fare delle domande al personale, meno convinto ancora…Perché atterrare a Monrovia e non a Freetown visto che a Monrovia c’è il problema? E comunque un aereo non atterra grazie ai radar? E cosa succede ai passeggeri che devono scendere a Freetown?

Forse ho capito male!! Mi sembra tutto assurdo. Raggiungo il mio compagno di viaggio, americano, magari lui ha capito meglio di me e dei miei vicini il messaggio strozzato del capitano, ma lo trovo disorientato quanto me.

Poco prima dell’atterraggio il captain speaking gracchia ancora per dirci che hanno già organizzato un volo per la mattina dopo per i passeggeri diretti a Freetown. Bene, penso, e chissà ora come sarà organizzato l’aeroporto di Monrovia a sistemare mezzo aereo in qualche hotel! Il captain ci dice anche di aspettare a scendere dopo l’atterraggio, perché il personale di terra deve sistemare le faccende burocratiche per il visto di transito nel Paese. Aspettiamo allora, e intanto do un’occhiata all'aeroporto, piuttosto piccolo e fatiscente, ed effettivamente non vedo torri di controllo con sistemi radar…mah!

Dopo una mezzora possiamo scendere e sbrigare le pratiche di ingresso. Entriamo ed un grande soldato sorridente ci chiede il passaporto.

E se lo tiene.

Ha i passaporti di 80 persone nelle sue mani giganti. E sorride.

Ecco, mi sento nudo, sono ostaggio in un Paese straniero. Chiedo spiegazioni, ma mi viene detto dal soldato che questa è la procedura. Il personale di terra, spaesato, mi rassicura “non c’è problema, tengono qui i passaporti durante il transito, ora vi organizziamo un transfer per un hotel e vi diamo un voucher”. Io continuo a tenere la mano nella tasca dove di solito ho il passaporto e ho la sgradevole sensazione di aver perso le chiavi di casa.

Beh, meglio non pensarci e vedere cosa succede fuori dove intanto si sono ammassati gli altri viaggiatori davanti ad un piccolo autobus della Brussels Airlines, che ha una capienza di 20 persone; forse. 

Il primo gruppo parte ma io e tutti gli altri restiamo a piedi al caldo e all'umidità della serata liberiana, mentre l’equipaggio del nostro aereo ci sfila davanti e sale su dei SUV che li portano a riposare in qualche hotel di Monrovia. A proposito, ma quanto distanti siamo da Monrovia? Quanti autobus hanno qui per trasportarci? E se è solo uno quanto ci mette a fare avanti e indietro? La ragazza impaurita che si sta prendendo cura di noi dice che in un’ora dovrebbe arrivare un altro bus. Ho capito, meglio mettersi tranquilli e comodi... Qualcuno ci dice di andare a sederci nella sala d’aspetto, è più fresco. E c’è il Wi-fi. Che consolazione! Ci sono anche dei cartelli poco realistici appesi al muro in angoli nascosti:

Alcoholism is strictly prohibited

Drugs transportation is not allowed

Mi sento più rilassato allora! Tutti sono seduti su scomodissime sedie di metallo e giocano con il telefono, finché qualcuno si alza e allora tutti si alzano, deve essere successo qualcosa. C’è il bus. E’ sicuro. Ma in realtà quando sei in queste situazioni non fai un’analisi critica di quello che ti circonda e semplicemente ti adegui alla massa, sperando che la massa abbia ragione. Allora torniamo fuori e sì c’è un bus, che potrà portar via altre 10-15 persone. Intanto prendono i nostri nomi (stranamente finora nessuno l’ha fatto) e ci danno anche un bicchiere d’acqua. Ma il risultato non cambia. Dopo più di un’ora siamo ancora bloccati qui.

Come se non bastasse il sottofondo sonoro è terribile, qualche tipo di cicala africana fastidiosissima, anche se a sentirlo bene, sembra che ci sia un motivo che si ripete in questo gracchiare, ed è un motivo che mi ricorda le canzoni di Natale. Jingle Bells, Santa Claus is coming to town…ma si! Non sono cicale, sono le lucette di Natale appese all'ingresso dell’aeroporto, splendide, rosse e verdi, probabilmente in funzione da così tanto tempo che la canzoncina sta subendo una mutazione elettrogenetica. E’ tutto talmente surreale che non viene nemmeno da porsi la domanda sul perché a febbraio ci sono ancora le lucine di Natale appese…E sono sicuro che non risalgono al Natale scorso.

Dopo altre due ore di attesa vedo arrivare il mio bus. Mi faccio largo tra le persone, su questo devo riuscire a salire. Guardo meglio e riconosco lo scuola bus di Forrest Gump. E’ splendido, ma siamo sicuri che ci possa portare da qualche parte? Sembra vecchiotto e malandato. Non ha luci funzionanti, a parte le frecce, e ormai è buio.

Non importa, prendo posto, nessuno potrà farmi perdere la mia posizione, tanto sudata. Letteralmente. Siamo circa una ventina di persone con i loro bagagli a mano a riempire l’autobus. Siamo pronti, ma non si parte. Che succede ora? Altra mezzora ad aspettare senza ricevere alcuna informazione. Non si capisce. Non c’è un filo d’aria e i passeggeri cominciano ad innervosirsi; un signore in preda ad una produzione di sudore industriale comincia a inveire con la povera ragazzina della Brussels Airlines. Poi capiamo, ci sono 5 passeggeri che devono andare in un hotel differente perché quello dove è diretto il nostro bus non ha abbastanza stanze. Li fanno scendere. Partiamo!!Sì! l’autista mette in moto, ma dopo poche manovre si ferma di nuovo. E adesso?? Dopo altri 20 minuti risalgono a bordo i 5 appena scesi. Che confusione, non importa purché si vada e passi un po’ d’aria dai finestrini.

Ci muoviamo finalmente lungo strade buie che il bus non può illuminare più di tanto. Ma siamo tutti così stanchi che nessuno si rende conto del rischio. Prendo sonno cullato dalle buche e mi sveglio davanti ad un resort per osservare i famosi 5 che scendono e vanno al bancone della reception a ricevere le chiavi delle loro stanze. Tutti gli altri me incluso ancora schiacciati nel caldo-umido del bus americano, importato in Liberia quando già non avrebbe più dovuto circolare.

E poi le vedo. Due ragazze bionde che escono dall'entrata del resort e vanno verso un edificio che è chiaramente indicato come Spa. Forse sono ancora assonnato. Ma no, sono reali, in una situazione che di reale non ha nulla. A parte il caldo umido e la mezzora che trascorriamo sempre stipati ad aspettare il ritorno della nostra balia, ancora occupata a negoziare con la reception del resort. E il signore sudaticcio riprende a sbraitare contro di lei, scende, adesso la spezza in due, penso…

La situazione sta sfuggendo di mano, e allora ecco che arriva il pragmatismo africano. La ragazza ci fa scendere tutti, e ci dice che l’hotel “dovrebbe” avere stanze per tutti. Mentre lei cerca di capire meglio noi possiamo accomodarci al bancone del bar ed ordinare qualcosa da mangiare, al fresco dell’aria condizionata, guardando la replica del diciottesimo slam di King Roger a Melbourne. Il resort è al di sopra delle mie rosee aspettative, pulito, moderno, con piscina e spiaggia, anche se non mi sembra molto local. Finito di mangiare inizio a preoccuparmi per la stanza, come gli altri passeggeri. Capisco che se io e l’americano dividessimo una matrimoniale potrebbe essere più semplice per loro e ci darebbero la stanza subito. Siamo stanchi e la soluzione è più che accettabile ormai. Così finiamo in una stanza molto bella che fortunatamente ha sul letto un cuscino gigante lungo più di un metro che possiamo usare come divisorio per il nostro breve riposo. E’ ormai mezzanotte e alle 5 dobbiamo essere pronti per il ritorno verso l’aeroporto.

In 6 ore dall'atterraggio siamo riusciti ad avere un letto, e ora siamo intenzionati a goderci le nostre 5 ore di sonno.

Anzi 4 ore di sonno, interrotte da un urlo straziante “Wake up call!!!” che si ripete finché non apriamo la porta della stanza. “Breakfast is ready sir!”. Ma come? Sono le 4, manca un’ora alla partenza.

Inutile spiegare che nessuno aveva chiesto la sveglia. Meglio fare colazione e dirigersi nuovamente verso il bus dell’Alabama. Mi rendo conto mentre salgo che mi manca il maglione che avevo la sera prima, torno in stanza, non c’è, guardo meglio nel bagaglio, non c’è, e ricordo di averlo lasciato in aeroporto, nella sala d’attesa…Speriamo di recuperarlo più tardi. Salgo a bordo. Su tutto, le note di una canzone africana sparata a palla che racconta di Nairobi con toni metà tribali e metà caraibici.

Attendiamo altri 20, 30 minuti, non lo so qui si perde la concezione del tempo. Chissà per quanto questo bus resterà fermo in attesa dei passeggeri o di un guidatore. Non ci sono veri programmi tranne quello di vivere alla giornata. Non ci sono veri problemi tranne quelli che non si possono risolvere.

Partiamo, fuori è buio, e nonostante la musica riesco ad addormentarmi. Mi sveglio ad ogni sobbalzo, e ce ne sono parecchi. E mi sveglio anche quando all'improvviso il bus si ferma. Penso che siamo arrivati, ma no, siamo avvolti nella nebbia e il guidatore esce con una bottiglia d’acqua e inizia a lavare il vetro. Resto basito, ma ripartiamo e finalmente arriviamo anche all'aeroporto. Ci fermiamo ma non possiamo scendere per motivi ignoti, che diventano noti improvvisamente quando capiamo che avevano semplicemente impedito all'autista di farci scendere al terminal degli arrivi, invece che a quello delle partenze (incredibile che questo aeroporto abbia due terminal distinti, considerando che non ha nemmeno il radar).

Scendo al terminal partenze, saluto il bus di Forrest Gump, e mi ritrovo sotto una tettoia, a cercare di capire insieme agli altri se rivedremo i nostri passaporti. Per il momento l’unica sicurezza sono le lucette di natale che gracchiano l’odioso loop…!

Quasi subito arriva un soldato con tutti i passaporti e li distribuisce. Splendido. Ma delle carte di imbarco non c’è traccia. Dovremmo partire alle 8 e sono ancora le 6.30, quindi c’è tempo. Poi sono le 7. Poi diventano le 8, ed arrivano le carte di imbarco. Cioè, solo alcune. Chiaramente io non sono nel gruppo dei fortunati e resto fuori dall'aeroporto in attesa del biglietto fortunato. Nel frattempo qualcuno si è seduto per terra, qualcun altro è disteso per terra, siamo tutti stanchi e la musichetta stonata non aiuta per niente, anzi sembra una tortura inflitta apposta! Inizio ad avere allucinazioni uditive, e i suoni natalizi si sovrappongono alle voci delle persone; evidentemente non sono l’unico perché un ragazzo dell’aeroporto cerca di staccare con un rametto la spina che collega il filo delle lucette sul tetto alla corrente. Ma il bastoncino non basta. Il più alto del gruppo si avvicina, ma non è sufficiente nemmeno lui. Allora chiede aiuto ad una sua compagna di viaggio che sale sulle sue spalle e miracolosamente pongono fine alla confusione nella mia testa. Cinquanta persone iniziano spontaneamente ad applaudire e a ringraziare la coppia, io compreso. Sto decisamente meglio, anche se Babbo Natale continua a cantare nella mia testa e ci vorrà un po’ per farlo sparire.

Alla fine arriva anche la mia carta di imbarco. Forza, penso, ormai è fatta, se l’aereo non è ancora partito, visto che ormai sono le 9. Passo i controlli, e mi accomodo nella sala d’aspetto, che chiaramente non è quella in cui speravo di ritrovare il mio maglione perso la sera prima…peccato, ci ero affezionato! Dopo un’altra ora di attesa si apre il gate, usciamo a piedi dall'aeroporto fino ad un punto imprecisato dove viene a prenderci il bus, per portarci alla scaletta a 30 m di distanza. E finalmente posso salire a bordo.

Ora si riparte. Ma verso dove?

Un viaggio nel viaggio...





L'ISOLA DI ALBARELLA , DOVE IL PO INCONTRA IL MARE

by 12:33 PM



Il Po, il fiume più lungo d'Italia, sfocia nel mar Adriatico mentre i suoi rami si intrecciano nel delta quasi a formare un ricamo che si fa strada nella laguna fino a mare.
Al suo interno si trova l'isola di Albarella, nella laguna sud di Venezia, ma in provincia di Rovigo. È un'isola privata accessibile per chi ci soggiorna, per chi ha una casa di proprietà e a visitatori giornalieri ma solo a determinate condizioni.
È una totale immersione nella natura quella che offre Albarella, tra la fauna e la flora che rigogliose convivono non solo tra di loro, ma anche con le persone che transitano nell'isola. Mentre si passeggia o pedala non è difficile incontrare  daini, lepri, aironi e falchi di palude.
Il nome Albarella non deriva da Alba, anche se di albe se ne vedono di spettacolari, ma dall'albero chiamato "Albarea" in dialetto veneto, ovvero il Pioppo Bianco tipico della zona.

All'interno dell'isola ci sono varie possibilità di soggiorno: ci sono appartamenti localizzati in diverse zone dell'isola, come quelli in cui sono stata io che si affacciano su bacini artificiali interni chiamati fiordi e sono molto carini e confortevoli, di varie tipologie per coppie e per famiglie più o meno numerose. Questi hanno l'accesso diretto ai fiordi, utilizzati come piscine di acqua lagunare.
Altre opzioni si trovano all'Hotel Capo Nord e al Golf Hotel.



Cosa fare ad Albarella? Tantissime cose, davvero non ci si può assolutamente annoiare, che voi siate bambini o adulti. Io in due giorni ho fatto....

Imparare a giocare a golf assieme a 200 daini.
Dovete sapere che l'isola ha un campo da golf grandissimo con un green morbidissimo e 18 buche. Dovete anche sapere che a far compagnia ai giocatori da golf ci sono dei carinissimi daini che passeggiano indisturbati (o quasi) tra la vegetazione.
Ovviamente il golf non è l'unico sport che potete praticare, ci sono 24 campi da tennis in terra battuta, un maneggio e altre attività da spiaggia come il beach tennis o il beach volley.
Io ho fatto una lezione di golf con mio figlio, che anche in questo sport si è dimostrato più ginnico di me... Abbiamo imparato la teoria di base: per esempio, lo sapete che per giocare a golf esiste un unico movimento per ogni lancio di pallina e che cambiano solo le mazze in base a dove e come si deve lanciare la pallina in buca? Ecco io non lo sapevo, ed il maestro è stato molto bravo e anche molto convincente che quasi quasi gli prenotavo già dieci lezioni da qui a fine estate, ma ahimè dovevo tornare a casa. Abbiamo fatto poi un giro con la golf car per vedere quanto è esteso il campo e per fare un incontro ravvicinato con i suoi dolci abitanti. 



Fare un giro in bici in laguna.
Ad Albarella la macchina si lascia posteggiata e dimenticata e si prende una bici a noleggio, o la vostra che vi siete portati da casa, per spostarsi nei vari punti di interesse: fa bene pedalare e non si inquina. Sappiate comunque che se usate l'auto, la velocità massima consentita è di 30 km all'ora. 
Un giro molto bello e a contatto con la natura è quello che porta in laguna, dove i pescatori aspettano che i pesci migliori abbocchino alla lenza, o dove grandi reti vengono issate ad intervalli di tempo regolari.
La sensazione di pace è indubbia, pedalare tra quelle valli ci ha messo tranquillità e un senso di calma che a volte si dimentica di avere. Rigenerante.


Portare i vostri figli (ma se sono grandini possono andarci anche da soli) ad AlbarellaLand.
AlbarellalLand è un parco giochi sostenibile nuovo di zecca, dove grandi e piccini possono divertirsi in tutta sicurezza e con un occhio di riguardo all'ambiente. Infatti le attrazioni sono realizzate con materiale naturale come il legno e la corda dove arrampicarsi, scivolare e inventare nuovi giochi. Il progetto fa parte dell'iniziativa condotta sull'isola di Albarella "Immersi nella natura", che prevede degli interventi di riqualificazione del patrimonio naturale del territorio.


Ovviamente potete passare del tempo in spiaggia e scegliere tra quella libera o attrezzata, fare molte passeggiate e delle incredibili mangiate di pesce, beh siamo sul mare!
Noi abbiamo provato il ristorante del Centro Sportivo e il ristorante La Barca, entrambi ottimi. Vi consiglio in stagione di assaggiare le moeche, sapete cosa sono vero? 

Se volete informazioni su tipologie di alloggi o sulle attività sportive, o per qualsiasi altra vostra curiosità, potete visitare il sito Albarella.it




Soggiorno e articolo in collaborazione con Albarella.it


IL CANTICO DELLA NATURA L'ECO RESORT A DUE PASSI DAL TRASIMENO

by 5:27 PM


Ritornare a viaggiare dopo questo periodo di emergenza sanitaria è stata una boccata d'aria che ho inspirato a pieni polmoni. L'aria per un po' era mancata, e mentre boccheggiavo sognavo valigie da fare e disfare (cosa che tra l'altro non amo particolarmente, ma si sa, quando qualcosa manca...).

Ritornare a viaggiare in sicurezza, questa è la parola d'ordine, ma soprattutto in luoghi in cui la parola assembramento, che affolla solitamente i nostri pensieri, sia solo un ricordo.
Per questo vi voglio raccontare di un luogo dove con la natura sarà l'incontro più ravvicinato che potrete avere.
L'Ecoresort il Cantico della Natura si trova in Umbria e domina dalla sua collina la valle sottostante ed il lago Trasimeno. I suoi venticinque ettari di proprietà sono a completa disposizione degli ospiti che possono usufruire degli alloggi, della piscina, del ristorante e della spa, ma anche delle passeggiate rigeneranti tra ulivi secolari e boschi. 
Un luogo perfetto dove staccare la spina e vivere in perfetta tranquillità il proprio tempo.
Un rifugio per famiglie, ma anche per una fuga d'amore, perché il romanticismo al Cantico della Natura è di casa.


La maggior parte delle camere si trova al piano terra e con ingresso indipendente, arredate in stile antico, a permetterci di fare un salto indietro nel tempo.
La colazione, il pranzo e la cena possono essere serviti in camera, ed è un valore aggiunto e un gesto molto apprezzato dagli ospiti soprattutto in questo periodo.


La colazione si può consumare anche nella sala ristorante e nei tavoli all'aperto; il buffet per ovvi motivi non è usufruibile nel modo consueto, ma il personale dedica il proprio tempo a servirne i prodotti direttamente ai clienti che a turno possono scegliere come comporre la propria colazione.
Il servizio al ristorante resta attivo con tavoli distanziati e con tutte le regole di igienizzazione necessarie.


E a proposito di cene, un punto, ma facciamo anche due, vanno a favore del ristorante del Cantico della Natura, dove lo chef propone piatti della tradizione Umbra rivisitati in modo da colpire non solo il palato ma anche la vista.
Si può scegliere tra il menù degustazione e quello a la carte, il tutto accompagnato da ottimo vino, gustato appieno grazie all'abbinamento che il personale ha proposto.

L'Ecoresort Il Cantico della Natura è anche un ottimo punto di partenza per visitare i dintorni; infatti molti sono i sentieri da percorrere a piedi, in bici o a cavallo, i paesini attorno al lago Trasimeno e i piccoli borghi arroccati. 
Ecco i miei tre consigli:

Passignano sul Trasimeno
Si trova sulla sponda nord del lago omonimo, ed è un paesino molto carino per passare qualche ora a passeggiare. Nella parte più alta della cittadina si trova la rocca che risale al Medioevo e dove si può visitare il Museo delle Barche. Da Passignano ci sono i collegamenti per raggiungere in battello l'Isola Polvese e l'isola Maggiore che si trovano sul lago. Se nel frattempo vi viene fame, fermatevi alla Bottega di Zefferino, una pizzicheria enologica dove potete gustare le specialità del territorio come la famosa torta al testo, i salumi e i crostini, accompagnati da vino o birra, tutto local ovviamente!

Panicale
La sua posizione, su una dolce collina, gli permette di dominare sul lago e sulla campagna attorno fino ad arrivare con lo sguardo in Toscana. Al centro storico del borgo si arriva attraverso la Porta Perugina in un passaggio che conduce alle tre piazze del paese collocate su tre livelli diversi. Un borgo fuori dal tempo, "protetto" da San Michele Arcangelo, dove perdersi tra i vicoli in pendenza per poi sbucare improvvisamente su terrazze, e innamorarsene, letteralmente!


Il tramonto sul Monte Penna
Questa è una passeggiata semplice semplice ma di grande effetto. Partendo dall'Ecoresort Il Cantico della Natura potete prendere un sentiero in salita che in una ventina di minuti vi porterà in cima al Monte Penna. La passeggiata (da non fare in ciabatte o ballerine mi raccomando) passa in mezzo ad un bosco per finire in una radura dalla quale ammirare uno splendido paesaggio a trecentosessanta gradi. Ovviamente vi consiglio di farlo al tramonto per poter vedere il sole che si tuffa sul lago Trasimeno. Imperdibile.



Fine settimana rigenerante in un contesto da favola.
Per qualsiasi altra informazione potete visitare il sito Il Cantico della Natura



Articolo scritto in collaborazione con la struttura.



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