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VENEZIA IN UN FREDDO POMERIGGIO - PICTURE POST-

by 5:40 PM
Venezia lontana dal caos, dalle voci che intasano l'atmosfera.
Quelle voci e quegli schiamazzi che a volte infastidiscono, rendono ruvido un quadro fatto di lisce pennellate...
Venezia in un freddo pomeriggio è così...
Silenziosa, con l'armonia del giorno che ti accompagna passo dopo passo.
Con poche persone, che leggere passano quasi inosservate.
Con le luci che si accendono per illuminare quanto di più romantico e nascosto c'è dietro ad ogni angolo.




























Un pomeriggio per Venezia a passo molto lento è uno dei tour organizzati da slowvenice.

LIGNANO E I SUOI PUNTI DI VISTA

by 8:48 AM




Lignano è in Friuli Venezia Giulia, a due passi dal Veneto o forse dovrei dire a due bracciate dal Veneto.
Dall'altra parte del fiume Tagliamento c'è Bibione, direi che due bracciate via mare sono sufficienti...
Stesso mare del Veneto, ma non la sabbia, a Lignano magicamente è dorata.

Eppure non c'ero mai stata.
Vicino alla Venezia Orientale che tanto ho frequentato, Lignano era una nota buia nei miei viaggi.
Non c'è un perché,
le cose succedono così...hai dei posti da scoprire dietro casa, e si lasciano sospesi fino a quando...
fino a quando non ci passi un fine settimana.

Una meta turistica da litorale come tante, penserete, e a dire il vero lo pensavo anch'io, ma mi sono dovuta ricredere, perché di cose da fare a Lignano ce ne sono tante, e molto divertenti!
Ed una città ha sempre diversi punti di vista da cui ammirarla e viverla; ecco i miei...

Avete mai sentito parlare del Fat Sand Bike
Una bicicletta da usare in spiaggia sul bagnasciuga, sembra divertente no? E in effetti lo è! L'appuntamento con la guida è la mattina molto presto, prima che la spiaggia si affolli di persone. All'inizio io e la mia imbranataggine vacilliamo un poco sulla bici, ma poi capisco che pedalare tra il mare e la sabbia in un'ora in cui i colori sono ancora tenui per il sole appena sorto, quando la marea ancora bassa si sta facendo strada sulla sabbia asciutta, ha qualcosa di magico!
Il vecchio faro all'orizzonte, quel faro che ha indicato la strada a molti pescatori...




Volete rilassarvi dopo questa "fatica"?
La spiaggia di Lignano offre diverse sistemazioni, una di queste sono i gazebo che si trovano proprio adiacenti alla Terrazza Mare, il simbolo della città.
Vista mare, sabbia d'oro e relax assoluto. Serve altro? 
In realtà c'è dell'altro...delle bellissime vasche idromassaggio che aspettano solo voi!
E i vostri bambini possono andare a caccia di conchiglie...il mio ne ha raccolte un bel po'!




E poi c'è il mare, incontrastato e unico protagonista.
E qual è il modo migliore di viverlo se non in barca? E se la barca è a vela lo si vive ancora meglio!
Io adoro andar in barca, l'essere cullata dalle onde, essere circondata da quell'acqua misteriosa che cela segreti e abitanti...
Da Lignano si possono scegliere diverse destinazioni: un giro in laguna, raggiungere Venezia e le sue isole, puntare alla Croazia o verso Grado come ho fatto io a bordo di una bellissima barca che ha fluttuato per qualche ora sospinta dal vento.
Alla Marina Punta Faro c'è la possibilità di noleggiarla con lo skipper, se siete inesperti o se come me amate il mare senza mettervi al timone (anche se a dirla tutta mi sembra una cosa molto affascinate saperla guidare...).
Ho navigato con il vento in poppa...che sensazione meravigliosa, stesa a pancia in su, a mirare quelle grandi vele bianche e gonfie.
E un'altra cosa bella è potersi fermare e fare un tuffo, o semplicemente ascoltare il silenzio del mare calmo...
Per vacanze o uscite in barca consultate Bluewago!




Queste e molte altre le attività che Lignano offre.
Non dimenticate anche lo zoo Punta Verde dove si possono incontrare i lemuri, ve l'ho raccontato qui, quegli animaletti pelosissimi sono troppo simpatici!
Oppure il SUP (stand up paddle) che ormai è una disciplina famosa in molte spiagge e consiste nel pagaiare in piedi sopra ad una tavola che somiglia a quella da surf! Divertentissimo! 

Vi ho convinti a conoscere Lignano? Un luogo a misura di adulto ma soprattutto di bambino, dove le cose da scoprire sono molte...




Dove dormire

Io ho alloggiato al Grand Hotel Playa a due passi, ma proprio due, dal mare! Un punto in più? Le biciclette che vengono date in dotazione ai clienti, un buon motivo per dimenticare la macchina e godersi la cittadina sulle due ruote!

Dove Mangiare?

Ristorante Terrazza a Mare, esattamente una terrazza che si tuffa in mare. Ideale per aperitivi e cene dove l'atmosfera è rilassata dallo sciabordio del mare...

Ristorante Mare Chiaro, direttamente con vista sulla Laguna! Ottimi piatti a base di pesce fresco dell'Adriatico. 


Per ogni altra informazione consultate il sito di Lignano Sabbiadoro!






STORIE ARTIGIANE

by 7:37 AM





Abbiamo l'abitudine, io per prima, di visitare Venezia, tralasciando piccole realtà che la rendono unica.
Ammiriamo il Canal Grande, sospiriamo sotto il ponte dei sospiri, veniamo invasi dalla folla in Piazza San Marco...
Ma Venezia è fatta anche di piccole calli, nascoste, dove artigiani, che con amore e passione svolgono il proprio lavoro in piccole botteghe di una meraviglia unica.

E con un carinissimo progetto che si chiama Storie Artigiane sono andata ad incontrare artigiani che mi hanno fatto conoscere un volto nuovo della città sull'acqua e mi hanno fatto toccare con mano (e assaggiare, suvvia!) il loro lavoro...


El Papussa. 
La papussa è una particolare ciabatta friulana che tiene caldo nei mesi più freddi. Da questa produzione nasce la piccola bottega di Denis, che con la passione tramandata da padre a figlio continua a vivere.

Ripara scarpe, ma l'estro artistico e la voglia di rinnovarsi ha fatto sì che nuove idee prendessero vita, e adesso produce borse, cinture e sandali (che ritornerò a comprare perché troppo belli!). Pezzi unici, assemblati con materiale pregiato e di recupero...io se fossi in voi un giretto lo farei!




Torrefazione Cannaregio. 
Come me anche voi sarete passati davanti a questa torrefazione circa 80 volte, senza mai notarla. Un gioiellino dove degustare e gustare un ottimo caffè; dove la tostatrice, in bella vista, tosta i chicchi che arrivano da paesi lontani, diffondendo quell'aroma che inebria i sensi. Ottanta e più anni sulle spalle, questo luogo porta indietro nel tempo, e non si può far altro che ascoltare le storie, i viaggi dei chicchi, con una tazzina fumante in mano, con un caffè dolce e uno acido per scoprirne le differenze e per scegliere il proprio...

(ah, io non bevo caffè ...)




L'Isola di Pinocchio. 
Roberto fa un lavoro meraviglioso, Roberto lavora nell'Isola di Pinocchio. Non è una vera isola, ma soprattutto non c'è solo Pinocchio! Lui costruisce marionette, quelle fantastiche, in legno, con i fili che le muovono, le fanno vivere...
Mi ha raccontato la sua storia, e incantata, l'ho ascoltato mentre con le sue mani muoveva fili e mi faceva vedere i vari passaggi.
Da un'idea, da un disegno, da una passione nasce qualcosa di unico, nasce una storia da raccontare.
Non solo per bambini, il mondo delle favole rapisce anche gli adulti, tra un Peter Pan che vola e una Campanellino che lo segue...

Mi ha raccontato poi delle richieste dei suoi clienti a volte un po' strambe, ma che lui ha realizzato nel migliore dei modi e con ottimi risultati!




Hotel al Mascaron Ridente. 
Dopo un anno di lavori e ristrutturazioni di un vecchio zuccherificio, nasce l'Hotel, una chicca nel cuore del Cannaregio. Realizzato in 500 metri quadri, una "finestra" sul canale da una parte e su una piazzetta dall'altra, con il simbolo del Mascaron Ridente (guardate in alto) che sghignazza prendendoci in giro...
Il titolare? Un uomo eclettico che mi ha lasciato con questa frase: "Suonano a morte le campane della passione quando il bacio viene meno..."

Quindi baciatevi sempre...e non solo a Venezia!



Progetto in collaborazione con il Digital Meet che si è tenuto dal 22 al 25 ottobre nel Nord-Est.
El Papussa lo potete trovare in Ghetto vecchio in Cannaregio 1155
La Torrefazione Cannaregio si trova a  Cannaregio 1337
L'Isola di Pinocchio è a Cannaregio 2417 (in un luogo nascosto ma bellissimo!).
Al Mascaron Ridente lo trovate a Cannaregio 2606

GUGGENHEIM, UN MARE DI ARTISTI

by 4:06 PM



Venezia pullula di arte e cultura.
Venezia racchiude nella sua nobile unicità una collezione.
La collezione Peggy Guggenheim è il più importante museo in Italia per l'arte europea ed americana del XX secolo.
La sede è a Palazzo Venier sul canal Grande, in quella che fu la casa di Peggy.
Ho la fortuna di abitare a 20 minuti di treno da Venezia, e questa è una tappa che amo ripetere. Amo l'arte in tutte le sue sfumature e potermi avvicinare così tanto ad opere di tale entità non può che rendere una visita nella città dell' amore ancora più piacevole.

Mi sono tuffata in questo mare di artisti, nuotando serenamente tra....

Cubismo, Futurismo, Pittura Metafisica, Astrattismo europeo, scultura d'avanguardia, Surrealismo ed Espressionismo Astratto americano, Picasso, Braque, Duchamp, Léger, Brancusi, Severini, Picabia , De Chirico, Mondrian, Kandinsky, Miró, Giacometti, Klee, Ernst , Magritte, Dalí, Pollock, Gorky, Calder, Marini.

per riemergere completamente inebriata dal loro colore, dalla loro storia, dalle sapienti mani che hanno creato, e che hanno saputo trasmettere in me emozioni profonde.

Prego, entrate con me e immergetevi nei particolari che creano l'arte.
Dietro ad ogni opera si nasconde una storia.
E ogni storia ha il diritto di essere raccontata.
   





























DA VENEZIA A MONACO CON AIR DOLOMITI PER FESTEGGIARE UN ANNIVERSARIO

by 3:30 PM




Da Venezia a Monaco con Air Dolomiti per festeggiare un anniversario!
Non il mio eh, ma quello della compagnia aerea Air Dolomiti, che quest'anno, esattamente a Gennaio, ha festeggiato (e sta continuando a farlo!) i suoi primi 25 anni di servizio.

La settimana scorsa la compagnia aerea mi ha invitato a bordo dei suoi aerei per un viaggio in giornata su Monaco, per assaggiare durante il volo le specialità culinarie di Alfio Ghezzi, chef della Locanda Margon, il ristorante stellato di casa Ferrari a Trento.

In un primo momento ho pensato: "il colmo, io ho paura di volare e mi invitano a bordo di un aereo?
Ma in un tempo che è durato un secondo mi sono anche risposta: "Perché no, devo continuare ad esorcizzare le mie paure, affrontarle, mettermi alla prova.
E così è stato.
Un lunedì mattina, poco dopo l'alba, mi sono trovata seduta sull'aereo che in un'ora mi ha trasportato da Venezia a Monaco di Baviera.
Mi hanno accompagnato una vista mozzafiato sulle Alpi, la gentilezza e cortesia del personale di bordo (e non è scontata!!), e una colazione nutriente per affrontare la mia giornata in città: torta di mele, mortandela - da non confondersi con la mortadella, questo è un salame tipico della Val di Non - casolet e ciocomiti, ecc. Ho reso l'idea?




Una giornata per visitare Monaco è sufficiente?
Assolutamente no, soprattutto se è la prima volta, ma è sufficiente per farsi un'idea dell'aria che si respira.

Atterrata, ho preso il Bus Lufthansa che parte dal terminal 1 ogni venti minuti, ad un costo di circa 10.50 € a corsa, ma se si prende andata e ritorno si risparmia! In quaranta minuti circa, dipende dal traffico, arriva in centro città, più esattamente alla stazione del treno.
Da lì è cominciata la mia passeggiata che mi ha portato per qualche ora alla scoperta di una nuova città, che in molti mi hanno decantato, e curiosa mi sono lanciata per conoscerla.
Mi sono concentrata solo sul centro città, nell'area pedonale, per passeggiare in tranquillità assaporando la gradevole temperatura di quindici gradi...il primo di febbraio!

Marienplatz con il Municipio ed il carillon che per me ha un nome impronunciabile (Glockenspiel). Questa piazza è il cuore pulsante di Monaco, l'ho trovata vivace, piena di gente e risate: chi se ne andava di fretta, chi a testa in su a cercare un nuovo particolare, chi semplicemente passeggiava fiero. Purtroppo non ho sentito il carillon, l'ultima animazione col suono di 43 campane e delle 32 figure è a mezzogiorno!



Il Frauenkirche, il Duomo meglio conosciuto come Cattedrale di Nostra Signora, in stile gotico con le sue caratteristiche cupole a cipolla! Questo è il simbolo inconfondibile di Monaco.

Viktualienmarket, il mercato che in molti mi hanno consigliato! Me ne sono innamorata, un luogo vivacissimo dove fare acquisti nelle bancarelle, bere una birra e mangiare qualcosina al volo o comodamente seduti; qui regna un'atmosfera meravigliosa, un misto tra quella natalizia e quella conviviale dei paesi nordici. 



Mi sono seduta ad un tavolo, non ce n'era uno libero solo per me, e mi sono accomodata con dei signori con grandi sorrisi e dei grandi boccali di buona birra!
Io ho chiesto di portarmi qualcosa di tipicamente tipico....





Ho continuato poi a camminare, a perdermi, purtroppo per poco: avevo un volo nel tardo pomeriggio e una cena on the air al Settimocielo!
Anche sul volo di ritorno ho trovato personale carinissimo insieme alla temuta comunicazione del comandante che ci sarebbero state delle turbolenze, ma poca cosa.
Molto bene mi sono detta....
Decollo ventoso, mica è colpa di qualcuno.
Poi la situazione si è tranquillizzata e hanno cominciato a servire la cena: trota affumicata di Preore, insalata russa e barbabietola rossa, con un buon calice di Ferrari Maximum Brut Trentodoc!
Ringrazio queste ultime bollicine per avermi inebriato sufficientemente da superare la centrifuga turbolenta durata qualche minuto!




L'aereo è atterrato in anticipo, tutto perfetto, anche la stretta di mano al pilota!

Grazie Air Dolomiti per questa nuova e spumeggiante esperienza a 10000 metri da terra! 






VAL DI ZOLDO, TRE ESCURSIONI DA NON PERDERE

by 6:44 PM




Ho spento il cellulare, ho volutamente dimenticato a casa il pc e sono partita per qualche giorno tra le montagne Venete.
Un po' per disintossicarmi, un po' per staccare dal lavoro, un po' perché le mie vacanze erano ancora lontane e avevo bisogno di una pausa mentale e fisica.
Sì, fisica perché mi sono messa alla prova.
Da quest'inverno ho cominciato ad allenarmi un po' più spesso e costantemente rispetto ai miei standard. A casa quando il tempo non lo permetteva e in esterna con camminate sui colli e in pianura.
Non che avessi in programma di scalare cime impossibili, ma mi sono messa di buona lena visto che ultimamente mi ero rilassata troppo e la pigrizia aveva preso il sopravvento, e poi devo dirvi la verità, dopo i quarantanni ho voluto mettermi degli obiettivi all'orizzonte, da raggiungere, un passo alla volta. 
Uno di questi è quello di allenare il mio fisico alla resistenza.
E sto meglio. 
Veramente.
Ma bando alle ciance e parliamo di cose serie.


Sono stata qualche giorno in Val di Zoldo, nelle splendide dolomiti Bellunesi, patrimonio UNESCO e meraviglia della natura.
Avevo guardato varie mete, anche in altre regioni, ma poi ha vinto il mio Veneto, e i molti luoghi che ancora non conosco.
Ho preso in affitto un appartamento a Pecol, esattamente con il Monte Pelmo da una parte e il Monte Civetta dall'altra. Giuro, non li avevo ancora visti da così vicino, e devo dirvi la verità che mi sono emozionata.
Quando ero giovane (suvvia più giovane di ora) mi ero perfino inerpicata in trekking della durata di alcuni giorni, dormendo in rifugi e ammirando spettacoli che non si riescono nemmeno a spiegare.
Ma da un po' di anni e con un bambino piccolo alle calcagna le cose si erano allentate. Ora lui non è più tanto piccolo ed è molto bravo e determinato nel raggiungere la meta, forse dovrei imparare da lui...

Vi racconto tre escursioni fatte con gli scarponcini ai piedi, con il sole in fronte (quasi sempre) e la voglia di camminare passo dopo passo, senza fretta, perché la fretta è una brutta cosa se vuoi goderti il più possibile la montagna.

Rigugio Coldai

Ne avevo tanto sentito parlare, poi avevo anche sbirciato foto online e cercato informazioni. Era bellissimo in quelle immagini, con la roccia viva del Civetta alle sue spalle, ed un laghetto lì vicino dal quale si può ammirare la Marmolada.
Ero carica di aspettative, e sono andata a vedere con i miei occhi e a toccare con mano quella roccia.
Sono partita dal rifugio Palafavera (1500 m circa) per arrivare al rifugio Coldai  (2197 m) con un dislivello di circa 700 m. Si può scegliere di fare il primo tratto il seggiovia (10 minuti) o a piedi (1 oretta) e arrivare fino a Malga Pioda. Già qui il paesaggio è qualcosa di incredibile, lo spettacolo della natura riesce sempre e comunque a stupire. Dalla Malga Pioda bisogna seguire le indicazioni per il Rifugio Coldai e salire per un'altra oretta; poi dipende se ci si ferma a fare ottocento foto, o a prendere respiro o solamente a guardarsi attorno e ringraziare, non so ancora chi, per il paesaggio.
Durante questa scarpinata ho scoperto che la vecchiaia fa brutti scherzi: mai sofferto di vertigini, eppure ho avuto parecchio fastidio, finché un signore gentile (che mi abbia vista sull'orlo del baratro?) mi ha spiegato come ripigliarmi per compiere gli ultimi trecento metri.
Così sono arrivata a toccare con un dito le pareti verticali del Civetta, a godermi un paesaggio senza eguali, a sentire il vento freddo sferzare e spettinarmi i capelli e a immergermi in un contesto lontano dalla mia vita di tutti i giorni. Qui non c'è confusione, non c'è nulla, c'è solamente l'uomo che convive con la montagna, e che la rispetta... sempre.
A quindici minuti dal rifugio si raggiunge il laghetto Coldai, dai colori cangianti, dipende se c'è sole o una nuvolona che passa sopra. Lì ho pranzato con un panino in silenzio, ascoltando i passi attorno a me.
Dal rifugio Coldai si può raggiungere in un'altra oretta e mezza il rifugio Tissi. Ma questo lo farò l'anno prossimo, promesso!

















Rifugio Venezia

Altro giorno, altro rifugio. 
Per arrivare al rifugio Venezia sono partita dal Passo Staluanza ed ho seguito il sentiero 472d, parte dell' Alta via n. 1. Un percorso non molto complicato, è quasi sempre in piano tranne una salita iniziale e poi verso la fine quando manca veramente poco per arrivare al rifugio; è uno dei più antichi delle dolomiti. La durata è di circa sei ore in totale, anche qui senza contare eventuali fermate foto, merende o soste per guardare a testa in su le pareti del maestoso Monte Pelmo. C'è anche une deviazione (che non ho fatto) per vedere un masso che conserva i fossili del passaggio dei dinosauri risalente a duecentoventi milioni di anni fa.
Dicevo che il percorso è abbastanza tranquillo, un sali scendi fino in quota, ma così splendido da fare che anche se fosse stato più faticoso, mi sarebbe piaciuto lo stesso. La particolarità di questo sentiero è quella del paesaggio circostante che cambia continuamente: prima un bosco, poi un lungo sentiero di pini mughi, poi un pascolo ed infine roccia viva e ghiaia fino ad arrivare al rifugio Venezia che si trova su una piccola altura alla base sud orientale del monte Pelmo. Appena arrivata mi sono fermata a godermi il paesaggio, a respirare l'aria pulita e fresca, ma poi sono entrata nel rifugio a bermi una birra e a mangiarmi un piatto di pasta: avevo sete... e fame!
















Rifugio Città di Fiume.

Il nome di questo rifugio mi incuriosiva, un po' come mi incuriosiscono le copertine dei libri e il loro titolo, e li compro senza leggere di cosa trattano: lo stesso è stato per il rifugio, mi incuriosiva il nome, e dovevo scoprire perché si chiama così. In realtà non c'è poi molto da dire se non che è stato inaugurato nel 1964 e il suo nome ricorda i Fiumani in esilio. Delusa? Nemmeno un po' perché anche questa passeggiata si è rivelata bellissima: il Pelmo domina incontrastato, una delle viste più emozionanti di sempre.
Ci sono molti sentieri che portano al rifugio, io ho preso quello che parte da un tornante poco dopo Passo Staulanza. Non credo abbia un nome ma è ben visibile con un parcheggio ai piedi del grande massiccio.
La camminata dura circa un'oretta e non è complicata, il sentiero è adatto a tutti, passeggini compresi; col senno si poi ne avrei scelto un altro un po' più avventuroso. L'arrivo alla rifugio è stato con un bel wooooww di sottofondo... sì perché la vista del Pelmo da lì è stupefacente. Ho scritto stupefacente???? 
Nessuna foto o descrizione rendono giustizia al paesaggio, quindi dovete vederlo con i vostri occhi!
Lì le mucche erano al pascolo, mi sono seduta ad ascoltare i campanoni che dal loro collo venivano cullati e a far prendere un po' di sole alla mia pelle troppo bianca. Ma l'ozio è durato poco e mi sono diretta a fare quattro passi nel bosco verso la Forcella Forada, un punto di incontro sotto il grande Pelmo, una diramazione di vie che si incontrano e si lasciano al destino nello stesso istante. Ne è valsa la pena affondare nel fango per un metro, se la vista poi era questa...






Una birra e dei buoni salumi non me li ha tolti nessuno al rifugio, una volta rientrata: poi con la parete del Pelmo lì davanti il pranzo è diventato uno dei migliori mai fatti.






 Ciaooo






 P.S.
I cappellini che indosso nelle foto sono frutto di una collaborazione. Se volete dare un occhio ai vari modelli, anche personalizzabili guardate qui: Atlantis.


































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